In Italia oltre 1,2 milioni di persone convivono con l’Alzheimer. In Senato presentata un’indagine conoscitiva sulla rete nazionale Alzheimer con l’obiettivo di valutare la preparazione del Servizio Sanitario Nazionale nella presa in carico dei pazienti
Un’emergenza sanitaria che cresce con l’invecchiamento della popolazione
In Italia più di 1,2 milioni di persone vivono con una demenza, di cui circa 600.000 con malattia di Alzheimer, mentre oltre 4 milioni di caregiver familiari affrontano ogni giorno le difficoltà dell’assistenza. Con il costante invecchiamento demografico, questi numeri sono destinati ad aumentare, rendendo urgente una riflessione sul futuro della sanità pubblica.
Per rispondere a questa sfida, in Senato è stata presentata un’indagine conoscitiva sulla rete nazionale Alzheimer, promossa dal senatore Guido Quintino Liris con la partecipazione di numerosi esperti e istituzioni. L’obiettivo è valutare la preparazione del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) nella presa in carico dei pazienti, raccogliendo dati, esperienze e proposte per migliorare i percorsi di diagnosi precoce, cura e assistenza. L’iniziativa punta anche a integrare nel sistema italiano le nuove terapie disponibili a livello internazionale, adottando un modello di governance sanitario innovativo e uniforme, capace di ridurre le disuguaglianze territoriali.
Innovazione sanitaria e modelli integrati per la cura dell’Alzheimer
Il Piano Nazionale Demenze del 2014, pur avendo rappresentato un traguardo importante, mostra oggi limiti evidenti rispetto alle nuove esigenze cliniche e sociali. Gli esperti chiedono un aggiornamento delle linee guida che includa i più recenti progressi scientifici, tecnologici e terapeutici.
Secondo Alessandro Padovani, ex presidente della Società Italiana di Neurologia, è necessario un approccio simile a quello delle reti oncologiche, in grado di coordinare centri territoriali e hub specialistici. Questo modello multidisciplinare permetterebbe di gestire meglio le nuove terapie biologiche e personalizzate, promuovendo una cura olistica che metta al centro la persona e non solo la patologia. L’obiettivo è creare un sistema sanitario più moderno, capace di garantire equità, accesso e qualità delle cure in ogni regione d’Italia.
Collaborazione pubblico-privato e diagnosi precoce: la chiave per il futuro
La risposta all’emergenza Alzheimer in Italia passa anche dalla collaborazione tra istituzioni, ricerca e aziende. Come sottolinea Adele Patrini, presidente della Fondazione per la Sostenibilità Sociale, solo un dialogo costante e trasparente tra pubblico e privato potrà costruire una rete capace di innovare e migliorare la qualità della vita dei pazienti.
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