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Alzheimer, il 10 maggio a Roma la proiezione del docufilm “Ricordami di te”

Al centro del racconto, la relazione intima e struggente tra una madre malata di Alzheimer e sua figlia, che cerca disperatamente di trattenerla prima che la “nebbia” della malattia la inghiotta. «Serve una responsabilità collettiva: «Anche la comunicazione, l’informazione e la cultura devono affiancare la medicina nel promuovere diagnosi precoci» spiega la regista Emanuela Imparato

Sarà proiettato sabato 10 maggio alle ore 11.00 presso il Cinema Tiziano di Roma il documentario “Ricordami di te”, scritto e diretto da Emanuela Imparato e prodotto da Rosanna Sferrazza per KIPUKA. All’evento interverranno la giornalista Gaia Tortora e la critica cinematografica Angela Prudenzi. Il film, vincitore del “La Femme International Film Festival – IFF di Parigi” come Miglior Documentario Straniero 2023, e selezionato nei circuiti internazionali di Los Angeles (LA Independent Women Film Awards 2024) e Toronto (Toronto International Women Film Festival 2024), affronta con delicatezza e profondità il tema dell’Alzheimer.

Una lotta contro “la nebbia della malattia” da Alzheimer

Al centro del racconto, la relazione intima e struggente tra una madre malata e sua figlia, che cerca disperatamente di trattenerla prima che la “nebbia” della malattia la inghiotta. Un gesto d’amore, ma anche di resistenza. Un docufilm semplice, poetico e profondamente umano, in cui emergono la tenerezza, l’ironia e la forza residua di chi convive con l’Alzheimer, una malattia invalidante e crudele, che troppo spesso lascia sole le famiglie. L’autrice vuole lanciare un messaggio forte: non esistono strutture adeguate per accogliere le persone nelle prime fasi della malattia, né sostegni sociali reali per chi non è più autonomo.

Molti malati vivono isolati nelle proprie case, senza strumenti per affrontare il quotidiano. Per Emanuela Imparato, serve una responsabilità collettiva: «Anche la comunicazione, l’informazione e la cultura devono affiancare la medicina nel promuovere diagnosi precoci, perché oggi la prevenzione è l’unica vera arma per combattere l’Alzheimer. Un’opera che tocca le corde più intime e invita a riflettere, ma anche ad agire». L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.

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