Oltre 350 professionisti riuniti a Bologna per il 2° Congresso dei Logopedisti italiani chiedono l’introduzione di lauree specialistiche cliniche per valorizzare le competenze avanzate e garantire maggiore sicurezza nelle cure. Al centro del confronto, oltre alla formazione, anche l’innovazione tecnologica e le nuove esigenze assistenziali
Parlare, deglutire, fare di conto e ricordare sono capacità fondamentali della vita quotidiana, che possono essere compromesse da un ictus, da un tumore, da un incidente stradale o da un ritardo nello sviluppo. Le stime indicano che tra il 7% e il 10% dei bambini presenta difficoltà legate al linguaggio o alla comunicazione. In età adulta, invece, i disturbi della comunicazione e della deglutizione interessano numerose persone tra le circa 100 mila colpite ogni anno da ictus in Italia.
In questo contesto, i logopedisti svolgono un ruolo centrale nella prevenzione, nella valutazione e nel trattamento dei disturbi della comunicazione e delle funzioni cognitive e deglutitorie. Operano negli ospedali, negli ambulatori e nei servizi territoriali, affrontando bisogni clinici sempre più complessi e assumendo responsabilità crescenti.
A Bologna il secondo Congresso dei Logopedisti italiani
Il tema della formazione professionale è stato al centro del secondo Congresso dei Logopedisti italiani, organizzato a Bologna, allo Zanhotel Europa, dalla Commissione di albo nazionale dei logopedisti. L’appuntamento ha riunito oltre 350 professionisti provenienti da tutta Italia, insieme a rappresentanti delle istituzioni, del mondo universitario e della sanità regionale.
Il confronto ha approfondito le prospettive della professione e le esigenze formative necessarie per rispondere all’evoluzione dei bisogni di salute. Nel corso dei lavori sono state presentate esperienze cliniche avanzate nei settori dell’età evolutiva, della neurologia, dell’oncologia e dell’audiologia, con particolare attenzione alle tecnologie digitali capaci di rendere gli interventi più personalizzati e accessibili.
La richiesta di lauree specialistiche cliniche
La principale proposta avanzata dalla categoria riguarda l’avvio di una riforma della formazione universitaria, con l’introduzione di lauree specialistiche cliniche destinate ai logopedisti che già esercitano competenze avanzate. L’obiettivo è rafforzare la preparazione dei professionisti, riconoscere la crescente complessità delle attività cliniche e contribuire a garantire la sicurezza delle cure.
A sostegno della proposta viene indicato il modello francese, che prevede per i logopedisti un percorso universitario abilitante della durata di cinque anni. Al congresso di Bologna ha partecipato anche Sarah Degiovani, presidente della Federazione nazionale dei logopedisti francesi, portando un contributo al confronto sui percorsi formativi e sull’evoluzione della professione.
Formazione continua per rispondere ai nuovi bisogni di salute
La necessità di investire nella formazione specialistica si inserisce in un contesto sanitario caratterizzato da una crescente complessità clinica, organizzativa, epidemiologica e sociale. L’aggiornamento continuo rappresenta uno strumento essenziale per consentire ai professionisti di affrontare le nuove sfide assistenziali e rispondere in modo adeguato ai bisogni delle persone e delle comunità.
Tiziana Rossetto, presidente della Commissione di albo nazionale dei logopedisti, ha sottolineato il valore strategico della formazione per la salute dei cittadini, evidenziando l’importanza di percorsi capaci di accompagnare l’evoluzione delle competenze professionali. La Commissione e la Federazione nazionale degli Ordini delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (Fno Tsrm e Pstrp) intendono portare la proposta di riforma delle lauree specialistiche cliniche all’attenzione delle sedi istituzionali competenti. Il congresso si configura così come un’occasione di confronto sul futuro della logopedia in Italia, con l’obiettivo di rafforzare la qualità della formazione, valorizzare le competenze cliniche e migliorare la risposta del sistema sanitario alle esigenze assistenziali.
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