Secondo i dati contenuti nel Libro bianco dell’Associazione italiana pazienti Alopecia & friends tra il 40 e il 60% subisce ripercussioni sulla vita lavorativa e l’86,2% vede la qualità della vita compromessa
Per i pazienti con Alopecia Areata lo stigma sociale rappresenta ancora un grande ostacolo nella vita quotidiana. Dal 40 al 60% subisce infatti ripercussioni lavorative e la percezione delle persone verso chi soffre di questa malattia, è spesso negativa: il 29,8% li descrive come ‘malati’, il 27,2% li definisce ‘poco attraenti’, il 16,9% non si sentirebbe a proprio agio nel toccarli, il 9,9% pensa che queste persone siano contagiose ed il 6,2% eviterebbe di assumerli. I dati – tratti dal Libro bianco dell’Associazione italiana pazienti Alopecia & friends (Aipaf) e da uno studio americano pubblicato sulla rivista Jama – sono stati presentati in occasione dell’evento ‘Alopecia Areata: oltre le apparenze’.
Oltre 100mila persone soffrono di alopecia
In Italia soffrono di Alopecia circa 120mila persone ed il 70% dei casi di malattia si manifesta prima dei 30 anni. La perdita di capelli, caratteristica della patologia, può manifestarsi in diverse forme: a chiazze (perdita di o peli o capelli a chiazze singole o multiple), totale (perdita di tutti i capelli), universale (perdita di tutti i capelli e peli corporei).
Forte impatto psicologico dell’alopecia
Forte è l’impatto psicologico nei pazienti affetti da forme gravi: l’86,2% vede la qualità della vita compromessa; oltre il 60% si ritira dalla vita sociale; il 55,8% soffre di disturbi del sonno e dell’umore. Ed ancora: ansia (26%) e depressione (18%) sono frequenti ed il rischio di depressione cresce del 30-38% dopo la diagnosi.
I pazienti denunciano inoltre un forte impatto sia sulla vita sia sul lavoro, correlato alla gravità dell’Alopecia: dal 40 al 60% subisce appunto ripercussioni lavorative; oltre il 56% ha il rischio di assenze dal lavoro ed oltre l’82% ha un rischio di andare incontro alla disoccupazione. A preoccupare è inoltre l’impatto della patologia sui bambini colpiti. Secondo i dati presentati, vanno incontro a bullismo e isolamento, maggiore assenteismo scolastico e peggiori risultati nello studio.
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