Le evidenze scientifiche mostrano che, soprattutto nel diabete di tipo 2, il rischio di sviluppare alcuni tumori aumenta in modo significativo a causa dell’iperinsulinemia cronica. Il progetto Sirio, attivato dall’ASST Fatebenefratelli Sacco, non prevede uno screening generalizzato, ma di un sistema che consente di valutare il profilo di rischio individuale
La prevenzione dei tumori può iniziare anche durante una visita di controllo per il diabete. È questa la visione che ha dato vita a Sirio, progetto sperimentale nato all’Ospedale Luigi Sacco e promosso dall’ASST Fatebenefratelli Sacco. L’iniziativa punta a integrare in modo strutturato la prevenzione oncologica nella gestione quotidiana della malattia diabetica, trasformando il percorso di cura in un’occasione concreta di diagnosi precoce.
Diabete e rischio tumori: un legame documentato
In Italia il diabete interessa circa il 6% della popolazione, pari a oltre 3,5 milioni di persone, secondo i dati dell’Istituto Nazionale di Statistica. Le evidenze scientifiche mostrano che, soprattutto nel diabete di tipo 2, il rischio di sviluppare alcuni tumori aumenta in modo significativo. Le probabilità crescono in particolare per le neoplasie del colon-retto, del fegato, del pancreas e dello stomaco, mentre per il tumore al seno l’incremento è più contenuto ma comunque rilevante.
Alla base di questa associazione ci sono meccanismi biologici ben noti, come l’iperinsulinemia cronica, l’infiammazione sistemica e le alterazioni metaboliche tipiche della patologia diabetica. Sirio nasce proprio dalla consapevolezza di questo legame e dalla volontà di intervenire in modo mirato.
Un percorso personalizzato, guidato dal medico
Il progetto propone un modello di prevenzione calibrato sul singolo paziente. Non si tratta di uno screening generalizzato, ma di un sistema che consente di valutare il profilo di rischio individuale e, se necessario, attivare accertamenti specifici. Tra questi rientrano, ad esempio, la ricerca del sangue occulto nelle feci anche nei pazienti diabetici più giovani rispetto ai programmi standard, oppure l’ecografia mammaria nelle donne sotto i quarant’anni quando il quadro clinico lo suggerisce.
Tutto avviene sotto la supervisione del medico, che resta il punto di riferimento centrale nel percorso decisionale.
Una piattaforma digitale semplice e rispettosa della privacy
Sirio si sviluppa attraverso una web app progettata per essere intuitiva e sicura. Nella prima fase il paziente seguito dal Servizio di diabetologia può compilare volontariamente un questionario anonimo, che raccoglie informazioni epidemiologiche e cliniche non identificative relative al diabete, allo stile di vita e ai fattori di rischio.
Successivamente, sempre su base volontaria, è possibile inviare una comunicazione al medico senza che i dati personali vengano archiviati sulla piattaforma. Sarà poi il professionista sanitario a contattare il cittadino, valutare la situazione clinica e, qualora opportuno, attivare un percorso di prevenzione all’interno del Servizio sanitario nazionale. La piattaforma non gestisce prescrizioni né referti, ma funge da strumento di facilitazione e collegamento.
Innovazione digitale e centralità della relazione
Il database anonimo generato dai questionari rappresenta inoltre una risorsa preziosa per studi osservazionali su diabete, obesità e rischio oncologico. In questo modo il progetto si inserisce nel quadro delle strategie europee che puntano su prevenzione, diagnosi precoce ed equità di accesso agli screening, pur mantenendo in questa fase un perimetro locale.
Secondo la direzione dell’ASST, l’investimento nelle tecnologie digitali e nella telemedicina è ormai un elemento strategico nella gestione della cronicità. Sirio, nelle intenzioni dei promotori, non è soltanto uno strumento tecnologico, ma un modo per intercettare prima i bisogni di salute, migliorare il dialogo tra medico e paziente e rendere la prevenzione parte integrante della cura quotidiana.
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