Il lavoro era cominciato nel dicembre 2021 quando, al culmine della pandemia di Covid-19. Tra le misure l’adozione di misure concrete di prevenzione delle pandemie, la creazione di capacità di ricerca e sviluppo geograficamente diversificate, la facilitazione del trasferimento di tecnologie e di conoscenze, competenze ed esperienze per la produzione di prodotti sanitari correlati alla pandemia
«Le nazioni del mondo hanno fatto la storia oggi a Ginevra. Raggiungendo il consenso sull’Accordo per la lotta alle pandemie non solo hanno messo in atto un accordo generazionale per rendere il mondo più sicuro, ma hanno anche dimostrato che il multilateralismo è vivo e vegeto e che, nel nostro mondo diviso, le nazioni possono ancora collaborare per trovare un terreno comune e una risposta condivisa a minacce comuni». Sono le parole di soddisfazione espresse dal direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, per il risultato raggiunto «dopo oltre tre anni di intensi negoziati».
Cosa prevede l’accordo sulle pandemie
Gli Stati membri sono approdati a una bozza di accordo per le pandemie, che verrà esaminata a maggio alla prossima Assemblea mondiale della sanità. La proposta, spiega l’Oms, mira a rafforzare la collaborazione globale in materia di prevenzione, preparazione e risposta alle future minacce pandemiche. «Ringrazio gli Stati membri dell’Oms e i loro team negoziali per la lungimiranza, l’impegno e l’instancabile lavoro. Attendiamo con ansia che l’Assemblea mondiale della sanità prenda in considerazione l’accordo e, ci auguriamo, lo adotti», ha auspicato il Dg Tedros.
Lavoro cominciato al culmine della pandemia Covid
Il lavoro era cominciato nel dicembre 2021 quando, al culmine della pandemia di Covid-19, gli Stati membri dell’Oms hanno istituito l’Organismo intergovernativo di negoziazione (Inb) per redigere e negoziare una convenzione, un accordo o un altro strumento internazionale, ai sensi della Costituzione dell’Oms, finalizzato a rafforzare la prevenzione, la preparazione e la risposta alle pandemie. Dopo 13 round formali di riunioni, 9 dei quali estesi, e numerose negoziazioni informali su vari aspetti della bozza, l’Inb ha finalizzato oggi una proposta per l’Accordo pandemie dell’Oms. L’esito del lavoro sarà ora dunque valutato dalla 78esima Assemblea mondiale della sanità.
Entrando nel merito dei contenuti dell’accordo, viene evidenziato che la proposta, si legge nella nota, «afferma la sovranità dei Paesi nell’affrontare le questioni di salute pubblica all’interno dei propri confini e stabilisce che nulla nella bozza di accordo debba essere interpretato nel senso di conferire all’Oms l’autorità di dirigere, ordinare, modificare o prescrivere leggi o politiche nazionali, o di obbligare gli Stati ad adottare azioni specifiche, come vietare o accettare viaggiatori, imporre obblighi vaccinali o misure terapeutiche o diagnostiche o attuare lockdown».
Facilitare trasferimento competenze
Quanto alle proposte contenute nel testo, queste includono l’istituzione di un sistema di accesso ai patogeni e di condivisione dei benefici; l’adozione di misure concrete di prevenzione delle pandemie, anche attraverso un approccio One Health; la creazione di capacità di ricerca e sviluppo geograficamente diversificate; la facilitazione del trasferimento di tecnologie e di conoscenze, competenze ed esperienze per la produzione di prodotti sanitari correlati alla pandemia; la mobilitazione di una forza lavoro qualificata, formata e multidisciplinare per le emergenze sanitarie a livello nazionale e globale; l’istituzione di un meccanismo finanziario di coordinamento; l’adozione di misure concrete per rafforzare la preparazione, la prontezza, le funzionalità e la resilienza del sistema sanitario; e la creazione di una rete logistica e di supply chain globale.
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