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Disturbi alimentari, anoressia e bulimia in aumento: +71% di casi nel mondo dal 1990

Nel 2023 le persone colpite da anoressia e bulimia erano 18,1 milioni. Secondo uno studio pubblicato su Jama Psychiatry, entro il 2050 il numero potrebbe raggiungere quota 21,8 milioni. Le donne rappresentano il 69% dei casi, mentre adolescenti e adulti risultano coinvolti con modalità differenti

I casi di anoressia e bulimia nel mondo sono aumentati del 71% tra il 1990 e il 2023. Nell’ultimo anno preso in esame si contavano circa 18,1 milioni di persone affette da questi disturbi, un numero destinato a crescere ulteriormente nei prossimi decenni.

A evidenziarlo è uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Jama Psychiatry, condotto da un gruppo di epidemiologi della Nanjing University of Science and Technology, in Cina. La ricerca ha analizzato i dati relativi a 204 Paesi e territori, delineando l’evoluzione globale dei disturbi alimentari.

Entro il 2050 si arriverà a 21,8 milioni di casi

Le previsioni dei ricercatori indicano un ulteriore aumento della diffusione di anoressia e bulimia. Entro il 2050, infatti, i casi potrebbero raggiungere quota 21,8 milioni, con una crescita di circa il 20% rispetto ai dati del 2023. I tassi di prevalenza più elevati si registrano attualmente nelle regioni ad alto reddito, soprattutto in Australasia e nell’Europa occidentale. Tuttavia, tra il 1990 e il 2023, gli incrementi maggiori sono stati osservati in Asia orientale, con un aumento del 61,5%, e in Asia meridionale, dove la crescita è stata del 48,5%.

Donne più colpite rispetto agli uomini

Dallo studio emerge una significativa differenza nella distribuzione dei casi tra i due sessi. Le donne rappresentano infatti il 69% delle persone interessate da anoressia e bulimia, contro il 31% degli uomini. Un dato che conferma la maggiore diffusione di questi disturbi nella popolazione femminile, pur evidenziando come anche gli uomini costituiscano una parte rilevante delle persone coinvolte.

Bulimia più diffusa dell’anoressia

L’analisi dei dati del 2023 evidenzia una diffusione molto più ampia della bulimia rispetto all’anoressia. La prima interessava circa 14,2 milioni di persone nel mondo, mentre i casi di anoressia erano stimati in 3,92 milioni. I due disturbi presentano anche differenze significative rispetto all’età. L’anoressia raggiunge il picco di diffusione tra gli adolescenti di età compresa tra i 15 e i 19 anni, mentre la bulimia risulta più frequente nelle persone dai 30 anni in su.

Il peso sulla salute e gli anni di vita persi

Per valutare l’impatto dei disturbi alimentari, i ricercatori hanno preso in considerazione anche i decessi direttamente attribuibili all’anoressia nervosa, utilizzando studi scientifici, indagini sulla popolazione e registri ufficiali delle cause di morte raccolti nel database del Global Burden of Disease.

La ricerca ha inoltre calcolato gli anni di vita in buona salute persi, un indicatore che tiene conto sia delle morti premature sia degli anni vissuti in condizioni di disabilità. Nel solo 2023, anoressia e bulimia hanno determinato complessivamente la perdita di circa 3,83 milioni di anni di vita in buona salute. Un dato che sottolinea il significativo impatto di questi disturbi non soltanto sul numero di persone coinvolte, ma anche sulla qualità della loro vita.

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