Grave episodio di violenza nella sede dell’Asp di via Giorgio Arcoleo, a Palermo. Un dirigente medico è stato accoltellato da un uomo che chiedeva una carrozzina elettrica per un familiare. Il professionista è stato ferito al volto e alla spalla, ma non è in pericolo di vita. Ferma la condanna delle istituzioni e delle organizzazioni sindacali, che chiedono maggiori misure di sicurezza per il personale sanitario
Mattinata di violenza nella sede dell’Asp di via Giorgio Arcoleo, a Palermo, dove un dirigente medico di 66 anni è stato accoltellato mentre era in servizio. Il professionista, Francesco Paolo Sutera, responsabile delle pratiche relative alla fornitura di presidi sanitari, è stato aggredito da un uomo che si era recato negli uffici per richiedere una carrozzina elettrica destinata a un familiare.
Secondo una prima ricostruzione, durante l’esame della pratica il medico avrebbe riscontrato l’assenza di alcuni documenti indispensabili per completare l’iter amministrativo. La richiesta di integrare la documentazione avrebbe provocato la violenta reazione dell’uomo.
L’inseguimento e il ferimento del medico
L’aggressore avrebbe estratto un coltello colpendo inizialmente il medico al volto, per poi inseguirlo all’interno della struttura mentre il dirigente tentava di mettersi in salvo. La fuga si è conclusa con un secondo fendente che ha raggiunto la vittima alla spalla.
Provvidenziale l’intervento del personale di vigilanza presente nella struttura, che è riuscito a bloccare l’uomo prima che la situazione degenerasse ulteriormente. Sul posto sono intervenuti anche gli agenti di polizia, che hanno fermato l’aggressore.
Il medico è stato trasportato al Policlinico “Paolo Giaccone”, dove è stato medicato e sottoposto agli accertamenti diagnostici necessari.
Il direttore dell’Asp: «Documentazione incompleta, il medico ha applicato le regole»
Il direttore generale dell’Asp di Palermo, Alberto Firenze, ha ricostruito l’accaduto spiegando che l’uomo si era già rivolto in passato all’azienda sanitaria ottenendo regolarmente i presidi previsti.
«Il nostro dipendente ha verificato che la documentazione presentata non fosse completa. Le carrozzine elettriche vengono assegnate solo quando sussistono tutti i requisiti previsti e la pratica è regolare», ha spiegato il manager.
Firenze ha confermato che il medico è stato colpito prima al naso e successivamente alla spalla durante il tentativo di fuga. “Fortunatamente il dottore è stato affidato tempestivamente alle cure dei colleghi, è stato suturato e non è in pericolo di vita. Sono in corso ulteriori accertamenti per escludere eventuali lesioni interne, ma siamo fiduciosi sulle sue condizioni”.
La condanna dell’Asp e l’impegno per la sicurezza
Il direttore generale ha espresso la vicinanza dell’intera azienda sanitaria al dirigente ferito, definendo l’episodio “gravissimo”. «Colpire un professionista mentre svolge il proprio lavoro significa colpire l’intero Servizio sanitario e i valori su cui si fonda l’assistenza ai cittadini», ha dichiarato Firenze, ribadendo l’impegno dell’Asp nel rafforzare le misure di tutela del personale sanitario. Secondo il manager, medici, infermieri e operatori non possono continuare a lavorare esposti al rischio di aggressioni mentre garantiscono un servizio essenziale alla collettività.
I sindacati: «Violenza inaccettabile contro chi cura»
Ferma anche la posizione della Uil Sicilia e della Uil Fp Sicilia. Luisella Lionti, Ignazio Baudo, Salvatore Sampino e Pippo Piastra hanno espresso vicinanza al medico ferito e alla sua famiglia, definendo quanto accaduto «un atto di violenza inaccettabile». Per le organizzazioni sindacali l’aggressione non colpisce soltanto il singolo professionista, ma rappresenta un attacco all’intero sistema sanitario e al lavoro quotidiano di chi garantisce assistenza ai cittadini.
I rappresentanti della Uil chiedono alle istituzioni interventi immediati per aumentare la sicurezza all’interno delle strutture sanitarie, tutelando sia gli operatori sia gli utenti.
La solidarietà delle istituzioni
Numerosi i messaggi di vicinanza giunti dal mondo istituzionale. Il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, ha definito l’aggressione «un episodio vile e inaccettabile» nei confronti di un professionista che opera al servizio della collettività. Il primo cittadino ha inoltre ricordato come medici e operatori sanitari siano sempre più spesso vittime di violenze durante lo svolgimento del proprio lavoro, sottolineando la necessità di rafforzare tutte le misure di sicurezza per garantire condizioni di lavoro dignitose e protette.
Anche l’assessore regionale alla Salute, Marcello Caruso, ha espresso solidarietà al dirigente medico a nome della Regione Siciliana, annunciando di aver già avviato un confronto con la direzione dell’Asp per assicurare il massimo sostegno al professionista e alla sua famiglia e per valutare il potenziamento dei sistemi di sicurezza negli accessi alla struttura sanitaria.
Un fenomeno che continua a preoccupare
L’episodio riporta al centro dell’attenzione il tema delle aggressioni nei confronti del personale sanitario, un fenomeno che continua a registrare numerosi casi in tutta Italia. Le richieste di sindacati e istituzioni convergono sulla necessità di adottare misure più efficaci per prevenire episodi di violenza e garantire a medici, infermieri e operatori sanitari la possibilità di svolgere il proprio lavoro in condizioni di sicurezza, serenità e rispetto.
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