Diagnosi precoci, accesso alle terapie innovative e continuità dell’assistenza sono ancora obiettivi da rafforzare nella gestione delle malattie oculari. Da Roma, in occasione della Giornata mondiale della vista, l’Associazione Pazienti Malattie Oculari chiede alle istituzioni una strategia strutturale per la salute visiva
La salute della vista deve entrare stabilmente tra le priorità delle politiche sanitarie. È questo il messaggio lanciato dall’Associazione Pazienti Malattie Oculari (APMO ETS) durante la seconda edizione di “Guardiamo Lontano – Occhi aperti sul futuro della vista”, appuntamento organizzato l’8 ottobre al Centro Congressi Ara Pacis di Roma in occasione della Giornata mondiale della vista.
L’iniziativa ha messo intorno allo stesso tavolo pazienti, caregiver, medici, società scientifiche, istituzioni e organismi regolatori, con l’obiettivo di analizzare le principali criticità dell’assistenza oftalmologica e individuare possibili interventi per migliorare prevenzione, diagnosi e accesso alle cure.
Diagnosi tardive e accesso alle cure
A pesare sulla gestione delle patologie oculari sono soprattutto le diagnosi che arrivano troppo tardi, le liste d’attesa e le difficoltà nell’accesso alle terapie più innovative. Per APMO è quindi necessario superare una logica frammentaria e costruire un percorso assistenziale capace di accompagnare il paziente dalla prevenzione alla diagnosi, fino alla cura e al monitoraggio della malattia. «Guardare lontano significa riuscire a vedere oggi i bisogni che rischiano di diventare le emergenze di domani», sottolinea Francesco Bandello, presidente di APMO. «Prevenzione, diagnosi tempestiva e accesso alle cure devono diventare parte di una strategia strutturale per la salute visiva».
Secondo Bandello, l’associazione può svolgere un ruolo di collegamento tra cittadini, comunità scientifica e istituzioni, contribuendo a definire le condizioni necessarie affinché i progressi della medicina si traducano in benefici concreti per la qualità della vita delle persone.
Cataratta e glaucoma, il nodo della tempestività
La mattinata si è aperta con una sessione dedicata al ruolo della salute visiva nelle politiche sanitarie, alla quale ha partecipato anche il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato. Il programma è poi proseguito con quattro tavole rotonde dedicate alle principali aree delle patologie oculari: maculopatie e retinopatie, glaucoma e cataratta, malattie della cornea e della superficie oculare, vizi refrattivi e miopia.
Tra i temi affrontati c’è stata la cataratta, uno degli interventi chirurgici più frequenti nella popolazione adulta. In questo ambito, le liste d’attesa continuano tuttavia a rappresentare un ostacolo per molti cittadini, con possibili ripercussioni sull’accesso tempestivo al trattamento. Particolare attenzione è stata dedicata anche al glaucoma, una patologia che può svilupparsi nelle fasi iniziali senza provocare sintomi evidenti. Per questo motivo, hanno evidenziato gli specialisti, la diagnosi precoce assume un ruolo centrale nel percorso di gestione della malattia e nella possibilità di intervenire tempestivamente.
Innovazione terapeutica e malattie della retina
Per le patologie della retina e della macula, il confronto ha riguardato soprattutto l’accesso all’innovazione terapeutica e la sostenibilità dei trattamenti. L’obiettivo è fare in modo che le nuove possibilità offerte dalla ricerca possano diventare concretamente disponibili per i pazienti che ne hanno bisogno. La discussione sulle malattie della cornea e della superficie oculare ha invece posto l’accento non soltanto sugli aspetti clinici, ma anche sulle conseguenze che queste patologie possono avere sulla vita quotidiana e sul benessere delle persone.
La prevenzione parte dalla scuola
La tutela della vista non riguarda però soltanto la popolazione adulta. Una parte importante della prevenzione deve partire dall’infanzia, quando è possibile individuare precocemente alcune condizioni e intervenire prima che possano compromettere la funzione visiva. Nel corso dell’incontro è stato presentato “La Scuola in Vista”, il progetto nazionale di screening della miopia promosso da APMO. L’iniziativa prenderà il via nell’autunno 2026 e si svilupperà nell’arco di tre anni, coinvolgendo bambini tra i 6 e i 10 anni in otto Regioni italiane. L’obiettivo è favorire l’individuazione precoce della miopia in età scolare e rafforzare la cultura della prevenzione, portando l’attenzione sulla salute degli occhi già nei primi anni di vita.
Il punto di vista dei pazienti
Al centro dell’iniziativa sono state anche le esperienze dirette delle persone che convivono con una malattia oculare. I pazienti hanno partecipato alle tavole rotonde insieme a clinici e rappresentanti delle istituzioni, portando nel confronto le difficoltà incontrate quotidianamente nell’accesso ai servizi e nella gestione della patologia. La partecipazione diretta dei pazienti riflette l’impegno di APMO nella rappresentanza dei loro bisogni, nella diffusione delle informazioni sanitarie e nel sostegno alla ricerca. L’obiettivo è contribuire a un modello di assistenza nel quale le decisioni sull’organizzazione delle cure tengano conto non solo degli aspetti clinici, ma anche dell’impatto concreto che le malattie oculari hanno sulla vita delle persone.
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