A Piazza Santa Apostoli la manifestazione più grande promossa dalla rete Cfu – Caregiver Familiari Uniti, ma proteste in tutta Italia. Tra le principali richieste avanzate figurano l’eliminazione dei vincoli Isee, il riconoscimento dei contributi previdenziali e una definizione giuridica del caregiver
Il Disegno di legge sui caregiver non piace alle associazioni che si occupano dell’assistenza ai malati che si sono riunite a Roma, in Piazza Santi Apostoli, per contestare la legge promossa dal ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli.
Decine di caregiver hanno manifestato il proprio dissenso nei confronti di un provvedimento ritenuto non rappresentativo e incapace di garantire tutele reali a chi assiste quotidianamente familiari con disabilità gravi e gravissime.
«Troppo poco il bonus di 400 euro»
Al centro delle contestazioni c’è in particolare il bonus di 400 euro previsto dal ddl, considerato del tutto inadeguato rispetto a un impegno assistenziale che può arrivare fino a 91 ore settimanali. Le associazioni denunciano una sproporzione evidente tra il carico di lavoro svolto, spesso continuativo e senza pause, e il riconoscimento economico previsto dalla norma. Tra le principali richieste avanzate figurano l’eliminazione dei vincoli Isee, il riconoscimento dei contributi previdenziali e una definizione giuridica del caregiver come lavoratore a tutti gli effetti.
Con Ddl Locatelli esclusi migliaia di caregiver
La mobilitazione è stata promossa dalla rete nazionale Cfu – Caregiver Familiari Uniti, che riunisce associazioni, comitati e gruppi territoriali. Secondo i promotori, il ddl introduce limiti reddituali giudicati eccessivi, esclude migliaia di caregiver e non riconosce il valore sociale ed economico di un’attività che consente allo Stato un risparmio di milioni di euro in servizi assistenziali. Per molti partecipanti, la presenza in piazza ha richiesto un grande sforzo organizzativo, considerando la difficoltà di allontanarsi da casa anche solo per un giorno.
La protesta non si è limitata alla Capitale. Manifestazioni parallele sono state organizzate anche ad Abbasanta, in provincia di Oristano, a Monza, Verona e Chioggia. Per chi non ha potuto partecipare fisicamente, è stato promosso un flash mob sui social network con la condivisione di foto, striscioni e messaggi di sostegno.
Petizione per il riconoscimento del caregiver come lavoratore
La mobilitazione si inserisce in un percorso di rivendicazione più ampio. A novembre scorso Cfu ha lanciato una petizione per il riconoscimento del caregiver familiare come lavoratore, che ha già raccolto oltre 7.600 firme. Il testo della petizione richiama l’attenzione sulle condizioni di forte precarietà economica e psicofisica in cui vivono molti caregiver, spesso impossibilitati a svolgere un lavoro retribuito, privi di sostegni adeguati e soggetti a un alto rischio di burnout. Secondo i promotori, questa condizione incide pesantemente anche sull’aspettativa di vita, significativamente più bassa rispetto alla media.
Le associazioni presenteranno una proposta di riconoscimento giuridico, economico e sociale della figura del caregiver familiare, con l’obiettivo di aprire un confronto che porti a una legge considerata finalmente completa e capace di garantire diritti, dignità e tutele a chi svolge un ruolo ritenuto essenziale per la tenuta del sistema di welfare.
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