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La verità è nell’occhio di chi guarda: come le nostre convinzioni guidano l’apprendimento delle Fake News

Directional Sign Series: FALSE TRUE

Una ricerca della Sapienza, pubblicata su PNAS, evidenzia come le convinzioni personali influenzino profondamente l’apprendimento e la percezione delle notizie. Attraverso un esperimento in tre fasi e l’analisi dell’attività pupillare, lo studio mostra che tendiamo a privilegiare informazioni ritenute vere, anche a discapito di evidenze contrarie

Le informazioni che incontriamo ogni giorno non vengono valutate in modo neutrale: il nostro cervello tende a filtrare e interpretare i contenuti alla luce di ciò che già crediamo. Un recente studio dell’Università La Sapienza dimostra che questo processo inizia molto prima di quanto si pensasse, influenzando persino il modo in cui apprendiamo dalle fake news.

Lo studio e il contesto scientifico

Lo studio, pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS), è stato condotto da Stefano Lasaponara del Dipartimento di Psicologia della Sapienza, in collaborazione con il Santa Lucia IRCCS di Roma. La ricerca si è svolta presso il Laboratorio di Neuropsicologia dell’attenzione diretto da Fabrizio Doricchi.

L’obiettivo principale era comprendere come le convinzioni influenzino l’apprendimento e la valutazione delle informazioni, in particolare nel contesto delle fake news.

Il ruolo delle convinzioni nell’apprendimento

I risultati mostrano che la tendenza a considerare alcune informazioni come vere rende le persone meno sensibili a prove contrarie. In altre parole, non apprendiamo in modo imparziale: ciò che crediamo vero diventa un punto di riferimento che guida le nostre decisioni e il nostro modo di interpretare nuove informazioni.

L’esperimento: tre fasi per analizzare il comportamento

L’indagine si è articolata in tre fasi principali:

  • Valutazione iniziale: ai partecipanti sono state presentate notizie, metà vere e metà false, chiedendo loro di giudicarne la veridicità.
  • Fase di apprendimento con ricompensa: attraverso un sistema simile a un gioco a premi, i partecipanti dovevano individuare quali notizie fossero associate a una ricompensa economica, apprendendo per tentativi ed errori.
  • Rivalutazione finale: ai partecipanti è stato chiesto di confermare o modificare i giudizi iniziali, per verificare se l’apprendimento influenzasse la percezione della verità.

Risultati: quando credere conta più dei fatti

I dati hanno rivelato un comportamento significativo: i partecipanti imparavano più rapidamente quando le ricompense erano associate a notizie ritenute vere. Al contrario, mostravano difficoltà quando le ricompense erano legate a notizie considerate false.

In molti casi, continuavano a scegliere informazioni che ritenevano vere, anche quando queste non portavano alcun beneficio. Questo dimostra quanto le convinzioni possano prevalere sulla logica e sull’esperienza diretta.

Il segnale delle pupille: un indicatore precoce

Un aspetto particolarmente innovativo dello studio riguarda l’analisi della dilatazione pupillare. Durante la lettura, le pupille si dilatavano maggiormente di fronte a notizie che i partecipanti avrebbero poi ritenuto vere.

Questo suggerisce che il coinvolgimento cognitivo e le convinzioni entrano in gioco fin dalle primissime fasi dell’elaborazione delle informazioni, prima ancora di una valutazione consapevole.

Implicazioni contro la disinformazione

Questi risultati hanno importanti ricadute pratiche. Contrastare le fake news non significa soltanto fornire informazioni corrette, ma anche intervenire sui processi cognitivi che guidano l’apprendimento.

Strategie efficaci dovrebbero quindi aumentare la consapevolezza delle proprie convinzioni, promuovere un pensiero critico, incoraggiare un approccio più flessibile alle informazioni.

Lotta alle fake news, una sfida scientifica e sociale

In un’epoca in cui la disinformazione si diffonde rapidamente, anche attraverso i social media che rafforzano le convinzioni personali, comprendere i meccanismi alla base dell’apprendimento delle fake news è fondamentale.

La ricerca evidenzia che il problema non riguarda solo i contenuti, ma anche il modo in cui li elaboriamo: un aspetto cruciale per affrontare una delle sfide più rilevanti del nostro tempo.

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