Site icon Voce della sanità

Giovani e Ssn, nel report di Fondazione Gimbe le lacune dei nostri ragazzi: uno su cinque non conosce il proprio medico di famiglia

Un questionario rivolto dalla Fondazione Gimbe ha coinvolto gli studenti di 30 istituti scolastici d’Italia: uno su due non sa a cosa serve il ticket. «L’obiettivo è raccogliere dati oggettivi sul livello di conoscenza dei giovani in merito alla sanità pubblica, così da orientare in modo mirato ed efficace le strategie di informazione e formazione» spiega Nino Cartabellotta, Presidente Fondazione Gimbe



Un’indagine condotta dalla Fondazione Gimbe tra studenti degli ultimi anni delle scuole superiori rileva “un preoccupante scollamento tra le nuove generazioni e il Servizio sanitario nazionale”: oltre la metà non sa cos’è il ticket, circa 1 ragazzo su 5 non conosce il proprio medico di famiglia, più dell’80% non ha mai usato il Fascicolo sanitario elettronico e sugli screening anticancro dilaga la confusione. In controtendenza, quasi il 40% utilizza tutti i giorni strumenti di intelligenza artificiale come ChatGpt, ma la mancanza di formazione apre “uno scenario ambivalente” sui vantaggi degli algoritmi: «Se usati per cercare informazioni su temi sanitari – avverte Gimbe – l’assenza di adeguate competenze scientifiche e digitali può esporre i giovani a contenuti fuorvianti, con possibili ripercussioni sulla loro salute e sul corretto utilizzo dei servizi sanitari».

Gimbe: «Coinvolgere le nuove generazioni nella difesa del diritto alla Salute»

«La difesa del diritto costituzionale alla tutela della salute deve coinvolgere anche le nuove generazioni, già a partire dall’età scolastica», afferma il presidente Gimbe, Nino Cartabellotta. Da qui il progetto ‘La Salute tiene banco’, con cui la Fondazione vuole offrire agli studenti «strumenti concreti per diventare cittadini consapevoli, in grado di tutelare la propria salute e riconoscere il valore del Ssn». Il progetto, «avviato nel gennaio 2023 – ricorda la responsabile dell’iniziativa Elena Cottafava, segretaria generale Gimbe – punta a diffondere tra i ragazzi una visione globale della salute, promuovere l’alfabetizzazione sanitaria, contrastare la disinformazione e favorire un utilizzo consapevole e responsabile del Ssn».

Nel periodo ottobre 2024-marzo 2025, Fondazione Gimbe ha organizzato 33 incontri in 30 istituti scolastici di varie città italiane: Alanno (Pescara), Bari, Bologna e provincia, Cesena, Chiavari (Genova), Cuneo, Ferrara, Foggia, Modena, Parma e provincia, Piacenza, Ravenna e Roma. Durante gli incontri, che hanno coinvolto 4.200 studenti degli ultimi anni delle superiori, tramite la piattaforma Mentimeter è stata condotta una survey con alcune domande su 7 argomenti. Quiz interattivi su temi chiave come il funzionamento del Ssn, la prevenzione e l’uso degli strumenti digitali.

«L’obiettivo – chiarisce Cartabellotta – è raccogliere dati oggettivi sul livello di conoscenza dei giovani in merito alla sanità pubblica, così da orientare in modo mirato ed efficace le strategie di informazione e formazione». 

Gimbe entra nel dettaglio delle risposte ai quesiti sottoposti ai ragazzi. Conoscete il vostro medico di medicina generale? L’83,3 % degli studenti dichiara di averlo già incontrato, mentre il 16,7 % non sa ancora chi sia il proprio medico di famiglia. «Il passaggio dal pediatra al medico di medicina generale – rimarca Cartabellotta – avviene al compimento del 14esimo anno come un semplice atto amministrativo, senza alcun accompagnamento clinico o relazionale. E così, una quota non trascurabile di adolescenti resta priva di un riferimento sanitario proprio nel momento in cui iniziano a cambiare bisogni e ad emergere fragilità. Per garantire una vera continuità assistenziale, questo ‘passaggio di consegne’ deve trasformarsi da procedura burocratica in un percorso guidato».

Oltre il 50% degli studenti non sa cos’è il ticket

Sull’altra domanda, “Sai a cosa serve il ticket?”, il 53,6% degli studenti risponde no. Più della metà, quindi, ignora la funzione della quota che i cittadini versano per contribuire alle spese del Ssn. Per Cartabellotta «è un segnale da non sottovalutare. Denota non solo un deficit informativo, ma anche un distacco culturale dai meccanismi che regolano il funzionamento del Ssn.

Tra le altre domande di GIMBE ai giovani “Quali sono i 3 programmi di screening oncologici offerti gratuitamente dal Ssn?” alla quale solo poco più della metà degli studenti ha risposto correttamente, identificando i 3 screening oncologici inclusi nei Lea, livelli essenziali di assistenza: mammella, cervice uterina e colon-retto. Il resto del campione ha fornito risposte errate o ha ammesso di non conoscere la risposta.

Sempre in tema screening, GIMBE chiede: “è sempre vantaggioso fare controlli periodici per tutti i tumori?” Il 71,9% degli studenti risponde erroneamente che è sempre utile sottoporsi a esami di laboratorio o strumentali per diagnosticare precocemente qualsiasi tipo di tumore. «Questa convinzione nasce da messaggi che confondono la prevenzione con il ricorso indiscriminato ai test diagnostici: una forma di consumismo sanitario – riflette Cartabellotta – che alimenta esami inutili, determina spreco di risorse ed espone ai rischi della sovra-diagnosi e di trattamenti non necessari».

IA rischia di essere veicolo di disinformazione

Capitolo farmaci. Hai ricevuto antibiotici per un’infezione delle alte vie respiratorie (per esempio per un raffreddore)? Uno studente su 5 “spesso”, 1 su 2 “qualche volta”, il 18,9% “mai”, mentre il 12,3% dichiara di non aver mai avuto una infezione delle alte vie respiratorie. «Seppur con i limiti insiti nella domanda che non definisce un arco temporale – secondo Cartabellotta – nel campione esaminato emerge un potenziale utilizzo inappropriato degli antibiotici nelle infezioni delle alte vie respiratorie, visto che oltre 2 terzi dichiarano di avere ricevuto una prescrizione almeno una volta. Infine l’Intelligenza artificiale. “Usi ChatGpt o applicazioni simili?” Il 37,2% degli studenti usa quotidianamente tali strumenti e il 36,5% sporadicamente. Segno che l’intelligenza artificiale sta diventando parte integrante della quotidianità delle nuove generazioni. Tuttavia, per GIMBE questa diffusione non è accompagnata da un’adeguata alfabetizzazione all’uso critico e consapevole, soprattutto in ambito scientifico o sanitario. «Che oltre 8 studenti su 10 utilizzino strumenti di intelligenza artificiale rende prioritario integrare nei percorsi scolastici l’educazione all’uso responsabile di queste tecnologie – suggerisce Cartabellotta -. In sanità, in particolare, è fondamentale saper distinguere fonti affidabili da contenuti fuorvianti: senza adeguate competenze scientifiche e digitali, l’Ia rischia di diventare veicolo di disinformazione, piuttosto che uno strumento per approfondire le conoscenze».

Rimani aggiornato su www.vocesanità.it

Exit mobile version