Il Think Thank di Motore Sanità ha stilato una lista di priorità: tra queste implementare l’assistenza ai giovani pazienti nella fase di esordio delle malattie e adeguare il numero delle strutture dedicate all’assistenza, cura e riabilitazione dei pazienti con disturbi mentali
Nel Lazio un milione e mezzo di persone soffrono di disturbi mentali, dove ogni anno, secondo l’Istat, le nuove diagnosi di disturbi depressivi sono 20mila. Gli esperti e i rappresentanti delle istituzioni a confronto nel Think Tank promosso da Motore Sanità hanno stilato una ‘to do list’ concreta per migliorare l’assistenza nella Regione.
Tra le raccomandazioni, investire sui professionisti sanitari con un’adeguata formazione e intervenire organicamente attraverso la misurazione dei carichi di lavoro ai quali tutti gli operatori sono sottoposti; adeguare il numero delle strutture dedicate all’assistenza, cura e riabilitazione dei pazienti con disturbi mentali; destinare maggiori risorse ovvero una linea di investimenti tale da portare la percentuale del fondo sanitario almeno al 5% per intensificare l’attività territoriale, implementare l’assistenza ai giovani pazienti nella fase di esordio delle malattie, garantire la continuità della cura sia tra ospedale e Centro salute mentale.
Tra le altre priorità segnalate, anche iniziative di educazione pubblica e lotta allo stigma attraverso media tradizionali, social media e iniziative locali, il rafforzamento della medicina di prossimità e del territorio e il potenziamento della telemedicina con l’introduzione di piattaforme digitali che permettano consulti da remoto, monitoraggio costante e contatti frequenti con il personale sanitario.
Il laboratorio di Roma, a cui hanno preso parte, tra gli altri, Alberto Siracusano, professore emerito di Psichiatria, Università Tor Vergata, coordinatore del Tavolo tecnico ministeriale sulla salute mentale, e Giuseppe Nicolò, Direttore Dsm-Dp Asl Roma 5, coordinatore vicario del Tavolo tecnico ministeriale sulla salute mentale, è soltanto la prima tappa di un percorso che proseguirà in altre regioni italiane per poi concludersi nella Capitale, dove verrà presentato un vero e proprio ‘Mental Act’ da mettere a disposizione delle istituzioni
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