Il Sindacato medici italiani parla di un’ampia adesione alla mobilitazione contro il debito orario nelle Case di Comunità e il ruolo unico nella medicina generale. Manifestazioni partecipate da Nord a Sud e oltre 10mila firme raccolte per la petizione sulla riforma della medicina generale
«È stata buona la partecipazione allo sciopero e alla mobilitazione», che hanno come principali obiettivi il «no» al debito orario nelle Case di Comunità per i medici di famiglia e al ruolo unico nella medicina generale. Lo afferma Pina Onotri, segretario generale del Sindacato medici italiani (Smi), organizzazione che ha promosso lo sciopero, in programma fino alla giornata del 16 settembre.
Secondo Onotri, alla mobilitazione hanno preso parte non soltanto i medici iscritti allo Smi, ma anche professionisti aderenti ad altre organizzazioni sindacali e medici non sindacalizzati.
Coinvolti anche guardie mediche e 118
Le guardie mediche e i medici del 118 aderenti allo Smi hanno iniziato lo sciopero alle 20 del 14 settembre e concluderanno la protesta alle 24 del 16 settembre. Nel corso della mattinata si è inoltre svolto un collegamento video dalla sede nazionale dello Smi di Roma con le diverse manifestazioni organizzate in varie città italiane.
«Difendiamo il carattere pubblico e universalistico della sanità»
«La nostra protesta – spiega Onotri – mira a difendere non solo i diritti dei medici dell’area della medicina convenzionata, ma anche il carattere pubblico e universalistico del Sistema sanitario nazionale». Il segretario generale dello Smi sottolinea inoltre il peso della rappresentanza del sindacato: «Rappresentiamo circa il 10% dei medici sindacalizzati, oltre 4.000 professionisti, ma nelle piazze ci sono tanti camici bianchi, anche appartenenti ad altre sigle sindacali o non iscritti ad alcun sindacato».
Oltre 10mila firme per la riforma della medicina generale
La mobilitazione ha accompagnato anche la raccolta firme a sostegno della petizione per ottenere misure e risorse dedicate alla riforma della medicina generale, presentata alla Camera dei deputati. «In 40 giorni – riferisce Onotri – la petizione ha superato le diecimila firme». Forte del risultato ottenuto, lo Smi annuncia l’intenzione di chiedere un’audizione alla Commissione Affari sociali della Camera per discutere le proposte contenute nella petizione.
Manifestazioni partecipate da Nord a Sud
La protesta ha registrato una significativa partecipazione anche nelle piazze. A Milano, Napoli e Palermo si sono svolte manifestazioni con un’ampia presenza di medici. «Solo a Milano sono circa 600 i medici scesi in piazza per protestare», afferma Onotri, secondo cui «da Nord a Sud, la protesta e la volontà di scioperare sono stati palpabili».
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