La Società Italiana di Medicina ambientale traccia un bilancio del Capodanno di fuochi d’artificio: dopo i botti la media delle polveri sottili sulle 24 ore arriva a sfiorare il triplo del limite giornaliero di 50 microgrammi per metro cubo. Emerge il problema dei rifiuti: tra le 3 e le 6 tonnellate di residui di botti e fuochi d’artificio si accumulano nelle strade e nelle piazze dopo la notte di Capodanno, scarti spesso difficili da differenziare
Il bilancio dei festeggiamenti di Capodanno continua a essere pesante, soprattutto sul piano della sicurezza e dell’ambiente. I botti provocano ogni anno centinaia di feriti e, in alcuni casi, anche vittime, con conseguenze rilevanti non solo per la salute umana, ma anche per quella animale e per gli ecosistemi. In una sola notte, le emissioni nocive generate dai fuochi d’artificio possono raggiungere livelli paragonabili a quelli prodotti annualmente da decine di inceneritori.
Polveri sottili alle stelle dopo i botti di Capodanno
Secondo i dati della Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima), tra il 2012 e il 2026 in Italia si contano 8 morti e 4.086 feriti gravi legati a petardi, fuochi d’artificio e proiettili vaganti nella notte di San Silvestro. Le concentrazioni di polveri sottili risultano particolarmente elevate: la media sulle 24 ore arriva a sfiorare il triplo del limite giornaliero di 50 microgrammi per metro cubo, mentre nella prima ora dopo la mezzanotte si possono toccare punte di 1.000 microgrammi per metro cubo, con un incremento di circa il 1900% rispetto ai valori massimi consentiti dalla legge.
Nell’aria anche diossine e sostanze potenzialmente cancerogene
A questi dati si aggiunge l’impatto diretto sulla salute. I materiali esplosivi rilasciano nell’aria non solo polveri sottili, ma anche diossine e altre sostanze potenzialmente cancerogene, che possono ricadere al suolo sotto forma di pioggia acida, contaminando terreni agricoli, corsi d’acqua, laghi e falde acquifere.
Tra 3 e 6 tonnellate di residui di botti sulle strade
Un ulteriore problema riguarda i rifiuti. Le stime della Sima indicano che tra le 3 e le 6 tonnellate di residui di botti e fuochi d’artificio si accumulano nelle strade e nelle piazze dopo la notte di Capodanno. Si tratta di scarti difficili da differenziare, composti per circa il 70% da cartone, plastica, legno o argilla e per il restante 30% da polveri pirotecniche, formate soprattutto da nitrato di potassio, zolfo e carbone, con la presenza di metalli pesanti come magnesio e rame.
Non meno grave è l’impatto sugli animali: ogni anno, nella notte dell’ultimo dell’anno, si stima la morte di circa 5.000 animali domestici e selvatici per cause dirette o indirette legate ai botti. Guardando infine alle statistiche storiche, il 2013 risulta l’anno più critico, con 622 feriti e 2 morti, mentre i periodi della pandemia hanno registrato i dati migliori, con 79 feriti e 1 morto nel 2021 e 124 feriti nel 2022.
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