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Vaccini, Assistenti sanitari: «Le sanzioni non intercettano chi ha paura. Servono servizi vicini e professionisti di fiducia»

Asnas, associazione degli Assistenti sanitari, sostiene che per aumentare le vaccinazioni non bastino sanzioni e obblighi, ma sia necessario ricostruire la fiducia tra famiglie e servizi sanitari. L’associazione invita a informare le famiglie sui rischi e benefici dei vaccini, soprattutto quelle che esitano per scarsa informazione o sfiducia

Le sanzioni non bastano, la prevenzione si costruisce insieme a chi è in grado di ricostruire fiducia sul territorio. È questo il commento di Asnas, l’Associazione nazionale Assistenti sanitari sul pacchetto di misure regionali varato dopo la morte di una bambina di quattro anni per difterite e il calo delle coperture vaccinali in Sicilia. Asnas valuta positivamente le prime risposte ottenute dalla task force regionale, in particolare la riapertura del centro vaccinale dello ZEN palermitano, chiuso dal 2019. «È la conferma sul campo, di quanto i servizi vicini alle persone facciano la differenza», sottolinea Elena Nichetti, presidente Asnas.

Sul fronte delle convocazioni obbligatorie, degli appuntamenti fissati d’ufficio e sanzioni per le famiglie inadempienti, Asnas ricorda che «sono strumenti legittimi, che rispondono a un obbligo di legge», ma avverte «l’evidenza su cui si basano le raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità, e la stessa esperienza della pandemia, mostrano che nelle famiglie già sfiduciate un intervento percepito come solo coercitivo può irrigidire le posizioni invece di convincere».

«Spiegare bene il rapporto tra rischi e benefici dei vaccini»


Asnas richiama quanto emerso dal dibattito pubblico: la maggior parte di chi oggi non è protetto non lo è per convinzione ideologica, ma per esitazione, scarsa informazione o un rapporto di fiducia con i servizi sanitari che va ricostruito. Una copertura vaccinale contro la difterite dell’85% – come in Sicilia – significa che il 15% dei bambini resta esposto alla forma grave della malattia in caso di contagio: «La priorità – ribadisce Asnas – non è dividere il campo tra opposte tifoserie, ma spiegare con pazienza il rapporto tra rischi e benefici».

Secondo Asnas, le sanzioni possono spingere all’adempimento chi era semplicemente disorganizzato, ma «non intercettano, da sole, chi ha paura, chi ha subito disinformazione o chi non si fida delle istituzioni. Per queste famiglie serve un lavoro relazionale che i controlli non possono sostituire». L’associazione scientifica chiede che queste misure abbiano un’applicazione stabile e omogenea su tutto il territorio, non solo nelle fasi di massima attenzione mediatica.

Asnas sottolinea, inoltre, che le esigenze non sono uniformi: «Nelle aree a minore densità abitativa la domanda di vaccinazione va spesso attivata con iniziative dedicate – afferma Luigi Vitale, Presidente Asnas Sicilia -, mentre nei grandi centri urbani può essere la stessa offerta di servizi a risultare insufficiente. Il caso dello ZEN, rimasto per sette anni privo di un ambulatorio vaccinale dedicato, è un esempio di questo secondo problema, non un caso isolato: politiche uniformi rischiano di non cogliere esigenze opposte tra territori diversi».

È qui il contributo specifico dell’Assistente sanitario: «Counselling motivazionale, chiamata attiva, ascolto senza giudizio, capacità di trasformare un dato anagrafico in un contatto reale con una famiglia» continua Vitale. L’estensione dell’anagrafe ai pronto soccorso è utile, ma «un dato serve solo se qualcuno può trasformarlo in un contatto e in un percorso di recupero».

Per questo Asnas chiede che il rafforzamento in corso in Sicilia «non riguardi solo gli strumenti di controllo, ma anche l’investimento stabile negli Assistenti sanitari, con un pieno riconoscimento del ruolo che questa professione può svolgere per raggiungere le famiglie non ancora protette». «Le regole tutelano la collettività. Ma è la relazione, costruita ogni giorno da chi lavora sul territorio, a portare la prevenzione dove i controlli da soli non arrivano» chiosa Nichetti.

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