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Tumori, anche l’associazione aBRCAdabra nello studio dell’INT per capire se fattori ambientali incidono in persone Brca mutate

Lo studio E-Brave potrebbe dimostrare una possibile, parziale riduzione del rischio genetico attraverso fattori epigenetici semplici da attuare e in linea con la salute generale. 

L’associazione aBRCAdabra Ets partecipa al progetto e-Brave, il nuovo studio osservazionale prospettico nato all’Irccs Istituto Nazionale dei Tumori di Milano che si occuperà di studiare quei fattori “ambientali” come dieta, stili di vita o questioni ormonali e metaboliche spesso associate allo sviluppo di tumori in persone Brcamutate. Responsabile dello studio la Dr.ssa Patrizia Pasanisi, Dirigente Medico, Direttore della Struttura Semplice Dipartimentale Ricerca Nutrizionale e Metabolica, Dipartimento di Oncologia Sperimentale, Fondazione Irccs Istituto Nazionale dei Tumori di Milano che ha spiegato quali sono gli obiettivi di e-Brave: «Partendo dagli importanti risultati degli studi Diana e Cos su aderenza alla dieta e protezione da recidive in donne con diagnosi di tumore al seno, oggi sappiamo che il sovrappeso e l’obesità associati al dismetabolismo si associano ad aumentato rischio di malattia o recidive. Dal punto di vista delle donne Brca mutate la ricerca è però molto più indietro, soprattutto nell’analizzare i fattori di rischio che dovrebbero essere gli stessi se non più incisivi sulle donne mutate. I dati che abbiamo oggi, anche se ci hanno dato informazioni importanti, devono essere spiegati con una metodologia scientifica ed una prospettiva diversa». 

«Sicuramente – continua Pasanisi – questi studi ci lasciano diversi spunti: cambiare il proprio stile alimentare è possibile (pochi alimenti raffinati e pieni di zuccheri, riduzione delle proteine animali, pochi grassi e no cibi ad alta densità calorica) anche senza un piano personalizzato, seguendo solo delle raccomandazioni. Inoltre, ci hanno insegnato che solo le donne che hanno aderito di più hanno avuto benefici, quindi serve più motivazione e maggiori incontri di formazione e anche che le donne mutate sono più motivate. Proprio per questo abbiamo deciso di lavorare per la prima volta ad uno studio che guarda in avanti, creando una web-community che possa arrivare almeno a 2000 donne Brca mutate, idealmente con la metà mutate sane e l’altra metà che abbia sviluppato un tumore, per poterle osservare in un periodo non inferiore ai 3 anni, e che comunque dopo circa 5-6 anni possa darci informazioni preziose sul loro stato di salute. Un passaggio fondamentale riguarderà le sole donne sane: a loro verrà infatti offerta una visita con valutazione della composizione corporea e un prelievo di sangue e per agevolare i costi del viaggio anche un parziale rimborso in buoni benzina. Ad oggi, infatti, questo servizio è attivo solo a Milano e all’Irccs Istituto Tumori di Bari Giovanni Paolo II, ma presto sarà possibile effettuarlo anche al Policlinico Gemelli di Roma».

Lo studio e-Brave

E-Brave è stato presentato nel corso di un evento Facebook il 12 marzo; per Ornella Campanella, Presidente di aBRCAdabra Ets, «un appuntamento tanto atteso, una diretta dove abbiamo spiegato il perché aBRCAdabra ha scelto di prendere parte a questo importantissimo progetto. Ce lo eravamo promessi da tanto tempo. Questa collaborazione è in realtà frutto di una reciproca stima nata diversi anni fa e legata ad altri progetti ideati dall’Istituto Nazionale dei tumori in molti centri italiani e che ci hanno visto insieme su un tema molto discusso». 

Possibile riduzione del rischio lavorando su fattori epigenetici

È la Dott.ssa Alberta Ferrari, coordinatrice del Comitato tecnico-scientifico aBRCAdabra, responsabile di Struttura semplice Dipartimentale di Chirurgia dei Tumori eredo-familiari del Policlinico San Matteo Università di Pavia a rimarcare l’importanza del progetto per le donne Brca mutate: «Questo studio potrebbe dimostrare una possibile, parziale riduzione del rischio genetico attraverso fattori epigenetici semplici da attuare e in linea con la salute generale. Una sorta di farmaco prevenzione senza farmaco, che associata ad altre misure di riduzione del rischio sarebbe realmente importante per proteggere le persone ad alto rischio genetico. Le mie pazienti hanno dimostrato un altissimo tasso di interesse per questo aspetto, perché finalmente qualcosa che possa conferire un margine di protezione è nelle loro mani: avere la consapevolezza di poter personalmente contribuire alle misure di riduzione del rischio rende medici e pazienti una squadra che guarda nella stessa direzione. Questo studio darà risposte a una domanda che tutte sentiamo importante per puntare su un counselling più completo possibile nelle opzioni da offrire per mettere in sicurezza le carrier di varianti patogenetiche Brca».

«Spesso riceviamo consigli e domande sugli stili di vita. Se ne parla molto, anche all’interno del nostro gruppo chiuso. È un argomento delicato, ecco perché abbiamo scelto di farlo nel modo più appropriato possibile affidandoci a chi di nutrizione se ne intende- ha raccontato Maria Grilli, Segretaria Nazionale di aBRCAdabra Ets-.Siamo certi che tutta la nostra community parteciperà allo studio e-Brave con grande entusiasmo, lo stesso che contraddistingue la nostra grande famiglia». 

Come partecipare allo studio 

Partecipare allo studio è semplice: la prima cosa da fare è scaricare gratuitamente l’app ‘BRCApp’ e creare un account personale rispondendo a una serie di informazioni su stili di vita, alimentazione e abitudini che saranno utili per la ricerca. Da quel momento si inizieranno a ricevere contenuti come webinar informativi, video-ricette, video-esercizi, si potrà rispondere a questionari e consultare indirizzi utili. Questo il link aggiornato: https://play.google.com/store/apps/details?id=com.lifecharger.life charger_brcapp&hl=it . Ad oggi già 896 donne hanno scaricato la BRCApp e sono entrate a far parte dello studio, con un incremento dopo la diretta della nostra associazione di più di 150 persone e contiamo di arrivare a breve almeno a 1000 donne iscritte. Questa è la dimostrazione di quanto sia importante la collaborazione tra sanitari e associazioni pazienti, che, con la sinergia giusta, possono fare grandi cose e ottenere ottimi risultati», ha continuato Maria Grilli. Prossimo passaggio sarà quello di includere nello studio anche gli uomini mutati con contenuti studiati sui loro rischi di tumore associati a mutazioni e su abitudini e stili di vita personali.

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