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Cytotron, chi è Roberto Trujillo e cosa sappiamo davvero della terapia scelta dalla famiglia di Pietralata

Il medico messicano è Study Chair della sperimentazione sul NeuroCytotron nella paralisi cerebrale. Il trial randomizzato è stato completato nel 2023, ma non ha ancora risultati pubblicati nel registro ClinicalTrials.gov. E un precedente lavoro sul Cytotron nei tumori cerebrali pediatrici è stato ritirato

di Elisabetta Turra

La storia della famiglia di Pietralata ha riportato l’attenzione su una tecnologia poco conosciuta al grande pubblico: il Cytotron, e sulla sua evoluzione per l’ambito neurologico, il NeuroCytotron. Al centro della vicenda c’è José Roberto Trujillo, medico e ricercatore messicano, che guida NeuroCytonix e che compare anche nel registro ufficiale delle sperimentazioni cliniche come responsabile scientifico di uno studio sulla paralisi cerebrale. Ma cosa sappiamo davvero di lui? E soprattutto, quali prove scientifiche esistono sull’efficacia del NeuroCytotron nella paralisi cerebrale? Per rispondere occorre separare il curriculum del medico dalle evidenze disponibili sulla tecnologia. E partire dai documenti scientifici, non dalle dichiarazioni promozionali.

Roberto Trujillo, una carriera scientifica documentata

Un primo elemento va chiarito: Trujillo ha una produzione scientifica reale e indicizzata nelle banche dati biomediche. Il suo nome compare in PubMed in diversi lavori, soprattutto nell’ambito della neurovirologia e dell’HIV. Nel 2005 è tra gli autori di un articolo pubblicato su Cell Research sulle complicanze neurologiche associate all’HIV-1/AIDS. L’affiliazione riportata per Trujillo è l’Institute of Human Virology della University of Maryland Biotechnology Institute. (Fonte: PubMed – International NeuroAIDS: prospects of HIV-1 associated neurological complications). Nel 2007 compare tra gli autori di un lavoro pubblicato sui Proceedings of the National Academy of Sciences sull’ingresso dell’HIV-1 nei macrofagi periferici e cerebrali. In questo caso PubMed riporta un’affiliazione alla Harvard School of Public Health. (Fonte: PubMed – PNAS, 2007). Un’altra pubblicazione del 2011 riguarda le patologie cerebrali associate al polyomavirus umano JC e riporta l’affiliazione alla Harvard Medical School. (Fonte: PubMed – Human Polyomavirus-Associated Cerebral Disorders in the Post-HAART). Dunque, sul curriculum scientifico di Trujillo, una parte delle informazioni è verificabile direttamente attraverso le pubblicazioni indicizzate. Ma questo porta a una distinzione fondamentale: la sua attività scientifica precedente non costituisce, di per sé, una prova dell’efficacia del Cytotron nella paralisi cerebrale.

Il NeuroCytotron è stato davvero sperimentato nella paralisi cerebrale?

Sì. Il dato è documentato da ClinicalTrials.gov, il registro delle sperimentazioni cliniche della National Library of Medicine statunitense. Lo studio NCT03743623, sponsorizzato da Neurocytonix, è stato progettato come studio randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo per valutare sicurezza ed efficacia del NeuroCytotron nei bambini con paralisi cerebrale. Il protocollo prevedeva un’ora di trattamento al giorno per 28 giorni. L’obiettivo era valutare, tra gli altri aspetti, cambiamenti nella spasticità e nella qualità di vita, oltre a possibili modifiche nell’uso di farmaci e ortesi e cambiamenti nell’attività cerebrale rilevati attraverso risonanza magnetica funzionale, diffusione e EEG. Lo studio è iniziato nel marzo 2019, ha raggiunto la conclusione nel marzo 2023 e ha arruolato 53 bambini, contro i 48 inizialmente previsti. (Fonte: ClinicalTrials.gov – NCT03743623).

Trujillo era Study Chair dello studio

Il legame di Trujillo con questa sperimentazione è altrettanto documentato. Nella scheda ufficiale di ClinicalTrials.gov, J. Roberto Trujillo, MD, ScD, compare come “Study Chair” dello studio per Neurocytonix. Il principal investigator indicato è invece Lorenzo R. Morales Mancías, di NeuroCytonix México. È quindi corretto dire che Trujillo ha avuto un ruolo diretto nella sperimentazione clinica del NeuroCytotron nella paralisi cerebrale. (Fonte: ClinicalTrials.gov – NCT03743623).

Lo studio è concluso. Ma i risultati non sono disponibili

È questo il dato scientificamente più rilevante. ClinicalTrials.gov indica lo studio come “Completed”. Ma la stessa scheda riporta: “No Results Posted” e, alla voce pubblicazioni: “Not provided”. Significa che il trial è stato completato, ma nel registro consultato non sono stati pubblicati i risultati e non vengono indicate pubblicazioni associate allo studio. Questo dato va però interpretato correttamente. Non significa che il trattamento sia stato dimostrato inefficace. Non significa neppure che i dati raccolti siano necessariamente negativi. Significa che non abbiamo una pubblicazione scientifica dei risultati di quel trial che permetta alla comunità scientifica e ai lettori di valutare i dati. E quindi non è corretto utilizzare l’esistenza dello studio, da sola, come prova dell’efficacia del NeuroCytotron. (Fonte: ClinicalTrials.gov – NCT03743623, sezione Results/Publications).

