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Sanità privata, fumata nera per il rinnovo del Contratto: sindacati pronti a proseguire la mobilitazione

Nessun accordo al Ministero del Lavoro per il rinnovo del contratto nazionale dei dipendenti della sanità privata. Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp denunciano lo stallo della trattativa e rilanciano la protesta. Situazione ancora più critica nelle Rsa AIOP e ARIS, dove il contratto è fermo da 14 anni

Si chiude con un nulla di fatto il tentativo di conciliazione tra le associazioni datoriali della sanità privata e le organizzazioni sindacali per il rinnovo del contratto nazionale dei lavoratori del settore. L’incontro, svoltosi ieri presso il Ministero del Lavoro nell’ambito delle procedure previste dalla legge 146/1990, si è concluso con un verbale di mancato accordo, lasciando aperta una vertenza che coinvolge decine di migliaia di professionisti impegnati quotidianamente nell’assistenza e nella cura dei cittadini.

A denunciarlo sono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp, che attraverso una nota congiunta contestano l’atteggiamento delle associazioni datoriali, accusate di subordinare l’avvio della trattativa a questioni legate ai rapporti economici con le Regioni.

«Le associazioni datoriali continuano a sottrarsi alle proprie responsabilità, subordinando l’apertura della trattativa a questioni che riguardano i rapporti economici con le Regioni», affermano i sindacati.

A commentare l’esito negativo dell’incontro sono Federico Bozzanca, segretario generale della Fp Cgil, Roberto Chierchia, segretario generale della Cisl Fp, e Rita Longobardi, segretaria generale della Uil Fp. Per i tre rappresentanti sindacali è inaccettabile che il diritto al rinnovo contrattuale continui a essere condizionato dai rapporti tra imprese e istituzioni, soprattutto in una fase in cui il costo della vita continua a incidere sui salari e sulle condizioni economiche delle famiglie.

Sindacati contestano anche assenza Regioni al tavolo

Nel mirino delle organizzazioni sindacali anche l’assenza al tavolo del Ministero della Salute e della Conferenza delle Regioni. Due interlocutori istituzionali che, secondo Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp, non possono sottrarsi alle proprie responsabilità, considerando le competenze in materia di accreditamento, finanziamento e regolazione del settore. La vertenza riguarda infatti lavoratrici e lavoratori che, ogni giorno, garantiscono cure, assistenza e prestazioni essenziali, contribuendo in maniera significativa al funzionamento del Servizio sanitario nazionale. Un impegno che, secondo i sindacati, deve trovare un adeguato riconoscimento economico e contrattuale.

La situazione nelle Rsa: contratto fermo da 14 anni

Ancora più lunga e complessa la vicenda che interessa le Rsa AIOP e ARIS. In questo comparto, le lavoratrici e i lavoratori attendono da ben 14 anni il rinnovo del contratto nazionale. Un periodo che le organizzazioni sindacali definiscono «il contratto della vergogna», sottolineando come si tratti di uno dei più lunghi mancati rinnovi dell’intero settore privato nazionale.

Una condizione che coinvolge direttamente il personale impegnato nelle strutture residenziali e nelle case di riposo, dove ogni giorno vengono assistiti anziani e persone fragili. Per i sindacati non è più accettabile che a professionisti ai quali vengono richieste competenza, responsabilità e dedizione continui a essere negato un adeguato riconoscimento economico e contrattuale. Da qui la richiesta di risposte immediate e di una decisa accelerazione delle trattative.

La mobilitazione prosegue

Il mancato accordo al Ministero del Lavoro rafforza, secondo le tre sigle sindacali, le ragioni della mobilitazione già avviata. Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp chiedono un’assunzione di responsabilità da parte di tutti i soggetti coinvolti, a partire dalle istituzioni, e annunciano che, in assenza di risposte concrete, proseguiranno con tutte le iniziative di protesta previste dalla normativa vigente.

«Chi ogni giorno garantisce il diritto alla salute e all’assistenza dei cittadini merita rispetto, salari adeguati e il pieno riconoscimento della propria professionalità», concludono Bozzanca, Chierchia e Longobardi. La posizione dei sindacati resta dunque ferma: non sono più tollerabili rinvii, alibi o tatticismi. La mobilitazione continuerà fino al raggiungimento del rinnovo dei contratti.

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