NewsPrimo pianoSalute

Quando il cibo fa paura: il 5% degli italiani soffre di anoressia, bulimia e altri disturbi dell’alimentazione

La pandemia ha peggiorato ulteriormente la situazione, con un incremento di casi stimato di almeno il 30-35%. Per la Sinpia, Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza, è fondamentale che le ragazze e i ragazzi possano essere seguiti da un’equipe multidisciplinare dedicata che includa diverse figure professionali. Il 15 marzo la Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla

I Disturbi della Nutrizione e Alimentazione, i cosiddetti DNA, sono un fenomeno sempre più in aumento in Italia e nel mondo, soprattutto negli ultimi anni: secondo i dati del Ministero della Salute, si stima che oggi più di tre milioni di italiani soffrono di DNA, oltre il 5% della popolazione, e tra questi soffrono di anoressia o bulimia (Dati Osservatorio ABA e ISTAT) ben l’8-10% delle ragazze e lo 0,5-1% dei ragazzi e, a livello mondiale, decine di milioni di giovani e di adulti nel mondo si ammalano sempre di più, ogni anno. 

La pandemia ha peggiorato ulteriormente la situazione, con un incremento di casi stimato di almeno il 30-35% e un abbassamento dell’età di esordio soprattutto tra i giovanissimi, le ragazze in particolare tra gli 11-12 e i 15 anni, e in alcuni casi, anche prima verso gli 8-9 anni. 

In occasione del 15 marzo, Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla 2025 interviene Sinpia, Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza: «I Disturbi della Nutrizione e Alimentazione – spiega Elisa Fazzi, Presidente Sinpia, Direttore della Unità operativa Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza ASST Spedali Civili, Professore Ordinario dell’Università di Brescia – rappresentano un gruppo eterogeneo e variegato di condizioni che includono quadri più tipici della prima infanzia, fino a quadri più chiaramente caratterizzanti l’adolescenza e giovane età adulta. Il tasso di co-occorrenza con altre condizioni psichiatriche appare alto e spesso risulta complesso distinguere una linea di confine tra le manifestazioni di differenti disturbi, soprattutto in riferimento ai quadri legati ad un neurosviluppo atipico. È fondamentale che le ragazze e i ragazzi possano essere seguiti da un’equipe multidisciplinare dedicata che includa diverse figure professionali con formazione specifica per l’età evolutiva. Ciò a cui auspichiamo è che l’intervento debba essere precoce, personalizzato e adeguato al livello di intensità necessario alla gravità della condizione e centrato sulla specificità unica dell’età evolutiva».

Anoressia, bulimia e gli altri disturbi

Anoressia nervosa, bulimia nervosa, disturbo da alimentazione incontrollata (bingeeating disorder) ma anche disturbo evitante/restrittivo dell’assunzione di cibo, pica e disturbo da ruminazione, sono solo alcuni dei DNA, un gruppo di patologie del comportamento alimentare che trovano la loro descrizione e codifica nel DSM 5, il manuale internazionale più riconosciuto per la classificazione dei disturbi mentali.Tra i Disturbi della Nutrizione e Alimentazione è soprattutto l’Anoressia Nervosa (AN), ad aver subito maggiori modifiche in termini di incidenza, prevalenza, abbassamento di età di esordio e complessità di presentazione clinica, sia medica che psichiatrica, a partire dall’ultimo decennio. Sempre di più l’AN si presenta in concomitanza con altre condizioni psicopatologiche gravi e in associazione con problematiche inerenti la sfera della suicidalità. Come evidenziato nelle nuove Raccomandazioni Sinpia sui dna, l’Anoressia Nervosa, secondo dati statunitensi, rappresenta circa il 60% delle forme di DNA in adolescenza. Dati italiani riportano che il 36.8% dei soggetti di età compresa tra 12 e 64 anni presenta una diagnosi di AN, il 21.9% di bulimia nervosa (BN) e il 41.3% di un disturbo non specificato. La prevalenza dell’AN nelle giovani donne italiane è stimata tra lo 0,2% e lo 0,9%. Il disturbo interessa prevalentemente il sesso femminile, l’incidenza è di 8 casi su 100.000 tra le donne; e tra i maschi, rispetto alle femmine, il tasso è di 1 su 9, con un’equa distribuzione tra femmine e maschi nei casi ad insorgenza prepubere.

«L’Anoressia Nervosa – evidenziano Chiara Davico e Maria Pia Riccio, neuropsichiatre infantili a Torino e Napoli rispettivamente, curatrici delle nuove Raccomandazioni Sinpia sui dna – tende ad avere nella maggior parte dei casi un esordio subdolo e ingravescente, anche se non sono infrequenti andamenti con rapida evoluzione. Il disturbo può avere inizio da una dieta che ha l’obiettivo del dimagrimento e della modificazione della forma corporea, in risposta ad un sentimento di insoddisfazione riguardo il proprio aspetto fisico e una bassa autostima; spesso emergono degli eventi traumatici che hanno preceduto la restrizione alimentare. Se non tempestivamente e adeguatamente trattata, l’AN può segnare in maniera indelebile il percorso evolutivo diventando una causa importante di disabilità e di interruzione del percorso di crescita, con conseguenze che possono essere significative anche a lungo termine, sia da un punto di vista psichico che fisico. Non da ultimo, è bene menzionare che si tratta del disturbo psichiatrico che è accompagnato dai più alti tassi di mortalità».

Rimani aggiornato su  www.vocesanità.it

Newsletter
Iscriviti alla nostra newsletter

Vorresti pubblicare degli articoli e  lavorare con noi? iscriviti qui, ti ricontatteremo per ulteriori info.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *