Cortei e manifestazioni in tutta Italia di medici, infermieri e operatori sociosanitari che lavorano nella sanità privata senza rinnovo contrattuale da anni. I segretari confederali in piazza a Roma. Tra le richieste la presenza di Aiop e Aris al tavolo delle trattative
Alta adesione per lo sciopero della sanità privata – di medici, infermieri e operatori socio-sanitari – che ha coinvolto tutta Italia, da nord a Sud. Nelle maggiori città italiane si sono svolti presidi e sit-in che vedono uniti Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl nel chiedere il rinnovo del contratto e migliori condizioni lavorative.
Il contratto con Aiop (Associazione italiana ospedalità privata) manca da 6 anni mentre quello con Aris (Associazione religiosa istituti socio-sanitari) da ben 13 anni.
A Roma centinaia di operatori sanitari e socio-sanitari hanno manifestato sotto la sede della Giunta della Regione Lazio con la partecipazione anche dei segretari nazionali Barbara Francavilla (Fp Cgil), Roberto Chierchia (Cisl Fp) e Pietro Bardoscia (Uil Fpl).
Cisl: «Sosteniamo con forza la vertenza dei lavoratori della sanità privata»
«Siamo a fianco delle oltre 200mila lavoratrici e lavoratori che operano nelle strutture della sanità privata accreditata, dei Centri di Riabilitazione e delle RSA aderenti ad AIOP ed ARIS, che rivendicano il rinnovo del loro contratto nazionale di lavoro e sosteniamo con forza la vertenza portata avanti dalla nostra Funzione Pubblica, che rappresenta il personale che opera nel settore sanitario e socio sanitario privato, unitamente alle altre federazioni di categoria confederali» ha spiegato il segretario confederale della Cisl Sauro Rossi.
Cgil: «Margini economici indebiti su risorse pubbliche»
«Alle Regioni chiediamo che nelle regole per l’accreditamento delle strutture sanitarie private sia previsto un vincolo sui contratti applicati, e che il costo del lavoro inserito nelle tariffe stabilite dalle Regioni sia tarato su un contratto nazionale, che deve essere obbligatoriamente applicato. Chi non lo fa, realizza margini economici indebiti su risorse pubbliche. Questo, per noi, è inaccettabile» spiega Barbara Francavilla, segretaria nazionale di Fp Cgil.
Uil: «Aris e Aiop siedano alle trattative per rinnovo contratto sanità privata»
«Rappresentiamo circa 200mila operatori sanitari in tutta Italia, come infermieri, fisioterapisti e Oss, a cui il contratto nazionale non viene rinnovato da 6 anni per chi lavora negli ospedali privati e da 13 anni per i lavoratori le Rsa, le strutture residenziali per anziani – ha spiegato all’Ansa il segretario Uil Fpl, Pietro Bardoscia -. Questo a fronte di un costo della vita diventato insostenibile, con un’inflazione che è impennata negli ultimi anni. I salari sono bassissimi, è una situazione che non può andare avanti. Pretendiamo che i rappresentanti dei datori di lavoro Aiop e Aris si sedano al tavolo delle trattative».
Ugl: «Rimpallo di responsabilità inaccettabile»
Alle proteste dei confederali si è unita anche l’Ugl con il Segretario nazionale dell’Ugl Salute Gianluca Giuliano: «La presenza del segretario generale della Ugl Paolo Capone “al nostro presidio presso il ministero della Salute, nel giorno dello sciopero nazionale della sanità privata e del socio sanitario Aiop e Aris, dà un segnale forte ad una protesta lecita di lavoratori lasciati senza contratto da lunghissimi anni. C’è un rimpallo di responsabilità inaccettabile tra parti datoriali e istituzioni che penalizza solo l’anello debole della catena: quei professionisti chiamati spesso eroi ed oggi abbandonati».
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