Più di un milione e mezzo i bambini e ragazzi italiani non vaccinati o vaccinati in maniera incompleta contro il meningococco B. La Società Italiana di Pediatria richiama l’attenzione sull’importanza dei recuperi vaccinali e sulle differenze territoriali nell’offerta, soprattutto per gli adolescenti
Sono quasi 1,8 milioni i bambini e i ragazzi italiani non vaccinati o vaccinati in maniera incompleta contro il meningococco B. Il dato emerge da un’elaborazione della Società Italiana di Pediatria (SIP), che ha incrociato i dati ISTAT relativi alle coorti di nascita dal 2014 al 2022 con quelli del Ministero della Salute sulle coperture vaccinali a 24 mesi attualmente disponibili.
Nel complesso, i soggetti che non risultano adeguatamente protetti sono 1.780.545. Un numero che, secondo la SIP, rappresenta un ampio bacino sul quale è ancora possibile intervenire attraverso il recupero delle vaccinazioni mancanti. L’appello arriva in occasione della Giornata Mondiale della Meningite, che si celebra il 5 ottobre e costituisce la principale mobilitazione internazionale dedicata alla prevenzione e alla lotta contro questa malattia.
«Quasi 1,8 milioni di bambini e ragazzi non vaccinati o vaccinati in maniera incompleta rappresentano un bacino molto ampio sul quale possiamo ancora intervenire – afferma Rino Agostiniani, presidente della Società Italiana di Pediatria -. È importante verificare lo stato vaccinale dei propri figli e recuperare le dosi mancanti. La meningite meningococcica può infatti avere un decorso molto rapido e conseguenze estremamente gravi».
Meningite meningococcica, la malattia può evolvere in poche ore
La meningite meningococcica è un’infiammazione delle membrane che avvolgono il cervello e il midollo spinale, provocata dal batterio Neisseria meningitidis, noto come meningococco. Il batterio si trasmette attraverso la saliva e le secrezioni respiratorie, soprattutto in caso di contatti ravvicinati. Molte persone possono essere portatrici senza sviluppare la malattia. In alcuni casi, tuttavia, il meningococco può provocare una forma invasiva, che può manifestarsi con meningite e/o sepsi.
Il decorso può essere estremamente rapido. Anche quando la malattia viene riconosciuta e trattata tempestivamente, nei casi più gravi può condurre alla morte nell’arco di 24-48 ore. La meningite meningococcica può risultare fatale nel 5-10% dei casi e provocare conseguenze gravi nel 10-20% dei sopravvissuti, tra cui deficit neurologici, perdita dell’udito, cecità e altre disabilità permanenti.
Vaccino contro il meningococco B, l’importanza dei recuperi
Il vigente Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale prevede l’offerta attiva e gratuita della vaccinazione contro il meningococco B in età pediatrica a partire dal compimento dei 3 mesi di vita.
Per la SIP è però necessario rafforzare le attività di recupero, considerato l’elevato numero di bambini e ragazzi che risultano ancora non vaccinati o che hanno completato solo parzialmente il ciclo vaccinale. Particolare attenzione dovrebbe essere riservata agli adolescenti. A causa della maggiore intensità dei contatti sociali, questa fascia d’età rappresenta, dopo quella dei bambini nei primi anni di vita, la seconda fascia maggiormente esposta al rischio di contrarre la meningite da meningococco B.
Offerta vaccinale ancora disomogenea tra le Regioni
Proprio per gli adolescenti, tuttavia, l’offerta vaccinale non è uniforme su tutto il territorio nazionale.
«Proprio in questa fascia d’età, tuttavia, l’offerta vaccinale resta disomogenea tra le Regioni – sottolinea Rocco Russo, coordinatore del Tavolo Tecnico Vaccinazioni SIP -. Esistono realtà regionali che vaccinano soltanto gli adolescenti mai vaccinati, altre che includono anche quelli vaccinati in età pediatrica e altre ancora che non prevedono alcuna vaccinazione». Secondo la SIP, l’obiettivo dovrebbe essere quello di arrivare a un’offerta uniforme a livello nazionale, garantendo prioritariamente un’adeguata protezione ai soggetti che non hanno mai ricevuto la vaccinazione.
Non esiste un solo meningococco
Il meningococco non è un unico ceppo. Esistono infatti diversi sierogruppi di Neisseria meningitidis. Oltre al B, tra quelli maggiormente responsabili della malattia figurano A, C, W-135 e Y.
Per questi quattro sierogruppi è disponibile il vaccino quadrivalente MenACWY. Il vigente Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale ne prevede una dose a partire dal compimento del 12° anno di vita, sia per gli adolescenti mai vaccinati in precedenza sia per quelli già immunizzati durante l’infanzia con il vaccino contro il meningococco C. La protezione dalla malattia meningococcica si articola quindi in diversi momenti dell’infanzia e dell’adolescenza, attraverso specifiche strategie vaccinali e preventive.
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