Secondo uno studio del Grantham Institute, tra giugno e agosto il caldo ha provocato un numero record di vittime in 854 città europee. L’impatto del riscaldamento globale è sempre più evidente, con Italia, Francia e Spagna tra i Paesi con il maggior numero di decessi. Napoli risulta la città più colpita in Europa
Il caldo estremo continua a rappresentare una grave minaccia per la salute pubblica in Europa. La scorsa estate, tra giugno e agosto, le temperature elevate avrebbero causato circa 50mila morti nelle città europee, il bilancio più alto mai registrato. A contribuire in modo determinante a questa emergenza sarebbe stato il cambiamento climatico di origine antropica, responsabile di circa due terzi dei decessi stimati.
A evidenziarlo è un nuovo studio del Grantham Institute sui cambiamenti climatici e l’ambiente, citato dal Guardian. La ricerca ha analizzato i dati storici relativi alle temperature e alla salute in 854 aree urbane, stimando che circa 32mila decessi siano riconducibili al caldo reso più intenso dall’inquinamento prodotto dalle attività umane.
Il riscaldamento globale aumenta il rischio di mortalità
Le temperature elevate mettono a dura prova l’organismo, soprattutto quando il caldo persiste anche durante la notte. Le giornate torride sottopongono il corpo a uno stress continuo, mentre le temperature notturne troppo alte impediscono un adeguato recupero.
Secondo gli autori dello studio, il numero di vittime registrato durante l’estate supera nettamente quello delle due annate successive più pericolose considerate nel confronto. Un dato che evidenzia la crescente gravità del fenomeno e il ruolo del riscaldamento globale nell’intensificare gli eventi di caldo estremo.
Malcolm Mistry, scienziato del clima e della salute presso la London School of Hygiene & Tropical Medicine e coautore della ricerca, ha sottolineato che la quota di morti attribuibile ai cambiamenti climatici causati dall’uomo. Lo studio rileva infatti che questa percentuale è passata da circa il 40% all’inizio del secolo al 65% nell’estate analizzata.
Italia tra i Paesi più colpiti, Napoli in cima alla classifica
L’impatto del caldo non è stato uniforme in tutto il continente. Malta, Italia e Ungheria hanno registrato i tassi di mortalità più elevati in rapporto alla popolazione, mentre il maggior numero assoluto di decessi è stato stimato in Italia, Francia, Spagna, Germania e Regno Unito.
In particolare, Napoli emerge come la città europea più colpita. Secondo le stime standardizzate per età, nella città campana il caldo avrebbe provocato 815 morti ogni milione di abitanti. Un quadro che trova riscontro anche nell’esperienza degli operatori sanitari. Mario Guarino, medico del pronto soccorso dell’Ospedale Cto, nella zona settentrionale di Napoli, ha riferito di un aumento del 15% degli accessi durante le settimane più calde.
A caratterizzare quel periodo, ha spiegato il medico, è stata soprattutto la complessità dei problemi di salute aggravati dalle temperature estreme. A rendere ancora più difficile la situazione hanno contribuito fattori sociali come la solitudine e la povertà, che possono aumentare la vulnerabilità delle persone esposte al caldo.
Anziani e persone fragili tra le principali vittime
Le conseguenze delle temperature estreme colpiscono soprattutto le fasce più vulnerabili della popolazione. La ricerca stima che le persone con più di 85 anni rappresentino quasi la metà delle vittime registrate durante l’estate.
Il rischio, tuttavia, non riguarda esclusivamente gli anziani. Secondo lo studio, anche tra i 20 e i 44 anni si sarebbero verificati circa 833 decessi legati al caldo, a conferma del fatto che le ondate di calore possono avere conseguenze gravi a qualsiasi età. Le condizioni di salute preesistenti, insieme alle difficoltà economiche e all’isolamento sociale, possono aggravare gli effetti delle temperature elevate, rendendo più difficile affrontare i periodi di caldo intenso.
Il caldo come causa spesso invisibile nei certificati di morte
Un ulteriore problema riguarda la difficoltà di individuare con precisione il ruolo delle alte temperature nei singoli decessi. I certificati di morte, infatti, raramente indicano tutti i fattori che possono aver contribuito alla scomparsa di una persona.
Il caldo può aggravare patologie già presenti, come le malattie cardiovascolari o i tumori, accelerando un peggioramento delle condizioni cliniche senza comparire direttamente tra le cause ufficiali del decesso. Per questo motivo, molte famiglie potrebbero non sapere che le temperature estreme hanno contribuito alla morte di un proprio caro.
La dimensione umana dell’emergenza è stata sottolineata anche da Katie White, ministra britannica per la transizione climatica. Nel Regno Unito, gli scienziati hanno stimato 4.354 decessi legati al caldo durante l’estate.
I risultati della ricerca mostrano come il caldo estremo non sia soltanto un fenomeno meteorologico, ma una questione sempre più rilevante per la salute pubblica. L’aumento delle temperature e la maggiore frequenza degli episodi estremi rendono fondamentale prestare particolare attenzione alle persone più esposte e vulnerabili.
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