Sta facendo discutere la scelta del Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie degli Stati Uniti di rivedere il calendario vaccinale per i più piccoli: i vaccini raccomandati passeranno da 11 a 18. La Sip e le società scientifiche pediatriche ribadiscono quindi la necessità di preservare elevati livelli di copertura vaccinale e di basare le raccomandazioni su evidenze scientifiche solide e condivise
Le principali Società scientifiche pediatriche italiane, coordinate dalla Società Italiana di Pediatria (Sip) e dalle associazioni a essa affiliate (Aieop, Reumaped, Siaip, Sicupp, Siedp, Sigenp, Simeup, Simgeped, Simp, Sin, Sinepe, Sinp, Sinupe, Sipo, Sipps, Sirp, Sitip), esprimono forte attenzione e condivisione delle preoccupazioni manifestate dalla comunità scientifica internazionale in merito alla revisione delle raccomandazioni del calendario vaccinale per l’infanzia negli Stati Uniti. In particolare, la Sip sottolinea come un ridimensionamento delle indicazioni vaccinali, se non supportato da nuove e robuste evidenze scientifiche, possa comportare una diminuzione delle coperture, favorire la ripresa di malattie prevenibili e alimentare un clima di sfiducia nei confronti delle vaccinazioni, generando incertezza tra le famiglie anche al di fuori del contesto statunitense.
Alcune vaccinazioni saranno proposte in maniera selettiva
Tra i vaccini interessati dal processo di revisione viene citato anche quello contro il meningococco, agente responsabile di meningite e di infezioni invasive caratterizzate da un’evoluzione rapida e da un’elevata gravità. Nel nuovo impianto delle raccomandazioni, alcune vaccinazioni non sono più indicate in modo sistematico per tutti i bambini, ma vengono proposte in maniera selettiva o sulla base di una decisione condivisa tra pediatra e genitori. Vaccini come quelli contro influenza, epatite A e B, rotavirus, meningococco e Covid-19, pur restando disponibili, non rientrano più tra le indicazioni universali; continuano invece a essere pienamente raccomandate per l’intera popolazione pediatrica le vaccinazioni contro morbillo, parotite e rosolia, poliomielite, varicella, HPV e altre patologie prevenibili.
«Vaccini strumenti essenziali per ridurre impatto malattie infettive»
Tali scelte si inseriscono in una più ampia revisione delle politiche sanitarie statunitensi in ambito vaccinale, promossa dall’attuale leadership del Dipartimento della Salute sotto la guida del Segretario Robert F. Kennedy. Le Società scientifiche pediatriche ricordano che i vaccini rappresentano uno degli strumenti più efficaci per la prevenzione in età evolutiva e che, grazie ai programmi di immunizzazione, negli ultimi decenni si è assistito a una marcata riduzione della mortalità e delle complicanze legate a numerose malattie infettive. Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, negli ultimi cinquant’anni le vaccinazioni hanno contribuito a salvare circa 154 milioni di vite, determinando una diminuzione di circa il 40% della mortalità infantile a livello globale; nello stesso arco di tempo, in media sei persone al minuto sono state protette grazie ai vaccini.
Le Società scientifiche pediatriche ribadiscono quindi la necessità di preservare elevati livelli di copertura vaccinale e di basare le raccomandazioni su evidenze scientifiche solide e condivise. Ai genitori viene consigliato di affidarsi con serenità al proprio pediatra per ottenere informazioni accurate e aggiornate. Una solida cultura vaccinale, fondata sulla scienza, sulla responsabilità collettiva e sulla fiducia nelle istituzioni sanitarie, rimane un pilastro imprescindibile per la tutela della salute dei bambini e dell’intera comunità.
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