Lo strumento può essere utile, secondo l’OMS, per consentire ai professionisti sanitari di promuove il benessere dei cittadini e degli assistiti, indicando servizi e risorse presenti e attivi nella comunità locale in cui vivono. Nel capoluogo emiliano l’impegno di Agata Tabuso, responsabile del Servizio sociale di comunità del quartiere Navile benessere psicologico
Chi l’ha detto che il medico può prescrivere solo medicine? A Bologna la grande novità la ‘prescrizione sociale’ sul quale si sta lavorando nell’ambito del quartiere Navile di Bologna.
Ne ha parlato Agata Tabuso, responsabile del Servizio sociale di comunità del Navile, nel corso di una lezione del Corso magistrale 2024-2025 della Scuola Achille Ardigò sul welfare di comunità.
L’iniziativa prevede che «il medico insieme al farmaco possa prescrivere anche attività sociali, presenti nella comunità in cui le persone vivono», spiega Tabuso.
Per sviluppare questa idea, «abbiamo incontrato tutti i medici di medicina generale insieme alla Casa di comunità. Abbiamo raccontato loro tutte le attività che svolgiamo insieme agli anziani e abbiamo dato loro del materiale». Con queste modalità si è svolto «un primo incontro, quest’anno ne rifaremo altre due e presenteremo ai medici le attività che potranno sponsorizzare con i loro pazienti», aggiunge Tabuso.
ISS: «Pratica utile per promuovere benessere psicologico dei cittadini»
Come spiega l’Istituto superiore di Sanità (Iss), allo strumento della prescrizione sociale è dedicato un documento pubblicato nel 2022 dall’Organizzazione mondiale della salute (Oms). In questa guida si spiega che «la prescrizione sociale è una pratica che permette ai professionisti sanitari di promuove il ben-essere dei cittadini e degli assistiti, indicando servizi e risorse presenti e attivi nella comunità locale in cui vivono», scrive l’Iss.
Questo approccio, «salutogenico e biopsicosociale- prosegue l’Iss- è stato validato dalle prove scientifiche relative all’impatto dei fattori socio-economici sulla salute e risponde all’ipotesi che affrontare i determinanti sociali sia cruciale per migliorare i risultati di salute e qualità della vita». Benché sia una pratica relativamente nuova nell’assistenza sanitaria, la prescrizione sociale «è una pratica già in uso in diversi Paesi europei ed extraeuropei, in particolare nel Regno Unito dove a livello locale è una realtà organizzativa ben consolidata», segnala ancora l’Iss.
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