In Italia operano quasi 217 mila camici bianchi specialisti, con una presenza ancora maggioritaria di uomini ma una crescita significativa delle donne. L’età media è elevata e varia sensibilmente tra generi. Una nuova banca dati del Ministero della Salute offre un quadro dettagliato della distribuzione per specializzazione, evidenziando differenze tra aree mediche, servizi e chirurgia, oltre a specifiche tendenze demografiche
Il panorama dei medici specialisti in Italia mostra segnali di trasformazione, sia sul piano demografico sia su quello professionale. Se da un lato gli uomini rappresentano ancora la maggioranza (53,7%), dall’altro le donne stanno progressivamente aumentando la loro presenza. Complessivamente, i professionisti sono quasi 217 mila e operano tra strutture sanitarie pubbliche e private.
Distribuzione per aree di specializzazione
Quasi la metà degli specialisti lavora nell’area medica (45,9%), mentre il 27,5% è impiegato nei servizi e il 26,6% nell’area chirurgica. Nel dettaglio, tra le discipline mediche spiccano le Malattie cardiovascolari (14.896 specialisti) e la Medicina interna (10.497). Nell’area dei servizi prevalgono Anestesia e rianimazione (16.478) e Radiodiagnostica (11.953), mentre tra le specialità chirurgiche emergono Ginecologia e ostetricia (12.577) e Chirurgia generale (10.928).
Differenze di genere nelle scelte professionali
Le preferenze nelle specializzazioni variano tra uomini e donne. Tra i medici uomini, la disciplina più diffusa è quella delle Malattie cardiovascolari (8,3%), seguita da Ortopedia e traumatologia (6,8%) e da Chirurgia generale e Anestesia (entrambe al 6,6%). Tra le donne, invece, prevale Anestesia (8,7%), seguita da Ginecologia e ostetricia (7,4%) e Pediatria (5,6%).
Un’età media elevata e differenziata
L’età media dei medici specialisti italiani è pari a 55 anni, ma con una marcata differenza di genere: 58 anni per gli uomini e 51 per le donne. Alcune specializzazioni risultano più giovani, come la Radioterapia (49 anni), mentre altre registrano un’età media più alta, come la Medicina termale (61 anni), seguita da Medicina del lavoro e Patologia clinica (59 anni).
Una banca dati per pianificare il futuro
Questi dati emergono da una nuova banca dati realizzata dal Ministero della Salute in collaborazione con Istat e Co.Ge.A.P.S. Lo strumento consente di migliorare la qualità delle informazioni disponibili sull’offerta di professionisti sanitari, fornendo una base solida per la pianificazione sanitaria e per stimare il fabbisogno futuro di medici specialisti. L’analisi dettagliata per età, genere e distribuzione territoriale rappresenta un supporto fondamentale per orientare le politiche sanitarie dei prossimi anni.
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