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Appello dei Radiologi a Mattarella: «Scudo penale occasione mancata: non vogliamo impunità ma serenità»

Il sindacato dei Radiologi SNR, tramite il Segretario Giulio Argalia, ha scritto al Capo dello Stato: «Riteniamo che chi cura debba poterlo fare con serenità, senza il costante timore di essere processato per aver agito secondo scienza e coscienza». Il provvedimento sullo scudo penale dovrebbe tornare in Cdm a settembre

Il rinvio dell’approvazione dello scudo penale per i medici continua a far discutere. Giulio Argalia, segretario del sindacato Area radiologica SNR, ha lanciato un appello al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: «Senza medici tutelati, motivati e rispettati, il diritto costituzionale alla salute rischia di diventare una promessa disattesa. Ecco perché Le chiediamo di farsi portavoce di questo appello, che non ha colore politico né ideologico, ma nasce da chi ogni giorno opera nei luoghi più complessi della sanità italiana, con dedizione e spirito di servizio».

«Non vogliamo lo scudo penale per l’impunità»

«L’ennesimo nulla di fatto sul Disegno di legge delega in materia di professioni sanitarie, in particolare in merito alla riforma dello ‘scudo penale’, rappresenta una grave occasione mancata – aggiunge Argalia -. Non si tratta di invocare impunità, bensì di promuovere una riforma responsabile che riconosca la complessità dell’atto medico, evitando l’automatismo della sanzione penale in assenza di dolo o colpa grave».

Il sindacalista cita poi i dati: «Secondo la FNOMCeO (Federazione nazionale degli ordini dei medici), ogni anno oltre 35mila medici vengono coinvolti in procedimenti penali, il 95% dei quali si conclude con archiviazioni o assoluzioni».

«Per questo – sottolinea Argalia – riteniamo che chi cura debba poterlo fare con serenità, senza il costante timore di essere processato per aver agito secondo scienza e coscienza. La paura del giudizio penale, unita a un quadro normativo frammentario e disomogeneo, compromette la lucidità e l’efficacia dell’atto medico. La professione medica chiede solo di poter continuare a servire lo Stato e i cittadini con dignità, sicurezza e giustizia».

Oggi in vigore la modifica introdotta dalla Legge Gelli-Bianco

Il Ministro della Salute Orazio Schillaci ha assicurato che dopo la pausa estiva il provvedimento potrà essere approvato dal Cdm. Si starebbe lavorando sulla possibilità di specificare i casi di negligenza e imperizia, dettagliando maggiormente le linee guida. L’obiettivo del provvedimento è far sì che gli errori dovuti a colpa lieve per il personale sanitario non siano più perseguibili penalmente.

Al momento la responsabilità penale del medico è regolata dall’art. 590-sexies del Codice penale, introdotto dalla Legge Gelli-Bianco (n. 24/2017), che esclude la punibilità in caso di colpa lieve purchè siano state rispettate le linee guida o le buone pratiche clinico-assistenziali.

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