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Sanità, gli attacchi informatici raddoppiano: nel 2026 attesi oltre 120 episodi

Medical technology concept.

Secondo un’analisi di Energieering basata sui dati dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, gli attacchi cyber contro le strutture sanitarie italiane sono aumentati del 111% in un anno. Crescono i rischi per la continuità delle cure, mentre il ransomware si conferma la principale minaccia e la carenza di personale specializzato resta uno dei principali punti deboli del settore

Gli attacchi informatici contro il sistema sanitario italiano stanno aumentando a un ritmo sempre più sostenuto. Secondo un’analisi di Energieering, azienda specializzata nella cybersecurity delle infrastrutture critiche, gli eventi cyber registrati ai danni delle strutture sanitarie sono passati da 27 nel 2023 a 57 nel 2024, con un incremento del 111%.

Sulla base del trend rilevato dai dati ufficiali dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), la stima per il 2025 è di circa 84 attacchi (+47,4%), mentre la proiezione per il 2026 porta il numero degli eventi a circa 124.

Un rischio per il sistema sanitario

Secondo Energieering, la crescita degli attacchi rappresenta un motivo di forte preoccupazione non solo per gli ospedali, ma per l’intero sistema Paese. La cybersecurity in ambito sanitario non riguarda infatti esclusivamente la protezione tecnologica, ma anche la continuità dei servizi essenziali, la tutela dei dati sensibili e la sicurezza dei cittadini.

Ogni attacco può compromettere il funzionamento delle strutture sanitarie, rallentare o interrompere le cure e generare costi che ricadono sull’intero sistema.

Sanità settore più colpito dalle violazioni

La sanità continua a essere il comparto economicamente più esposto alle violazioni informatiche. Secondo il report IBM Cost of a Data Breach 2025, ogni data breach nel settore comporta un costo medio di 7,42 milioni di dollari, il valore più elevato tra tutti i comparti economici per il quattordicesimo anno consecutivo e oltre il doppio della media globale, pari a 4,44 milioni di dollari. Ogni singolo record sanitario compromesso costa in media 408 dollari, contro una media generale di 160 dollari. Nel caso di un attacco ransomware, il danno medio sale a 5,08 milioni di dollari, senza considerare l’eventuale pagamento del riscatto.

Le principali voci di spesa sono rappresentate dalle attività di rilevamento e gestione dell’incidente (1,47 milioni di dollari), dalla perdita di operatività delle strutture (1,38 milioni) e dalle successive attività di risposta alla violazione (1,2 milioni).

Le conseguenze sull’assistenza ai pazienti

Gli effetti degli attacchi non si limitano agli aspetti economici. Un’indagine condotta da Ponemon Institute e Proofpoint su oltre 670 professionisti IT e della cybersecurity evidenzia che il 72% delle organizzazioni sanitarie colpite ha registrato disservizi diretti nell’assistenza ai pazienti, con pronto soccorso temporaneamente bloccati, interventi chirurgici rinviati, ambulanze dirottate verso altre strutture e ritorno alla gestione cartacea delle cartelle cliniche.

L’indagine segnala inoltre che il 29% delle organizzazioni ha rilevato un aumento della mortalità dei pazienti come conseguenza diretta degli incidenti informatici. Le violazioni dei sistemi sanitari richiedono in media 279 giorni per essere individuate, circa cinque settimane oltre la media globale, aumentando sia i costi sia il rischio clinico. Per i cittadini si aggiungono i rischi di furto d’identità, esposizione dei dati sanitari e finanziari e le spese legate alle procedure di notifica delle violazioni.

Ransomware e carenza di competenze

Il ransomware continua a rappresentare la principale minaccia per il settore sanitario. Nel 2024 ha colpito il 67% delle strutture, quasi il doppio rispetto al 34% registrato nel 2021. Energieering evidenzia inoltre come la carenza di personale qualificato costituisca uno dei principali fattori di vulnerabilità. Solo il 14% delle strutture sanitarie dichiara di disporre di un team di sicurezza completo, mentre le organizzazioni con organici insufficienti sostengono costi medi superiori di 1,76 milioni di dollari rispetto a quelle adeguatamente strutturate.

Il 57% delle strutture segnala difficoltà nel reperire e trattenere professionisti della cybersecurity, mentre il 42% delle organizzazioni vittime di ransomware individua proprio nella mancanza di personale specializzato una delle principali cause degli attacchi. Anche il fattore umano continua a incidere in modo significativo: nei test di phishing simulato un dipendente su sette continua a cliccare su link malevoli.

Tecnologia e formazione

Nonostante investimenti globali in cybersecurity stimati in circa 125 miliardi di dollari tra il 2020 e il 2025, l’analisi evidenzia come la tecnologia, da sola, non sia sufficiente senza un’evoluzione culturale, organizzativa e formativa. A questo si aggiungono le possibili sanzioni previste dalla normativa HIPAA, che possono raggiungere i 4,75 milioni di dollari per singola violazione.

Per Energieering, i dati relativi all’impatto degli incidenti informatici sulla salute dei pazienti confermano la necessità di rafforzare gli investimenti nella sicurezza informatica. La resilienza digitale delle strutture sanitarie viene indicata come un elemento ormai essenziale per la sicurezza nazionale e per la tutela della salute pubblica.

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