Il Presidente della Federazione nazionale TSRM e PSTRP Diego Catania è stato audito in Commissione Affari sociali alla Camera. Al centro del suo intervento la necessità di evitare sperequazioni tra le professioni del comparto. «Il nostro obiettivo è contribuire alla costruzione di un sistema efficiente, attrattivo e capace di rispondere ai nuovi bisogni di salute» ha spiegato il Presidente Catania
«Valorizzare e trattare in modo equilibrato tutte le professioni che operano all’interno del nostro Sistema sanitario nazionale, al fine di garantirne pari riconoscimenti sia sul piano sociale che su quello economico». È questo quanto ha dichiarato Diego Catania, presidente della FNO TSRM e PSTRP, audito ieri dalla XII Commissione Affari sociali presso la Camera dei deputati, in merito al disegno di legge delega del Governo nell’ambito della riforma delle professioni sanitarie.
«Evitare sperequazioni tra professioni del comparto»
«Vogliamo evitare – aggiunge Catania – sperequazioni tra le professioni del comparto, pertanto chiediamo pari dignità, affinché anche i nostri professionisti possano essere riconosciuti e incentivati nelle loro attività quotidiane».
In termini di formazione continua Catania ha evidenziato la necessità di rivedere l’attuale sistema di aggiornamento, al fine di agevolare innanzitutto i professionisti e, contestualmente, sostenere gli Ordini che erogano gratuitamente corsi ECM in qualità di provider.
«Sburocratizzare gli Ordini»
Altro ambito su cui ha posto l’accento il Presidente della Federazione nazionale è «la necessità di sburocratizzare gli Ordini e renderli realmente sussidiari», eliminando incombenze non sempre utili al buon funzionamento verso competenze valevoli, oggi in capo al Ministero della salute, come per esempio la valutazione dei titoli esteri.
Nel corso dell’audizione, Catania ha ribadito la necessità di dare piena e concreta attuazione della normativa vigente riguardo alla legge sull’equocompenso in favore dei tanti professionisti che esercitano la libera professione.
Attivare le lauree magistrali ad indirizzo clinico
Tra le varie richieste avanzate dalla Federazione nazionale e inserite nella memoria depositata alla Camera, rientra la necessità di attivare le lauree magistrali a indirizzo clinico per le professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione, nonché l’adozione di politiche di promozione nei confronti degli studenti delle scuole secondarie di secondo grado per favorirne l’iscrizione ai corsi di laurea delle professioni sanitarie.
Infine, la richiesta di emanare il regolamento degli Ordini e delle Federazioni nazionali, già previsto dalla legge 3 del 2018, nonché la revisione della CCEPS per renderne agile il funzionamento.
In conclusione, il Presidente ha confermato la disponibilità della FNO TSRM e PSTRP a supportare i lavori parlamentari, sia nella fase di discussione del provvedimento sia nella successiva elaborazione dei decreti legislativi attuativi, attraverso il coinvolgimento esperto delle Commissioni di albo nazionali, per agevolare la riforma delle professioni sanitarie.
«Il nostro obiettivo è contribuire alla costruzione di un sistema efficiente, attrattivo e capace di rispondere ai nuovi bisogni di salute, in coerenza con i rapidi mutamenti demografici e sociali della popolazione», chiosa Catania.
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