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Farmaci contro l’obesità, gli esperti mettono in guardia: «Dimagrire preservando i muscoli o salute metabolica a rischio»


Le terapie a base di semaglutide e tirzepatide consentono perdite di peso fino al 20% e oltre, ma una quota dei chili persi può essere costituita da massa magra. Al Congresso nazionale SINuC gli specialisti richiamano l’attenzione sull’importanza di un approccio multidisciplinare, con alimentazione adeguata ed esercizio fisico, per proteggere muscoli, forza e salute metabolica

I farmaci GLP-1 stanno rivoluzionando il trattamento dell’obesità, aprendo nuove prospettive terapeutiche e, allo stesso tempo, nuove sfide per la nutrizione clinica. L’obiettivo non è soltanto ridurre il peso corporeo, ma fare in modo che il dimagrimento interessi soprattutto la massa grassa, preservando muscoli e funzionalità dell’organismo.

In Italia, nel 2023, il consumo di incretino-mimetici è aumentato del 26,4% rispetto all’anno precedente, mentre la spesa è cresciuta del 17,9%. Anche le prospettive del mercato dei farmaci contro l’obesità sono significative: il segmento italiano, stimato in 104,5 milioni di dollari nel 2024, potrebbe superare i 520 milioni entro il 2030.

Semaglutide e tirzepatide, risultati paragonabili alla chirurgia bariatrica

I benefici di queste terapie sono stati al centro del Congresso nazionale della Società Italiana di Nutrizione Clinica e Metabolismo (SINuC), che si è svolto a Parma dal 19 al 21 ottobre.

«Semaglutide e tirzepatide hanno cambiato la cura dell’obesità», sottolinea il professor Maurizio Muscaritoli, presidente SINuC. Negli studi clinici, la perdita di peso media si attesta tra il 10% e il 20% nell’arco di 12-18 mesi. Nello studio SURMOUNT-4, in particolare, la dose di 15 mg di tirzepatide ha determinato una riduzione media del peso corporeo del 21%. Risultati importanti, che secondo Muscaritoli raggiungono livelli finora ottenuti soprattutto attraverso la chirurgia bariatrica. Accanto all’efficacia, tuttavia, emerge la necessità di valutare con attenzione la composizione del peso perso.

Il rischio: perdere anche massa magra

Non tutti i chili persi corrispondono a grasso corporeo. Una parte può essere costituita da massa magra, una componente che comprende i muscoli, ma anche acqua, organi e tessuto connettivo. «Secondo una metanalisi, in media tra il 25% e il 39% dei chili persi con i GLP-1 corrisponde a massa magra», spiega Muscaritoli. Una revisione sistematica del 2024, condotta su 1.541 pazienti trattati con semaglutide, ha rilevato percentuali comprese tra lo 0% e il 40%, mentre altri studi indicano valori intorno al 15%. Le differenze dipendono da diversi fattori: le caratteristiche dei pazienti, la presenza o meno di diabete, gli interventi sullo stile di vita associati alla terapia e le tecniche utilizzate per misurare la composizione corporea.

La perdita muscolare riguarda anche il dimagrimento tradizionale

La riduzione della massa magra non è un fenomeno esclusivo delle terapie GLP-1. Anche quando il dimagrimento viene ottenuto attraverso la sola dieta, circa un quarto del peso perso può essere costituito da massa magra. Il Joint Advisory pubblicato nel 2025 da quattro società scientifiche statunitensi — American College of Lifestyle Medicine, American Society for Nutrition, Obesity Medicine Association e The Obesity Society — evidenzia che la quota di massa magra persa è legata soprattutto all’entità del dimagrimento. Il rischio aumenta, inoltre, quando la riduzione del peso avviene rapidamente.

Per questo motivo, la valutazione del successo di una terapia contro l’obesità non può limitarsi al numero indicato dalla bilancia: è fondamentale considerare anche ciò che accade alla muscolatura e alla funzionalità fisica.

Perché il muscolo è fondamentale per la salute

Preservare la massa muscolare non è soltanto una questione estetica. Il muscolo svolge funzioni essenziali per l’organismo: rappresenta il principale serbatoio di aminoacidi, produce miochine coinvolte nella regolazione dell’infiammazione e della funzione immunitaria e contribuisce in modo determinante al metabolismo del glucosio. In particolare, il tessuto muscolare rimuove dal sangue circa l’80% del glucosio presente dopo i pasti. Una perdita muscolare eccessiva può quindi compromettere la forza, l’autonomia personale e la salute metabolica, rendendo necessario un approccio al dimagrimento che tenga conto non soltanto della quantità di peso da perdere, ma anche della qualità del risultato.

Alimentazione ed esercizio fisico per proteggere i muscoli

Per ridurre il rischio di perdita muscolare, il farmaco da solo non basta. Il Joint Advisory del 2025 raccomanda di accompagnare il trattamento farmacologico con una valutazione nutrizionale e dello stile di vita, prestando particolare attenzione alle eventuali carenze e alla conservazione della massa muscolare e ossea.

Tra le principali indicazioni rientra un apporto proteico adeguato, con le proteine distribuite nell’arco della giornata e presenti in tutti i pasti. Altrettanto importante è l’attività fisica, soprattutto quella mirata a sviluppare e mantenere forza e resistenza muscolare, con due o tre sessioni settimanali, preferibilmente associate all’esercizio aerobico.

La qualità complessiva della dieta resta un elemento centrale: l’alimentazione deve garantire un apporto sufficiente di proteine, vitamine, minerali e fibre. È inoltre importante monitorare periodicamente la composizione corporea, la forza e la funzione muscolare, così da individuare tempestivamente eventuali criticità e intervenire quando la perdita di peso è troppo rapida o la massa muscolare diminuisce eccessivamente.

Un approccio multidisciplinare per un dimagrimento efficace e sicuro

Il messaggio degli specialisti è chiaro: perdere peso più velocemente non significa necessariamente ottenere risultati migliori. L’efficacia delle terapie GLP-1 deve essere valutata anche in relazione alla capacità di preservare la massa muscolare e mantenere nel tempo forza, autonomia e benessere metabolico.

«Una perdita di peso più rapida non è necessariamente una perdita di peso migliore», conclude Muscaritoli. «L’obiettivo non è pesare meno a ogni costo, ma ridurre la massa grassa preservando forza, autonomia e salute metabolica». Da qui la necessità di inserire i farmaci GLP-1 all’interno di un percorso multidisciplinare, nel quale medico, nutrizionista clinico e specialista dell’esercizio fisico collaborino per accompagnare il paziente durante il dimagrimento e favorire risultati efficaci e duraturi.

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