Appuntamento al Teatro Brancaccio della Capitale. L’Unione Nazionale Poliambulatori chiede che i nomenclatori tariffari rimangano gli stessi e non subiscano ribassi come deciso lo scorso anno, che prevedevano un taglio fino all’80% sanità privata
Grande adesione alla manifestazione del 25 settembre (ore 11) presso il teatro Brancaccio di Roma da parte di tutto l’organico medico e di tutte le associazioni di categoria rappresentative di oltre 27mila realtà sanitarie nazionali. Manifestazione che ha avuto l’adesione anche della FNOMCEO, la Federazione degli Ordini dei Medici.
L’U.A.P. – Unione Nazionale Ambulatori, Poliambulatori, Enti e Ospedalità Privata, per la manifestazione del 25 settembre, vedrà unite le maggiori associazioni di categoria degli ambulatori, poliambulatori e ospedalità privata, rappresentative di oltre 27mila realtà sanitarie sul territorio, FederAnisap, A.I.S.I., Confapi, Unindustria, AIOP, ARIS, Fenaspat, FederBiologi, Anmed, FederLazio, Confcommercio, A.N.D.I.A.R., Consorzio Universitario Humanitas, Confederazione Sindacati Accreditati (CSA), SBV – Sindacato Branca a Visita, Sindacato Nazionale Area Radiologica, FNOMCEO, Cimest, OMCEO, ANSOC, Movimento Uniti per Unire, Associazione Gruppo Biologi, Fondazione Longevitas, AMSI – Associazione Medici di Origine Straniera, UMEM – Unione Medica Mediterranea, ANAAO – Assomed, Eurocomunicazione, La voce del Parlamento, Confesercenti Roma e Lazio, Galeno – Fondo Sanitario Integrativo per i Medici, My Assistance, UGL Salute, Conf.A.E.L., WEBTV Scuola Unione per l’Italia, A.F.O.R.P. e Istituto Diagnostico Varelli, AISIC, Conflavoro, ANASTE.Il Presidente dell’U.A.P., Dott.ssa Mariastella Giorlandino, chiede al Governo chiarezza sulle norme e il rispetto della legalità delle procedure affinché sia tutelata la salute degli italiani.
Le rivendicazioni dell’Unione Poliambulatori sanità privata
«Le tariffe vigenti sono ferme dal 1991 – si legge nella nota UAP – sia per gli ospedali pubblici che per le strutture private accreditate, che hanno gli stessi rimborsi dal SSN. Si chiede che i nomenclatori tariffari rimangano gli stessi e non subiscano ribassi come deciso lo scorso anno, che prevedevano un taglio fino all’80% (entrata in vigore rinviata al 1° gennaio 2025). Inconcepibile decisione che avrebbe colpito gli ospedali pubblici delle regioni in piano di rientro, che sarebbero diventati irreversibilmente irrecuperabili e senza fondi per affrontare le spese. U.A.P. chiede che venga mantenuto l’attuale nomenclatore tariffario e LEA con l’indicizzazione uguale all’incremento annuale del fondo nazionale. I fondi sono sempre stati destinati da anni alle Regioni per la salvaguardia dei nuovi LEA».
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