Per la Lega del Filo d’Oro la nuova definizione normativa di sordocecità rappresenta un avanzamento essenziale per garantire il diritto alla salute e all’assistenza alle persone con queste disabilità. Oggi solo il 27,8% degli italiani considera adeguato il sostegno offerto oggi alle persone sordocieche
A pochi giorni dalla Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità arriva un importante passo avanti per la tutela delle persone sordocieche. Il Parlamento ha approvato in via definitiva il Ddl Semplificazioni-bis, che estende il riconoscimento della sordocecità eliminando ogni distinzione basata sull’età in cui la condizione si manifesta. Un traguardo definito “storico” dalla Lega del Filo d’Oro, che da oltre sessant’anni si batte per il pieno riconoscimento dei diritti di chi non vede e non sente.
Celebrando l’approvazione del provvedimento, l’Ente richiama però l’attenzione su quanto resta ancora da fare. Secondo una ricerca realizzata da AstraRicerche, solo il 27,8% degli italiani considera adeguato il sostegno offerto oggi alle persone sordocieche, mentre per sette cittadini su dieci è il Terzo Settore a sopperire alle carenze del sistema pubblico. Restano urgenti interventi in ambito sanitario, scolastico, lavorativo e sociale.
Oltre 360mila persone con disabilità sensoriali multiple in Italia
La Lega del Filo d’Oro stima che in Italia oltre 360 mila persone convivano con disabilità sensoriali multiple, associate spesso a limitazioni motorie. Un dato peraltro sottostimato, perché non include i minori sotto i 15 anni né chi presenta anche una disabilità intellettiva. «Sono persone che rischiano di restare invisibili, isolate dalla loro stessa condizione», sottolinea l’associazione.
«Siamo di fronte a un risultato fondamentale per tutte le persone sordocieche e le loro famiglie», afferma Rossano Bartoli, presidente della Fondazione Lega del Filo d’Oro. «La nuova legge riconosce finalmente la sordocecità come disabilità unica, senza discriminazioni. Il nostro ringraziamento va al Ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli, che ha sostenuto con determinazione questa battaglia, trasformandola in una risposta normativa concreta. È un passo avanti che ci permette di guardare con più speranza al futuro e a una società più equa e inclusiva».
Ma il riconoscimento legislativo, pur essendo un traguardo importante, non basta. L’indagine AstraRicerche evidenzia come il 72,2% degli italiani giudichi insufficienti i servizi attualmente disponibili. Le barriere da superare sono numerose: dall’accesso alle cure — spesso impossibile senza interpreti qualificati — alla scuola, dove mancano programmi adeguati, fino al mondo del lavoro, ancora poco aperto a politiche realmente inclusive.
Le priorità degli italiani sulla disabilità
Gli intervistati indicano con chiarezza le priorità d’intervento: garantire l’accesso a prestazioni sanitarie fuori Regione per chi necessita di cure specialistiche (51,1%), aumentare la presenza di interpreti Lis e List nelle strutture pubbliche (49,4%), potenziare l’inclusione scolastica (47,9%) e promuovere politiche lavorative specifiche (44,4%). Tra le richieste anche maggiore accessibilità a sport e cultura (43,2%) e siti istituzionali pienamente fruibili (37,3%).
La nuova definizione normativa di sordocecità, spiegano dalla Lega del Filo d’Oro, rappresenta un avanzamento essenziale per garantire il diritto alla salute e all’assistenza, ma non deve restare un punto d’arrivo. La vera sfida sarà trasformare le politiche generali per la disabilità in diritti concreti ed esigibili per tutte le persone sordocieche, assicurando loro piena autodeterminazione e partecipazione alla vita sociale.
Rimani aggiornato su www.vocesanità.it



