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Sanità digitale e professioni sanitarie tra evoluzione e nuove competenze

La Federazione TSRM e PSTRP ha promosso un convegno al Senato sulle sfide e le opportunità offerte dalla transizione digitale in ambito sanitario. La Federazione nazionale ha adottato il Piano triennale di transizione digitale un documento che pone le basi per un’evoluzione concreta e sostenibile in termini di sanità digitale

La digitalizzazione sta rivoluzionando il sistema sanitario del nostro Paese. Per garantire un impatto realmente efficace, è fondamentale una gestione attenta e competente, che ponga al centro la persona assistita e preveda una formazione adeguata per i professionisti sanitari. È quanto emerge dal convegno che si è tenuto venerdì scorso (21 febbraio 2025) a Roma, presso la Biblioteca del Senato della Repubblica “Giovanni Spadolini”. L’evento, organizzato dalla Federazione nazionale degli Ordini dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (Fno Tsrm e Pstrp), ha promosso una riflessione proattivo sulle sfide e le opportunità offerte dalla transizione digitale in ambito sanitario.

«Riteniamo sia fondamentale confrontarsi su come garantire che l’innovazione tecnologica in ambito sanitario proceda nel rispetto dei diritti dei cittadini e dei principi etici che guidano le nostre professioni, come ben testimoniato dai nuovi codici deontologici recentemente approvati dal nostro Consiglio nazionale.- è il commento di Teresa Calandra, Presidente della Federazione nazionale, che ha aggiunto -. La digitalizzazione rappresenta una svolta epocale che sta trasformando anche il modo in cui vengono erogati i servizi sanitari, migliorandone l’efficienza e l’accessibilità, nonché la qualità complessiva delle cure. Tuttavia, questo cambiamento porta con sé nuove sfide, sia dal punto di vista della protezione dei dati personali sia per le responsabilità scientifiche e professionali».

L’impatto della digitalizzazione sui professionisti sanitari

L’avvio della transizione digitale negli enti pubblici e l’impatto della digitalizzazione sui professionisti sanitari, inclusi quelli in regime di libera professione, hanno rappresentato temi centrali del dibattito, con uno sguardo rivolto agli sviluppi futuri. Quella del digitale è una vera rivoluzione, anche grazie agli investimenti che, in questo settore, sono in crescita. Tuttavia, permangono forti disuguaglianze territoriali: i dati di NetConsulting Cube – del giugno scorso – evidenziano che la spesa media per la sanità digitale è di 76,4 euro per abitante, con una differenza superiore al 50% tra le Regioni del nord e del sud Italia.

«La digitalizzazione in sanità è una grande opportunità per il SSN, ma richiede il coinvolgimento attivo di tutti gli attori che ne fanno parte. La carenza di competenze digitali tra i professionisti sanitari rappresenta un ostacolo significativo all’adozione di queste tecnologie, a cui si aggiunge una gestione regionale della sanità frammentata» così il Sottosegretario alla salute, Marcello Gemmato, intervenuto al convegno della Fno Tsrm e Pstrp, il quale ha sottolineato che il sistema sanitario, grazie al digitale ambisce a diventare più efficiente, equo e sostenibile, tuttavia «per farlo bisogna investire nelle competenze dei professionisti sanitari, fornendo loro strumenti e competenze per migliorare la qualità dell’assistenza, ottimizzare l’organizzazione del lavoro e garantire un accesso equo ai servizi sanitari digitali. Con l’aiuto di tutti si potrà costruire un sistema moderno, integrato e capace di offrire servizi di qualità a tutti i cittadini».

Le iniziative della FNO TSRM PSTRP

La Fno Tsrm e Pstrp ha avviato una serie di iniziative volte a facilitare l’adozione di strumenti digitali da parte dei professionisti della salute, garantendo formazione specifica, supporto nell’utilizzo delle nuove piattaforme e un percorso di progressiva integrazione con il FSE (Fascicolo sanitario elettronico e gli altri sistemi digitali nazionali). In particolare la Federazione nazionale ha adottato il Piano triennale di transizione digitale – come spiegato da Alessandro Iala, consulente della Federazione nazionale per la Transizione digitale – un documento che pone le basi per un’evoluzione concreta e sostenibile in termini di sanità digitale, in piena sintonia con le direttive e le raccomandazioni dell’Agenzia per l’Italia digitale (AgID), che non solo ambisce a implementare nuove tecnologie, ma che ha l’obiettivo di ripensare ai processi in un’ottica di efficienza, interoperabilità e accessibilità dei servizi per i professionisti e i cittadini.

