La Società Italiana della medicina di emergenza-urgenza chiede ai parlamentari un intervento: «Il fatto che ancora oggi, nonostante la quotidiana evidenza della fatica profusa dai professionisti dell’emergenza urgenza, il loro lavoro non sia inserito tra le categorie che godono dei benefici della legge, costituisce un’assurdità anacronistica e penalizzante»
La medicina d’emergenza-urgenza sia considerata tra le attività usuranti. L’appello, rivolto al Parlamento e al Governo in vista della Legge di Bilancio, arriva dalla Simeu, la Società Italiana della medicina di emergenza-urgenza, che chiede alla politica di considerare seriamente questo riconoscimento, senza pregiudizi politici, affinché tali professionisti possano beneficiare dei vantaggi previsti dalla legge per i lavori usuranti.
La richiesta si inserisce nel contesto di un dibattito più ampio sulla valorizzazione e attrattività delle professioni sanitarie, con l’appello a non rimandare ulteriormente il riconoscimento giuridico, in linea con le dichiarazioni del Ministro della Salute sulla necessità di valorizzare il capitale umano del Servizio Sanitario Nazionale. SU Voce della Sanità, era intervenuto sul tema anche il Direttore del Dea dell’Ospedale G.B. Grassi di Ostia, Giulio Maria Ricciuto, sottolineando l’urgenza di avere questo riconoscimento.
Medicina di emergenza urgenza risponde a caratteristiche lavori usuranti
«Prima ancora di indennità e vantaggi contrattuali, pur necessari, l’inserimento della Medicina d’emergenza urgenza tra le attività usuranti legalmente riconosciute costituisce l’indispensabile riconoscimento di un valore innegabile. Il decreto legislativo 21 aprile 2011 numero 67 definisce con precisione le caratteristiche dei lavori usuranti: l’attività di medici, infermieri e operatori socio-sanitari del Pronto Soccorso e del 118 corrisponde perfettamente a tali caratteristiche. È doveroso quindi consentire ai professionisti che rispondono ai requisiti previsti dalla legge di poter godere dei suoi effetti» si legge nella nota SImeu.
«Il fatto che ancora oggi, nonostante la quotidiana evidenza della fatica profusa dai professionisti dell’emergenza urgenza, il loro lavoro non sia inserito tra le categorie che godono dei benefici della legge, costituisce un’assurdità anacronistica e penalizzante. Per questo a tutti i parlamentari, senza distinzione di colore politico, la Società italiana di medicina d’emergenza urgenza chiede di affrontare il tema del lavoro usurante in emergenza urgenza senza pregiudizi ma attraverso un’analisi serena e corretta, certi del fatto che la conclusione non potrà che essere quella che auspichiamo e sosteniamo» aggiunge la Simeu.
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