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Giornata Mondiale del Cuore, 4 eventi cardiovascolari su cinque possono essere evitati. Le cinque regole per la prevenzione

In vista del 29 settembre, la Fondazione Anmco per il Tuo Cuore rilancia il valore della prevenzione: stop al fumo, attività fisica, alimentazione equilibrata, controllo dei principali fattori di rischio e prevenzione personalizzata. L’obiettivo è intervenire prima che compaiano danni cardiovascolari

In occasione della Giornata Mondiale del Cuore, che si celebra il 29 settembre, la Hcf Fondazione Anmco per il Tuo Cuore Ets richiama l’attenzione sull’importanza della prevenzione delle malattie cardiovascolari, ancora oggi la principale causa di morte e ospedalizzazione in Italia e nel mondo.

«La prevenzione è l’arma più potente per proteggere il cuore», sottolinea Furio Colivicchi, presidente della Fondazione e direttore della Cardiologia clinica e riabilitativa dell’Ospedale San Filippo Neri di Roma. Secondo Colivicchi, circa l’80% degli eventi cardiovascolari può essere evitato intervenendo sui principali fattori di rischio attraverso le scelte quotidiane e, quando necessario, con terapie farmacologiche.

Un ruolo importante è affidato anche alla disponibilità di farmaci efficaci contro fattori di rischio come il colesterolo LDL e l’ipertensione. Fondamentale, sottolinea il cardiologo, è però anche l’aderenza alle cure nel lungo periodo.

Intervenire prima che il danno si compia

La prevenzione, secondo Massimo Grimaldi, presidente Anmco e direttore della Cardiologia dell’Ospedale F. Miulli di Acquaviva delle Fonti, deve uscire dalle strutture sanitarie e raggiungere la popolazione prima dell’insorgenza della malattia.

La sfida, spiega Grimaldi, è «spingersi oltre le mura dell’ospedale e agire prima che il danno si compia». Fumo, sedentarietà e stili di vita non corretti stanno infatti contribuendo ad anticipare l’insorgenza dei problemi cardiovascolari, che interessano fasce d’età sempre più giovani.

Dalla genetica all’intelligenza artificiale

Accanto ai fattori di rischio tradizionali, la ricerca punta a individuare nuovi indicatori in grado di identificare precocemente le persone maggiormente esposte. L’analisi di grandi quantità di dati genetici e di microparticelle, come metaboliti e proteine presenti nel sangue e nella saliva, potrebbe contribuire a migliorare la valutazione del rischio. In questo ambito, sottolinea Grimaldi, un ruolo potrà essere svolto anche dall’intelligenza artificiale. L’obiettivo è individuare precocemente i soggetti ad alto rischio e garantire loro una presa in carico tempestiva e adeguata.

Le cinque regole per la salute del cuore

Per il 2026 la Fondazione propone cinque indicazioni fondamentali per la prevenzione cardiovascolare: zero fumo, movimento quotidiano, alimentazione equilibrata, controllo dei principali fattori di rischio e prevenzione personalizzata attraverso esami mirati.

La prima raccomandazione è l’abolizione delle sigarette e dei prodotti a base di tabacco. A questa si affianca l’indicazione di praticare almeno 150 minuti alla settimana di attività aerobica moderata, attraverso attività come camminata veloce, ciclismo, nuoto o ballo.

Alimentazione e attività fisica

Sul fronte dell’alimentazione, la Fondazione suggerisce di privilegiare frutta e verdura, cereali integrali, legumi, pesce e olio extravergine d’oliva, riducendo invece il consumo di zuccheri semplici, grassi saturi e sale. Per quest’ultimo, l’indicazione è di non superare i 5 grammi al giorno. L’alimentazione equilibrata, insieme alla regolare attività fisica, rappresenta uno dei pilastri della prevenzione e del controllo dei principali fattori di rischio cardiovascolare.

Pressione, colesterolo, glicemia e peso: i numeri da controllare

La quarta regola riguarda il monitoraggio dei principali parametri cardiovascolari: pressione arteriosa, colesterolo, glicemia, peso corporeo e circonferenza della vita. Per un adulto sano, il valore di riferimento indicato per la pressione è inferiore a 120/80 mmHg, mentre valori costantemente superiori a 140/90 mmHg indicano ipertensione. Per il colesterolo LDL, il riferimento per i soggetti sani è un valore inferiore a 116 mg/dL. Nei pazienti che hanno già avuto problemi cardiovascolari, invece, gli obiettivi sono più stringenti e possono arrivare a valori inferiori a 55 mg/dL. Tra gli altri parametri indicati figurano una glicemia a digiuno inferiore a 100 mg/dL, un indice di massa corporea compreso tra 18,5 e 25 e una circonferenza della vita non superiore a 102 centimetri negli uomini e 88 nelle donne.

Una prevenzione costruita sulla persona

La quinta regola riguarda la prevenzione personalizzata. Non esiste, sottolinea la Fondazione, un unico protocollo valido per tutti: la scelta degli esami deve essere definita insieme al medico di medicina generale o al cardiologo, tenendo conto di età, sesso e familiarità.

Tra gli accertamenti di base rientrano l’elettrocardiogramma a riposo, la misurazione della pressione arteriosa e gli esami del sangue con profilo lipidico e glicemico. Quando indicato, il percorso diagnostico può essere integrato con esami di secondo livello, come ecocardiogramma color-Doppler, test da sforzo ed ecocolordoppler dei tronchi sovraortici, utile per valutare lo stato delle arterie e l’eventuale presenza di placche aterosclerotiche.

Ricerca, informazione e diagnosi precoce

«La prevenzione primaria è il centro di gravità del sistema salute», afferma Grimaldi. La Giornata Mondiale del Cuore diventa così un’occasione per riportare al centro il ruolo della ricerca, dell’informazione, della prevenzione e della diagnosi precoce nella riduzione del rischio cardiovascolare.

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