Con riferimento alla trasformazione digitale, è intervenuta anche Alessandra Pieroni,della Direzione Innovazione e Transizione Digitale di AgID, la quale ha sottolineato l’importanza dell’Infrastruttura pubblica digitale (IPD) per la modernizzazione e l’efficienza dei servizi pubblici e privati, garantendo un accesso ampio, sicuro e interoperabile. Grazie all’uso di sistemi digitali condivisi, questa Infrastruttura facilita la creazione di processi innovativi e servizi avanzati per la PA, riducendo frammentazione e ridondanze. Agendo come ‘building block’ digitali, queste infrastrutture permettono una trasformazione digitale su larga scala, favorendo l’integrazione tecnologica e promuovendo una governance più agile, efficace e accessibile ai cittadini e alle imprese.

In questo contesto, una particolare attenzione è stata dedicata alla protezione dei dati personali. Ovvero dati sensibili, il cui rispetto della riservatezza non costituiscono un mero adempimento burocratico, ma un principio etico e professionale alla base della pratica sanitaria, in quanto integrata già nei codici deontologici di recente approvazione, come ha evidenziato Saverio Colabianchi, DPO della Federazione nazionale. La digitalizzazione impone nuove responsabilità, ma rafforza il ruolo del professionista nella tutela della riservatezza, integrità e disponibilità delle informazioni.

Concetto confermato anche da Silvia Melchionna del Dipartimento libertà pubbliche e sanità del Garante per la protezione dei dati personali (GPDP), intervenuta alla giornata di studio, la quale ha sottolineato che la protezione dei dati non rappresenta un ostacolo alla digitalizzazione del sistema e dei servizi sanitari, a condizione che venga integrata sin dalle fasi iniziali di progettazione, secondo il principio della privacy by design, approccio che consente di sviluppare infrastrutture digitali sicure ed efficienti, garantendo il rispetto della riservatezza e la conformità normativa senza compromettere l’innovazione e l’accessibilità dei servizi.

Alla luce di queste considerazioni, la ricerca scientifica assume un ruolo centrale, focalizzandosi sull’integrazione delle tecnologie digitali nei percorsi assistenziali, e sulla valutazione dell’impatto della sanità digitale in termini di efficacia e sostenibilità, oltreché lo sviluppo di nuove metriche per misurare l’innovazione sanitaria, fornendo dati sul rapporto costo-beneficio e qualità delle nuove modalità di assistenza.

Ad introdurre il dibattito è stato il Presidente dell’Istituto superiore di sanità, Rocco Bellantone, che ha sottolineato il ruolo di primo piano dell’ISS nella ricerca sull’intelligenza artificiale e la digitalizzazione, con un impegno costante per la trasparenza dei dati e la formazione dei professionisti. Bellantone ha evidenziato la necessità di un’azione collettiva e una visione condivisa per superare le resistenze, garantire un quadro normativo adeguato e promuovere la trasparenza dei processi, nonché l’uso di dati sintetici nella ricerca per affrontare i limiti legati alla privacy proprio nella ricerca.

Secondo Giuseppe Greco, Professore dell’Università degli studi di Firenze intervenuto all’evento: «La ricerca sulle professioni Tsrm e Pstrp si inserisce nella più ampia sfida evolutiva delineata dal documento approvato dalla Federazione nazionale il 29 luglio 2023. Questo testo invita i professionisti sanitari a una riflessione consapevole sul loro ruolo nel sistema sanitario, sottolineando la necessità di un’integrazione sempre più stretta tra le diverse discipline e professioni. Al tempo stesso, ribadisce l’importanza di definire con chiarezza i ruoli e i modelli di presa in carico specifici per ogni professione, evitando sovrapposizioni e favorendo una collaborazione efficace. Centrale è anche la visione secondo cui le professioni sanitarie non possono essere definite solo in base alle prestazioni erogate, ma devono piuttosto rispondere ai bisogni di salute della popolazione, evolvendo di conseguenza. Il raggiungimento di questi obiettivi passa necessariamente attraverso l’innovazione digitale, il cui impatto è ormai imprescindibile per il futuro della sanità. Proprio il rapporto tra digitalizzazione e responsabilità sociali, scientifiche e professionali rappresenta il tema centrale della giornata di riflessione odierna».

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