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Banco Farmaceutico, persone in condizioni di povertà sanitaria in aumento dell’8,4%. Difficoltà anche per famiglie meno povere


I dati sono stati presentati in occasione della presentazione del libro “Tra le crepe dell’universalismo -. Disuguaglianze di salute, povertà sanitaria e Terzo settore in Italia”. Oltre 4 milioni le famiglie che hanno cercato di limitare la spesa per visite mediche e accertamenti periodici di carattere preventivo Banco Farmaceutico

Avanza la povertà sanitaria in Italia. Sono 463.176 le persone (7 residenti su 1.000) che, nell’anno in corso, si sono trovate in condizioni di povertà sanitaria e hanno dovuto chiedere aiuto a una delle 2.011 realtà assistenziali convenzionate con Banco Farmaceutico per ricevere gratuitamente farmaci e cure che, altrimenti, non avrebbero potuto permettersi. 

Rispetto alle 427.177 del 2023, sono in aumento dell’8,43%. Lo rileva Banco Farmaceutico in occasione della presentazione, alla Camera dei Deputati, del libro “Tra le crepe dell’universalismo – Disuguaglianze di salute, povertà sanitaria e Terzo settore in Italia (ed. il Mulino)”. 

«I dati e le analisi del nostro Osservatorio sulla Povertà Sanitaria – spiega Sergio Daniotti, presidente della Fondazione Banco Farmaceutico Ets – raccontano di un Paese in cui le persone fragili faticano a prendersi cura della propria salute, ma indicano anche nella collaborazione ampia e consapevole tra tanti soggetti (realtà non profit, farmacisti, medici, aziende, cittadini e istituzioni) il metodo per rispondere alla loro esigenza di benessere integrale, fatto di esige». 

Le difficoltà riguardano anche le famiglie non povere, secondo il Banco Farmaceutico. I dati più recenti di Istat rilevano che, complessivamente, 4 milioni 422 mila famiglie (16,8% del totale, pari a circa 9 milioni 835 mila persone) hanno cercato di limitare la spesa per visite mediche e accertamenti periodici di carattere preventivo. Tra queste, 678mila famiglie sono in condizioni di povertà assoluta (31% del totale, composte da circa 1 milione 765 mila persone), mentre 3 milioni 744 mila sono famiglie non povere. «Contrastare la povertà sanitaria – aggiunge Daniotti – significa praticare gesti di gratuità in grado di aiutare, concretamente, le persone che hanno bisogno; ma anche approfondire il fenomeno attraverso un lavoro culturale che contribuisca a far prendere sempre più coscienza dell’entità del fenomeno, e dell’importanza di quel sistema di realtà del Terzo settore che, insieme alla sanità pubblica e privata, sta garantendo la sostenibilità di un Servizio sanitario nazionale il cui universalismo è sempre più a rischio».

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