Un precedente studio sul Cytotron: qui c’è una ritrattazione

La tecnologia è stata studiata anche in altre patologie. Nel 2018 era stato registrato presso ClinicalTrials.gov uno studio sul Cytotron nei bambini con tumori cerebrali in fase terminale, sponsorizzato dall’Hospital Infantil de México Federico Gómez. Il protocollo prevedeva un trattamento di 28 giorni e un follow-up di sei mesi. Ma il trial NCT03577600 risulta “Withdrawn”, sospeso per problemi amministrativi, con zero partecipanti effettivamente arruolati. (Fonte: ClinicalTrials.gov – NCT03577600). Parallelamente, però, nel 2022 è stato pubblicato sul Journal of Neuro-Oncology un lavoro che descriveva cinque bambini trattati con Quantum Magnetic Resonance Therapy in regime di uso compassionevole. Gli autori riportavano che due dei cinque bambini erano sopravvissuti a tre anni e descrivevano i risultati sulla sopravvivenza come promettenti, pur chiedendo ulteriori studi. (Fonte: PubMed – pubblicazione del 2022)

Ma quell’articolo è stato ritirato

È un passaggio che non può essere ignorato. PubMed oggi classifica quell’articolo come “Retracted Publication”. Nel gennaio 2025 è stata pubblicata la relativa Retraction Notice sul Journal of Neuro-Oncology.  La nota di ritrattazione è quindi una fonte primaria per capire cosa è successo a quel lavoro. Fonte: PubMed – Retraction Notice, 2025). La ritrattazione è stata collegata a una segnalazione relativa all’approvazione etica dello studio. Questo significa che il lavoro non può oggi essere utilizzato come una pubblicazione scientifica valida per sostenere l’efficacia del Cytotron. Ma anche qui occorre evitare un salto logico: la ritrattazione per motivi etici non dimostra, da sola, che il Cytotron sia inefficace. Significa che quello specifico lavoro non può essere considerato una prova scientifica affidabile dell’efficacia della tecnologia.

Il NeuroCytotron continua a essere studiato

La ricerca sulla tecnologia non si è fermata alla paralisi cerebrale. ClinicalTrials.gov registra anche lo studio NCT06477263, relativo all’impiego del NeuroCytotron nell’autismo. Anche in questo caso Roberto Trujillo compare come Study Chair. Il fatto che esista un ulteriore trial, però, deve essere letto per quello che è: un’indicazione che la tecnologia è ancora oggetto di ricerca, non una prova della sua efficacia clinica.

Fonte: ClinicalTrials.gov – NCT06477263).

Cosa possiamo dire, oggi, senza andare oltre le prove

La documentazione scientifica consente di ricostruire un quadro preciso. Roberto Trujillo ha una carriera scientifica documentata, con pubblicazioni peer-reviewed e affiliazioni accademiche riportate in PubMed presso istituzioni come Harvard e University of Maryland. È inoltre direttamente coinvolto nella ricerca sul NeuroCytotron: nel trial sulla paralisi cerebrale registrato con NCT03743623 compare come Study Chair.

La sperimentazione sulla paralisi cerebrale è stata effettivamente condotta e completata, con 53 partecipanti, ma il registro non presenta risultati né pubblicazioni associate. Esiste poi una precedente pubblicazione sul Cytotron nei tumori cerebrali pediatrici, ma quel lavoro è stato ritirato nel 2025.

La questione centrale per la famiglia di Pietralata

Tutto questo porta a una conclusione molto più precisa di un semplice “il Cytotron funziona” oppure “il Cytotron non funziona”. Il NeuroCytotron è stato oggetto di sperimentazione clinica, compreso uno studio randomizzato e controllato nella paralisi cerebrale. Ma, sulla base delle fonti scientifiche pubblicamente verificabili consultate, non disponiamo oggi dei risultati pubblicati di quel trial che consentano di considerare dimostrata l’efficacia del trattamento nella paralisi cerebrale. E questo è un punto fondamentale. Perché una sperimentazione clinica non è ancora una terapia dimostrata. Il fatto che un dispositivo sia stato studiato, che esista un protocollo registrato, che un medico abbia un curriculum scientifico e che una famiglia abbia osservato un miglioramento sono elementi diversi, che non possono essere automaticamente sommati fino a diventare una prova di efficacia. La prova scientifica arriva quando i risultati di studi adeguatamente progettati vengono analizzati, pubblicati, sottoposti a revisione tra pari e valutati nel contesto dell’insieme delle evidenze disponibili. Nel caso del NeuroCytotron, questo passaggio resta, per il trial sulla paralisi cerebrale, ancora da documentare pubblicamente.

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