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Manovra 2027, anche gli specialisti ambulatoriali la bocciano. Sumai: «Nessuna risorsa per il rinnovo delle convenzioni, pronti alla mobilitazione»

Il sindacato denuncia l’assenza di finanziamenti per la specialistica ambulatoriale convenzionata. Antonio Magi: «Per la quarta volta in quattro anni ignorato il nostro contributo. Senza personale, Case e Ospedali di Comunità rischiano di rimanere vuoti»

«Nel disegno di legge di bilancio non c’è una sola riga per la specialistica ambulatoriale convenzionata e non c’è un euro per il rinnovo delle convenzioni. Ancora una volta, i 18 mila specialisti ambulatoriali convenzionati non esistono. Non sono mai citati».

È la denuncia del Sumai Assoprof, il sindacato maggiormente rappresentativo della categoria, che si dice «pronto alla mobilitazione nazionale se nel corso dell’esame parlamentare non arriveranno risposte chiare».

Magi: «La specialistica ambulatoriale non viene mai nominata»

A sottolineare le mancanze del provvedimento è Antonio Magi, segretario generale del Sumai Assoprof: «Nel testo non compaiono le parole ‘specialisti ambulatoriali’, ‘personale convenzionato’, ‘Accordo collettivo nazionale’. La ‘specialistica ambulatoriale’ non ricorre mai come categoria di professionisti che erogano ogni giorno prestazioni negli ambulatori pubblici del Paese».

Il Mef, ricorda Magi, ha previsto risorse inferiori rispetto a quelle richieste dal ministero della Salute e, «per la quarta volta in quattro anni, ha ignorato il contributo della specialistica ambulatoriale convenzionata interna».

Liste d’attesa e assistenza territoriale, l’allarme del sindacato

Secondo il segretario generale del Sumai, prima delle elezioni tutti dichiarano di voler rafforzare l’assistenza territoriale, ridurre le liste d’attesa e alleggerire la pressione sui pronto soccorso. Nella manovra, tuttavia, «non è previsto nulla» per la specialistica ambulatoriale pubblica a rapporto convenzionale, che rappresenta «lo strumento più diretto e meno costoso per aumentare l’offerta pubblica e abbattere le liste d’attesa». Senza gli specialisti ambulatoriali, avverte Magi, la riforma dell’assistenza territoriale rischia di rimanere soltanto sulla carta.

«Senza un territorio potenziato, i pazienti tornano in pronto soccorso»

«Se il territorio non viene potenziato, il paziente non ha alternative: torna in pronto soccorso, finisce in ospedale oppure paga di tasca propria. È il paradosso di questa manovra: si finanziano gli effetti, ricoveri e accessi impropri al pronto soccorso, e si dimentica la causa, cioè un territorio che non riesce a rispondere». È questo, secondo il segretario del Sumai Assoprof, il rischio legato alla mancata valorizzazione della specialistica ambulatoriale convenzionata.

«Case e Ospedali di Comunità rischiano di rimanere vuoti»

La preoccupazione del sindacato riguarda anche il futuro delle nuove strutture territoriali previste dalla riforma sanitaria. Senza investimenti sul personale e senza il coinvolgimento degli specialisti ambulatoriali, conclude Magi, il rischio è che «Case della Comunità e Ospedali di Comunità rimangano vuoti, senza personale».

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