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Aggressione al Policlinico di Bari: medico colpito con un pugno, arrestato un 35enne

Il familiare di una paziente avrebbe preteso il ricovero immediato senza passare dal pronto soccorso. Ferito un medico del reparto di Neurologia. Solidarietà dalle istituzioni e dai sindacati, che denunciano carenze strutturali nella sanità pubblica

Momenti di forte tensione nella tarda serata di domenica 24 maggio al Policlinico di Bari, dove un uomo di 35 anni, incensurato, è stato arrestato con l’accusa di aver aggredito due medici del reparto di Neurologia. Secondo quanto ricostruito dalla polizia, l’uomo avrebbe accompagnato la moglie, già seguita dalla struttura sanitaria, chiedendone il ricovero immediato a causa di un peggioramento delle condizioni cliniche.

La dottoressa di guardia avrebbe spiegato ai familiari che il ricovero poteva essere disposto soltanto dopo una valutazione clinica effettuata attraverso il pronto soccorso, come previsto dai protocolli assistenziali. Una risposta che avrebbe provocato la reazione violenta del marito della paziente.

L’aggressione ai sanitari

Nel corso della discussione, l’uomo avrebbe prima minacciato verbalmente la dottoressa e successivamente colpito con un pugno al volto un altro medico intervenuto per riportare la calma e supportare la collega. Il sanitario aggredito ha riportato un trauma all’occhio sinistro con lesioni alla cornea e alla retina. I medici gli hanno assegnato una prognosi di alcuni giorni.

L’aggressore è stato arrestato in flagranza dalla polizia e posto agli arresti domiciliari su disposizione del pubblico ministero di turno. Comparirà davanti al giudice nelle prossime ore per la convalida dell’arresto e il processo per direttissima.

La condanna del Policlinico di Bari

Durissima la presa di posizione della direzione generale del Policlinico di Bari. Il direttore generale Antonio Sanguedolce ha definito l’episodio “intollerabile e inaccettabile”, sottolineando come la violenza contro medici e operatori sanitari rappresenti un attacco diretto al servizio sanitario pubblico. «Aggredire professionisti che ogni giorno garantiscono assistenza ai cittadini significa colpire il lavoro di chi opera con responsabilità, spesso in condizioni di forte pressione», ha dichiarato.

L’intervento del ministro Schillaci

Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro della Salute, Orazio Schillaci, che ha espresso “vicinanza e piena solidarietà” ai due medici coinvolti. «Chi aggredisce un medico che opera nel Servizio sanitario nazionale aggredisce lo Stato», ha affermato il ministro, ricordando inoltre le recenti misure adottate dal Governo per inasprire le pene nei confronti di chi compie aggressioni contro il personale sanitario. Schillaci ha inoltre assicurato che seguirà personalmente la vicenda, contattando i vertici dell’azienda ospedaliera per garantire sostegno ai professionisti coinvolti.

La denuncia dei sindacati: «Servono più risorse e sicurezza»

Forte anche la reazione della Cgil e delle sigle sindacali del comparto sanitario, che hanno espresso solidarietà ai medici aggrediti denunciando, allo stesso tempo, le difficoltà strutturali della sanità pubblica. Secondo Fp Cgil e Camera del Lavoro di Bari, episodi come questo evidenziano la necessità urgente di rafforzare la sicurezza nelle strutture ospedaliere e di aumentare gli investimenti nel sistema sanitario nazionale. «Non può esserci alcuna giustificazione per scaricare tensioni e ansie sul personale sanitario», hanno dichiarato i rappresentanti sindacali, chiedendo assunzioni, tutele e protocolli concreti per garantire condizioni di lavoro sicure.

I sindacati hanno inoltre puntato il dito contro la carenza di organico e il sovraffollamento dei pronto soccorso, attribuendo tali criticità a un sottofinanziamento cronico della sanità pubblica.

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