Il presidente della Società Italiana di Chirurgia Massimo Carlini plaude all’annuncio del Ministro Schillaci sull’arresto in flagranza differito ma spiega: «È necessario rimuovere le cause che determinano questa situazione intollerabile a partire dalla carenza di personale» Aggressioni ai sanitari
Dopo i fatti di Foggia, continua in tutta Italia l’ondata di aggressioni nei confronti del personale sanitario. Nuovi, gravi episodi si sono verificati a Pescara, Campobasso e Bolzano dove un medico psichiatra è stato accoltellato da un paziente.
Sul tema, intervengono anche i chirurghi con una nota del Presidente della Società Italiana di Chirurgia, Prof. Massimo Carlini: «Hanno fatto molto discutere, negli ultimi giorni, le gravi e ripetute aggressioni ai danni del personale sanitario del Policlinico di Foggia e dell’ospedale di Vibo Valentia, come pure è accaduto in altre città italiane. Ma ormai da troppi anni, purtroppo, denunciamo pressoché inascoltati una vera e propria escalation di violenze – fisiche e psicologiche – nei confronti di medici e infermieri, che non di rado hanno raggiunto l’apice della brutalità. Bene la proposta del Ministro Schillaci dell’arresto in flagranza di reato per coloro che aggrediscono un professionista sanitario nell’esercizio delle proprie funzioni. La sensazione, però, è che il provvedimento non possa bastare ad arginare il fenomeno; così come non sono sufficienti i presidi fissi delle forze dell’ordine e la presenza dell’Esercito nelle strutture sanitarie. È quantomai necessario rimuovere le cause che determinano questa situazione intollerabile. Innanzitutto, la carenza di personale, che in Italia avrebbe portato a un incremento degli episodi violenti pari al 38% negli ultimi 5 anni. E poi i tempi di attesa nei pronto soccorso e nell’erogazione delle prestazioni specialistiche, che hanno alimentato i pregiudizi nei confronti dei professionisti della sanità, esasperando il rapporto con i pazienti».
«Oltre a tutelare l’incolumità degli operatori sanitari – in particolare delle donne, che sono le principali vittime di una violenza cieca e immotivata – va cambiata la cultura di fondo: una crisi di valori ha determinato la rottura del ‘patto’ tra i pazienti e i medici, sui quali ricadono le responsabilità di tutti problemi che attanagliano il Sistema Sanitario Nazionale. Lo stesso si può dire degli infermieri, con il SSN che ha perso oltre 15mila unità sono nel biennio 2021/2022, innescando una crisi senza precedenti», aggiunge Carlini.
«Aggredire chi tenta di salvare vite umane è un atto assurdo e immorale: per questo va punito penalmente e con severità. Ma contestualmente bisogna intervenire sulle cause: quindi sanare la grave carenza di personale, arginare le ‘fughe’ all’estero, combattere le querele temerarie per presunta colpa medica, valorizzare i professionisti economicamente e contrattualmente. Solo così si rende un vero servizio alla comunità nel suo complesso», conclude.
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