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Borse per specializzandi sanitari non medici ferme al palo: l’allarme del Sivemp

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A oltre 18 mesi dalla legge di Bilancio 2025, manca ancora il decreto attuativo per le borse destinate agli specializzandi sanitari non medici. Il Sivemp denuncia ritardi, rischio blocco dei corsi 2025-2026 e chiede interventi urgenti. Annunciata una mobilitazione il 24 maggio a Roma

A più di un anno e mezzo dall’approvazione della legge di Bilancio 2025 (n. 207/2024), che introduceva borse di studio per gli specializzandi dell’area sanitaria non medica, la misura resta inattuata. A denunciarlo è il Sivemp (Sindacato italiano veterinari medicina pubblica), sottolineando come manchi ancora il decreto attuativo necessario a definirne numero e modalità di erogazione.

Chi riguarda e cosa prevede la norma sugli specializzandi dell’area non medica

La normativa prevede borse di studio per l’intera durata delle scuole di specializzazione destinate a veterinari, biologi, farmacisti, chimici, fisici, psicologi e odontoiatri. Disposizioni successivamente rafforzate dal cosiddetto “Decreto economia”, ma che, in assenza dei provvedimenti attuativi, non hanno ancora trovato applicazione concreta.

Effetti immediati: corsi bloccati e studenti senza sostegno

Secondo il sindacato, il ritardo sta già producendo conseguenze rilevanti: da una parte il mancato riconoscimento economico per gli specializzandi già iscritti, dall’altra il rischio di blocco dell’avvio delle scuole per l’anno accademico 2025-2026 in numerosi atenei. Migliaia di giovani professionisti potrebbero perdere un anno di formazione, con ripercussioni sul diritto allo studio e sulle prospettive di carriera, oltre che sul funzionamento del Servizio sanitario nazionale.

Criticità su importi e requisiti

Ulteriori problemi riguardano le condizioni di accesso alle borse. L’importo annuo previsto, pari a 4.773 euro lordi, viene giudicato insufficiente rispetto ai costi della formazione. Inoltre, i vincoli legati al reddito e il divieto di cumulo con altre borse o attività lavorative rischiano di limitarne fortemente l’utilizzo, rendendole di fatto inaccessibili a molti aventi diritto.

Le richieste al Governo

Il Sivemp, insieme al Coordinamento nazionale degli specializzandi veterinari, chiede interventi immediati: l’emanazione del decreto attuativo senza ulteriori ritardi; indicazioni chiare e uniformi agli atenei per consentire l’avvio dei corsi anche prima del decreto; la possibilità di assegnare le borse in un momento successivo all’inizio delle lezioni; una revisione degli importi e delle condizioni; e l’apertura di un tavolo tecnico per una riforma strutturale delle scuole di specializzazione, in linea con le esigenze del Servizio sanitario nazionale e l’approccio One Health.

Annunciata mobilitazione nazionale

In assenza di risposte, è già stata annunciata una mobilitazione: il prossimo 24 maggio i medici veterinari scenderanno in piazza a Roma insieme ad altre professioni sanitarie. «Non è solo una questione economica – conclude il Sivemp – ma riguarda il futuro della formazione sanitaria e la qualità dei servizi offerti ai cittadini».

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