In evidenzaNewsPolitica

Manovra, Fassid: «Chiediamo risposte su stipendi, Tfr e buoni pasto»

Il coordinatore nazionale Giulio Argalia chiede interventi per ridurre il divario retributivo tra le dirigenze sanitarie, accelerare i tempi di liquidazione del Tfr-Tfs e garantire i buoni pasto. Appello anche per rafforzare il personale negli Ospedali di comunità e investire nelle competenze per la telemedicina

La prossima legge di Bilancio deve dare risposte concrete alle criticità che rischiano di compromettere l’efficacia dell’azione amministrativa, soprattutto in un settore delicato come la sanità. È l’appello lanciato da Giulio Argalia, coordinatore nazionale della Fassid (Federazione Aipac, Aupi, Simet, Sinafo, Snr), in vista della definizione della manovra.

Tra le priorità indicate dal sindacato c’è il superamento del divario retributivo tra la dirigenza medica e veterinaria e quella sanitaria non medica, rappresentata dalla federazione. Una disparità che riguarda in particolare l’indennità di specificità e che, secondo Argalia, si trascina ormai da tre tornate contrattuali.

Per colmare il divario sarebbero necessari 150 milioni di euro. Pur riconoscendo le difficoltà delle finanze pubbliche, Fassid chiede un primo intervento immediato. «Non è accettabile che, nell’ambito della dirigenza, ci siano professionisti di serie A e di serie B», sottolinea Argalia.

Tfr e Tfs, basta attese di anni per i lavoratori pubblici

Un altro tema centrale riguarda i tempi di erogazione del trattamento di fine rapporto (Tfr) e del trattamento di fine servizio (Tfs) per i dipendenti pubblici che vanno in pensione.

Per il coordinatore nazionale della Fassid, si tratta di salario differito e, dunque, di un diritto del lavoratore che non può essere subordinato ad attese di anni. Argalia richiama inoltre gli interventi della Corte costituzionale, che è tornata più volte sulla questione, sollecitando il governo a intervenire. «L’esecutivo – evidenzia il sindacalista – ha tempo fino a gennaio prossimo per adottare provvedimenti in linea con le pronunce della Consulta. L’obiettivo è superare i ritardi nella liquidazione delle somme spettanti ai pensionati del pubblico impiego».

Buoni pasto, il sindacato chiede regole chiare

Tra le questioni da affrontare con la legge di Bilancio figura anche quella dei buoni pasto per i dipendenti pubblici. Argalia richiama le pronunce giudiziarie che riconoscono il diritto al beneficio quando la prestazione lavorativa supera le sei ore, indipendentemente dall’organizzazione dell’orario in turni.

Il sindacato sottolinea inoltre la questione del riconoscimento dei buoni pasto durante le ferie, richiamando gli orientamenti europei sulla necessità di non penalizzare economicamente il diritto al riposo. «Anche qui i giudici si sono già ripetutamente pronunciati: i dipendenti pubblici ne hanno diritto ogni volta che la prestazione supera le sei ore, a prescindere dal fatto che l’orario sia articolato in turni. E spettano ai lavoratori anche nei giorni di ferie, perché è l’Europa a chiederci di non disincentivare sul piano economico il diritto al riposo. Su questo fronte le sentenze si stanno moltiplicando, le Regioni devono prendere provvedimenti e il governo centrale deve fare da sponda per risolvere il problema» spiega Argalia.

Ospedali di comunità e telemedicina, la tecnologia non sostituisce il personale

L’ultimo punto sollevato dalla Fassid riguarda lo sviluppo degli Ospedali di comunità e della telemedicina. Per Argalia, la digitalizzazione può rendere i servizi più efficienti e semplificare i processi, ma non deve trasformarsi in un espediente per evitare il potenziamento degli organici e delle competenze professionali.

Senza personale adeguatamente formato e strutture organizzate, avverte il coordinatore, il rischio è quello di realizzare “cattedrali nel deserto”: infrastrutture prive delle risorse necessarie per funzionare efficacemente. La priorità deve quindi essere investire nella formazione dei professionisti, affinché possano utilizzare piattaforme digitali e strumenti avanzati per migliorare l’assistenza e la cura. «L’innovazione – conclude Argalia – deve contribuire a migliorare i risultati sanitari senza aumentare il peso degli adempimenti burocratici a carico degli operatori.

Rimani aggiornato su www.vocesanità.it

Newsletter
Iscriviti alla nostra newsletter

Vorresti pubblicare degli articoli e  lavorare con noi? iscriviti qui, ti ricontatteremo per ulteriori info.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *