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Farmacisti, è il giorno dello sciopero. Sindacati: «Adesione al 70%». Contratto fermo dal 2024

La grande manifestazione di Cgil, Cisl e Uil a Roma si è conclusa sotto la sede di Federfarma. «Il lavoro notturno e festivo deve essere riconosciuto» sottolineano i sindacati. Federfarma tende la mano a farmacisti e lavoratori delle farmacie e rilancia proposte per valorizzare i lavoratori delle farmacie

È stato un lunedì di sciopero per i farmacisti delle farmacie private di tutta Italia. Le sigle sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs snocciolano numeri importanti: «L’adesione si è attestata al 70% su base nazionale, con punte del 100% in alcune località, a conferma di una mobilitazione ampia e diffusa in tutto il Paese, con presidi a Udine, Torino e Palermo».

«Partecipata anche la manifestazione nazionale di Roma – spiega una nota – a cui si sono affiancati e presidi in numerose città italiane».

Al centro della rivendicazione «incrementi salariali coerenti con la perdita di potere d’acquisto determinata dall’inflazione maturata durante la vigenza del contratto, pieno riconoscimento delle competenze e delle responsabilità crescenti richieste dalla trasformazione del settore».

«La farmacia dei servizi non si realizza sulla pelle delle persone, il lavoro notturno e festivo deve essere riconosciuto. Da agosto 2024 aspettiamo il rinnovo da Federfarma, ma non vogliamo l’elemosina» hanno detto i sindacalisti nel corso della manifestazione di Roma.

La posizione di Federfarma

A Roma i farmacisti in camice bianco hanno sfilato da Piazza Vittorio fino a San Giovanni arrivando sotto la sede di Federfarma, la Federazione nazionale dei titolari di farmacia, dove si è svolto un sit-in. In attesa di un possibile nuovo dialogo tra i sindacati di categoria e Fedefarma, quest’ultima ha rilanciato le proposte per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro dei dipendenti di farmacia privata. «Si tratta di un insieme di misure che – puntualizza – oltre a prevedere l’aumento salariale, intendono rispondere alle esigenze del personale, valorizzando le specificità della professione di farmacista e migliorando le condizioni di lavoro per tutti i dipendenti».

Si parte con gli aumenti retributivi: per i farmacisti un aumento mensile complessivo di 220 euro a partire già dal primo livello (200 euro di aumento base più 20 euro di elemento di garanzia); per il personale non farmacista aumento mensile complessivo di 150 euro (130 euro più 20 euro di elemento di garanzia), riporta Federfarma in una nota.

Le richieste dei sindacati

Più ampie le rivendicazioni dei sindacati che accanto al necessario adeguamento salariale chiedono «il miglioramento del sistema di classificazione professionale, la piena accessibilità ai livelli superiori, la riduzione dei tempi di progressione economica e professionale, il riconoscimento delle nuove funzioni connesse alla farmacia dei servizi e la garanzia che la formazione non continui a gravare su lavoratrici e lavoratori.

Per le sigle «la grande partecipazione conferma la determinazione delle lavoratrici e dei lavoratori delle farmacie private a rivendicare un rinnovo dignitoso e adeguato all’evoluzione del settore. Federfarma ascolti la voce della piazza e raccolga il segnale arrivato oggi da tutta Italia tornando immediatamente al tavolo negoziale con proposte concrete e coerenti con il valore sociale e professionale del lavoro svolto ogni giorno nelle farmacie private».

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