La Federazione interviene sull’Atto del Governo n. 440 e richiama le osservazioni del Consiglio di Stato: «Servono confini chiari e rispetto delle competenze delle altre professioni sanitarie»
La definizione delle competenze professionali non può lasciare spazio a sovrapposizioni o interpretazioni controverse. È su questo punto che la Federazione nazionale degli Ordini dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione torna a intervenire sullo schema di DPR relativo alla professione di biologo, contenuto nell’Atto del Governo n. 440, attualmente all’esame del Parlamento.
Con l’iter parlamentare ormai in corso, la FNO TSRM e PSTRP chiede che il testo venga modificato prima dell’approvazione definitiva, attraverso l’inserimento di una disposizione che definisca in modo inequivocabile il perimetro delle attività attribuite ai biologi e, al tempo stesso, tuteli le competenze, gli atti professionali e le responsabilità già riconosciuti dalla normativa alle altre professioni sanitarie.
Il richiamo del Consiglio di Stato
A sostenere la richiesta della Federazione sono anche le osservazioni contenute nel parere n. 1343/2026 del Consiglio di Stato, Sezione consultiva per gli atti normativi, espresso proprio sullo schema di regolamento.
Nell’esaminare la nuova formulazione dell’articolo 31 del DPR n. 328/2001, il Consiglio di Stato ha evidenziato il possibile effetto prodotto dall’inserimento, nell’elenco delle attività dei biologi, di formulazioni già presenti nella normativa vigente insieme ad altre di nuova introduzione.
Secondo il parere, tale impostazione potrebbe generare nell’interprete e nelle professioni caratterizzate da ambiti di attività affini la percezione di nuove attribuzioni o di competenze parzialmente sovrapponibili a quelle di altre categorie professionali.
Un ulteriore elemento di criticità riguarda l’elevato livello di dettaglio con cui vengono declinate le competenze. Una formulazione di questo tipo, osserva il Consiglio di Stato, potrebbe creare incertezze interpretative e favorire l’insorgere di contenziosi tra gli Ordini professionali.
La proposta: esplicitare il «punto di vista biologico»
Per ridurre questi rischi, il Consiglio di Stato ha suggerito di valutare l’inserimento nello schema di DPR di una specifica disposizione interpretativa.
L’obiettivo sarebbe chiarire che l’elenco delle attività attribuite ai biologi ha carattere ricognitivo rispetto alle competenze già previste dalla legge n. 396 del 1967 e deve essere interpretato secondo il criterio del «punto di vista biologico», richiamato dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 345/1995. È proprio su questo terreno che la FNO TSRM e PSTRP chiede un intervento del legislatore prima della conclusione dell’iter parlamentare.
L’intervento delle quattro Federazioni
La Federazione è intervenuta sul provvedimento già nelle precedenti fasi istruttorie, segnalando le possibili interferenze con gli ambiti professionali delle categorie rappresentate. Tra queste, in particolare, i Tecnici sanitari di laboratorio biomedico, i Dietisti e i Tecnici della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro.
In una fase successiva, la FNO TSRM e PSTRP, insieme alla Federazione nazionale degli Ordini dei chimici e dei fisici (FNFC), alla Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (FNOMCeO) e alla Federazione nazionale degli Ordini dei veterinari italiani (FNOVI), ha sottoposto alle competenti Commissioni parlamentari la necessità di intervenire sul testo dell’Atto del Governo n. 440.
Le quattro Federazioni hanno anche avanzato una proposta di modifica del nuovo articolo 31 del DPR n. 328/2001, chiedendo di inserire una disposizione che delimiti le attività dei biologi agli aspetti e all’ambito propriamente biologici e che, contestualmente, faccia salve le funzioni e gli atti riservati dalla legislazione vigente alle altre professioni sanitarie.
Per la FNO TSRM e PSTRP, si tratta di una formulazione che tradurrebbe in una norma concreta l’esigenza di chiarezza interpretativa evidenziata dal Consiglio di Stato.
Catania: «Non è una contrapposizione tra professioni»
«Non è in discussione il ruolo dei Biologi né la legittima evoluzione della loro professione – afferma Diego Catania, Presidente della FNO TSRM e PSTRP –. Il punto è un altro: l’evoluzione delle competenze di qualsiasi professione sanitaria deve avvenire attraverso norme chiare, coerenti con i percorsi formativi e rispettose delle attribuzioni e delle responsabilità riconosciute alle altre professioni».
Il presidente della Federazione respinge quindi una lettura della questione in termini di contrapposizione tra categorie. «La questione – prosegue Catania – non può essere ridotta a una contrapposizione tra categorie professionali. Quando le competenze incidono sulla salute delle persone, deve essere sempre possibile individuare con certezza chi è formato per svolgere una determinata attività e chi ne assume la relativa responsabilità professionale. La chiarezza normativa rappresenta quindi una garanzia innanzitutto per i cittadini e per il corretto funzionamento del sistema sanitario».
La chiarezza deve essere scritta nella norma
Per la FNO TSRM e PSTRP, il nodo non può essere affidato esclusivamente a future interpretazioni o a successive indicazioni applicative.
Se esiste un rischio di sovrapposizione tra competenze professionali e questo rischio può essere prevenuto attraverso una formulazione normativa più precisa, sostiene la Federazione, è direttamente nel testo della norma che occorre intervenire. Il tema riguarda non soltanto i rapporti tra professioni, ma anche la certezza delle responsabilità e l’appropriatezza delle prestazioni nell’ambito del sistema sanitario.
L’appello al Parlamento e al Governo
Alla luce delle osservazioni formulate dal Consiglio di Stato e dell’iniziativa assunta congiuntamente dalle quattro Federazioni, la FNO TSRM e PSTRP chiede alle Commissioni parlamentari competenti e al Governo di recepire le indicazioni emerse e di modificare l’Atto del Governo n. 440 prima della sua definitiva approvazione.
Tra gli obiettivi indicati dalla Federazione figurano la chiarezza degli ambiti professionali, la coerenza tra formazione, competenze e responsabilità, il rispetto delle attribuzioni previste dalla normativa vigente e la prevenzione di sovrapposizioni e contenziosi. A questi si aggiungono l’appropriatezza e la sicurezza delle prestazioni erogate ai cittadini.
Un sistema multiprofessionale fondato su responsabilità definite
La posizione della FNO TSRM e PSTRP è che la valorizzazione delle singole professioni sanitarie non debba tradursi in un ampliamento indistinto dei rispettivi confini, ma in norme capaci di definire con chiarezza competenze e responsabilità.
In quest’ottica, ogni professione deve poter esprimere pienamente le proprie competenze all’interno di un sistema multiprofessionale fondato sulla collaborazione e sul rispetto delle reciproche attribuzioni. La FNO TSRM e PSTRP continuerà quindi a seguire l’iter parlamentare dell’Atto del Governo n. 440 e a rappresentare nelle sedi istituzionali le esigenze delle professioni sanitarie rappresentate, ponendo al centro la necessità di garantire ai cittadini certezza delle competenze, appropriatezza delle prestazioni e sicurezza delle cure.
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