Entrano in vigore le nuove tariffe di rimborso per oltre 600 prestazioni del Servizio sanitario nazionale. Il ministero della Salute stima un impatto medio di 1,5 euro l’anno sui cittadini non esenti, mentre alcune associazioni segnalano aumenti del ticket per determinate prestazioni
Da lunedì 21 settembre è operativo il nuovo decreto sulle tariffe dell’assistenza specialistica ambulatoriale e protesica, approvato in Conferenza Stato-Regioni. Il provvedimento aggiorna 448 prestazioni di specialistica ambulatoriale, tra visite ed esami diagnostici, e 222 codici dell’assistenza protesica, su un totale di 1.063 voci.
Impatto sui cittadini non esenti
La revisione delle tariffe comporterà anche variazioni dei ticket per alcune prestazioni. Secondo le stime del ministero della Salute, l’impatto medio sui cittadini non esenti sarà di circa 1,5 euro all’anno, per un incremento complessivo dei ticket stimato in 27 milioni di euro annui. Restano invece esclusi dagli aumenti i cittadini con esenzione per reddito, patologia o età.
Ticket invariato per la maggior parte delle prestazioni
Il tetto massimo del ticket ordinario resta fissato a 36,15 euro per ricetta. Le tariffe non cambiano per circa otto prestazioni su dieci. Tra queste rientrano le visite di controllo e gli esami di laboratorio, mentre il costo del solo prelievo aumenta di 50 centesimi.
Gli aumenti sulle singole prestazioni
Gli incrementi riguardano alcune prestazioni specifiche, tra cui l’agoaspirato della mammella, la prima visita cardiologica con elettrocardiogramma e alcune prime visite specialistiche. Sono inoltre segnalati aumenti per la diagnostica vascolare, le biopsie, l’elettromiografia e i prelievi. Le associazioni dei consumatori, come Cittadinanzattiva, evidenziano il possibile impatto di questi rincari sulle famiglie, soprattutto in un contesto economico considerato fragile.
Una revisione dopo anni di contenzioso
Il nuovo tariffario arriva al termine di un lungo confronto. Il precedente sistema nazionale, introdotto nel 2024, era stato contestato dai laboratori privati accreditati, che avevano giudicato insufficienti i rimborsi per diverse prestazioni. Nel settembre 2025 il Tar aveva annullato il decreto, concedendo al ministero un anno per rivedere gli importi.
Le risorse stanziate
L’aggiornamento delle tariffe è sostenuto da una copertura prevista dalla legge di Bilancio 2026, che destina 100 milioni di euro per il 2026 e 183 milioni di euro annui dal 2027 al finanziamento del nuovo sistema tariffario.
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