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Giornata per la sicurezza del paziente, all’Umberto I le nuove frontiere dell’intelligenza artificiale 

L’intelligenza artificiale sta rivoluzionando l’ambito medico-sanitario e può avere un ruolo nell’appropriatezza delle diagnosi, nella riduzione degli errori medici e nella formazione del personale Sicurezza del paziente

Per la Giornata mondiale per la Sicurezza del Paziente che si celebra ogni anno il 17 settembre eventi ed incontri si sono svolti in tutta Italia.  Sicurezza del paziente

Al Policlinico Umberto I di Roma si è svolto un convegno dedicato ai vantaggi dell’intelligenza artificiale nel campo delle diagnosi. Gli errori diagnostici, secondo le statistiche illustrate durante il confronto tra esperti, a oggi sono la ragione di oltre la metà delle cause giudiziarie sollevate dai pazienti, o dai loro familiari, nel settore medico e sanitario. 

Oltre a garantire una migliore cura al paziente, grazie a una diagnosi più precisa, l’intelligenza artificiale in questo senso può anche ridurre il peso milionario dei risarcimenti, che col tempo potrebbe mettere a rischio la sostenibilità del sistema. «Oggi è la giornata mondiale della sicurezza del paziente e stiamo quindi discutendo di come l’intelligenza artificiale stia rivoluzionando l’ambito medico-sanitario, e in particolar modo di come queste tecnologie possano avere un impatto positivo sulla diagnosi», ha spiegato Gianluigi Greco, direttore del dipartimento di Matematica e informatica dell’università della Calabria e presidente dell’Associazione italiana per l’intelligenza artificiale. 

Intelligenza artificiale alleata del medico

«Gli errori diagnostici – ha aggiunto – sono tra le prime cause di morte al mondo e sono un fenomeno molto comune. L’intelligenza artificiale, soprattutto in momenti di maggiore stress, quando c’è bisogno di una diagnosi rapida, può aiutarci e può diventare un alleato per tutti i medici che si trovano in prima fila a combattere le emergenze». 

Intelligenza artificiale e formazione del personale Sicurezza del

Un’altra opportunità offerta dall’intelligenza artificiale, in ambito medico-sanitario, riguarda la formazione del personale e la dotazione strumentale. La diffusione del nuovo modello sanitario, che guarda ai piccoli presidi territoriali per abbattere le liste d’attesa e l’affollamento nei pronto soccorso, non può prescindere dall’implementazione del personale medico-sanitario, il quale deve avere competenze idonee all’uso delle nuove tecnologie. «La transizione digitale e tecnologica che sta investendo il mondo della scienza e della salute rende necessaria la formazione di personale competente nella gestione delle nuove strumentazioni», ha osservato Domenico Alvaro, preside della Facoltà di Medicina dell’università La Sapienza. 

«Questo comporta però anche problemi di sicurezza – ha proseguito Alvaro -. Quando parliamo di sicurezza del paziente, non ci riferiamo soltanto a una diagnosi o a una terapia sbagliata, c’è anche il tema della privacy e quello della interazione con il paziente: bisogna comprendere che la tecnologia non deve rappresentare una barriera tra medico e paziente, non bisogna perdere il rapporto umano».  

Intelligenza artificiale e liste di attesa

Un input significativo sulla riduzione delle liste d’attesa può arrivare dall’intelligenza artificiale applicata alla radiologia dove le nuove tecnologie «servono non soltanto per migliorare la diagnosi ma anche per il controllo dell’appropriatezza delle prescrizioni mediche, con la conseguente riduzione delle liste d’attesa», ha chiarito Carlo Catalano, direttore del Dipartimento di Radiologia dell’università La Sapienza e presidente della società europea di radiologia. 

«Il 40 per cento delle prestazioni – ha sottolineato Catalano – non ha un livello totale di appropriatezza, inoltre moltissime di queste sono completamente inappropriate: riconoscerle significa incidere, oltre che sui tempi di attesa, anche sulla spesa sanitaria. I nuovi strumenti consentono di verificare se una richiesta èappropriata e di decidere, in modo semi-automatico, quali sono le prestazioni più urgenti e quindi svolgere quelle nei tempi appropriati». 

La giornata all’Umberto I si è aperta con i saluti del direttore generale del policlinico, Fabrizio d’Alba, e della rettrice dell’università La Sapienza Antonella Polimeni. Successivamente si sono alternati numerosi relatori che hanno ragionato sulle opportunitàdell’intelligenza artificiale applicata a diversi ambiti tra cui la governance delle aziende sanitarie, la sicurezza delle cure, l’infermieristica. A conclusione del convegno si è svolta una tavola rotonda sul tema della divulgazione medico-scientifica.

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