A Napoli è in corso un convegno internazionale dedicato all’innovazione in uro-oncologia. Tra i temi al centro dell’evento i fattori di rischio come stili di vita e familiarità e i progressi della chirurgia robotica. Oltre il 30% dei tumori alla prostata viene scoperto in modo occasionale a causa della poca prevenzione
Quando si parla di salute maschile, il tumore della prostata resta spesso ai margini del dibattito pubblico, nonostante sia il più diffuso tra gli uomini. Colpisce infatti circa un uomo su sette nel corso della vita. In Italia, sono circa 500mila gli uomini che convivono con questa diagnosi, con 40mila nuovi casi ogni anno. Dati importanti, che rendono evidente la necessità di maggiore informazione e prevenzione.
Napoli al centro della ricerca in uro-oncologia
Proprio a partire da questi numeri si è aperto a Napoli un convegno internazionale dedicato all’innovazione in uro-oncologia, in programma il 16 e 17 gennaio. Per due giorni, la città diventa un punto di riferimento per la comunità medico-scientifica, ospitando uno degli appuntamenti più rilevanti del settore.
Nella cornice di Villa Doria d’Angri, l’Istituto dei Tumori Pascale accoglie esperti nazionali e internazionali per fare il punto sulle strategie più avanzate di diagnosi e cura del carcinoma prostatico.
Il ruolo dell’Istituto Pascale
Sotto la responsabilità scientifica del dottor Sandro Pignata e della dottoressa Sabrina Rossetti, dell’Uroginecologia dell’INT Pascale, il meeting rafforza il ruolo del capoluogo campano come polo regionale dell’uro-oncologia. L’iniziativa conferma inoltre l’Istituto Pascale come centro di eccellenza a livello nazionale, impegnato sia nella pratica clinica sia nella ricerca.
Uno scenario europeo preoccupante
Il quadro non migliora allargando lo sguardo all’Europa. Il cancro alla prostata è il tumore più diagnosticato negli uomini sopra i 50 anni e rappresenta la terza causa di morte oncologica, dopo polmone e colon-retto. Nell’Unione Europea costituisce il 23,2% dei nuovi casi e quasi il 10% dei decessi per tumore nella popolazione maschile.
Fattori di rischio del tumore alla prostata e importanza della prevenzione
«Tra i principali fattori di rischio – spiega la dottoressa Rossetti – ci sono l’età, gli stili di vita e la familiarità». Quest’ultima, precisa l’esperta, non va confusa con l’ereditarietà: indica la presenza di più casi all’interno della stessa famiglia, spesso legata a fattori ambientali o a predisposizioni genetiche non ancora del tutto note.
Un problema anche culturale
Oltre all’aspetto medico, esiste però una questione culturale. «È ancora difficile – sottolinea Rossetti – che un padre parli con il figlio di prevenzione e salute prostatica». Non a caso, oltre il 30% dei tumori viene scoperto in modo occasionale, in persone che non si sono mai sottoposte a controlli o screening mirati.
Terapie sempre più mirate e personalizzate
Il confronto multidisciplinare promosso dal convegno punta proprio a migliorare i percorsi di cura, favorendo il dialogo tra clinici, chirurghi e ricercatori. Ampio spazio è dedicato ai progressi della chirurgia robotica, con un focus sul trattamento monoportale, ambito in cui il Pascale si distingue per aver realizzato il primo intervento in Italia.
Medicina di precisione e nuove frontiere terapeutiche
Grande attenzione anche alla medicina di precisione, soprattutto per i pazienti con mutazioni genetiche. L’Irccs Pascale è tra i centri più attivi nello sviluppo di protocolli dedicati ai portatori di mutazioni BRCA1 e BRCA2, confermando il proprio impegno nella ricerca clinica e traslazionale.
L’accesso alle cure più innovative
Infine, uno sguardo all’organizzazione della rete oncologica e all’accesso alle terapie più avanzate. Tra queste spicca il trattamento con Lutetio-PSMA, disponibile in pochissimi centri in Campania e in Italia. Si tratta di una terapia radiometabolica “intelligente”, che unisce diagnosi e trattamento in un unico approccio, secondo il principio della teranostica, offrendo nuove prospettive ai pazienti con carcinoma prostatico avanzato.
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