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Contratto comparto sanità 2025-2027, FIALS all’Aran: «Servono incarichi realmente accessibili e maggiori garanzie economiche»

Nel confronto sul rinnovo del contratto nazionale del comparto sanità, la FIALS chiede misure concrete per valorizzare i professionisti del Servizio sanitario nazionale. Al centro del dibattito il sistema degli incarichi, giudicato ancora troppo rigido e poco applicato. Il sindacato propone automatismi di carriera, maggiori garanzie economiche e regole più chiare su indennità, straordinari e sostituzioni

Nel corso della seduta convocata dall’Aran per proseguire il confronto sul rinnovo del Contratto collettivo nazionale del comparto sanità per il triennio 2025-2027, la FIALS ha ribadito la necessità che il nuovo accordo trasformi i principi di valorizzazione professionale, equità organizzativa ed esigibilità dei diritti in strumenti concreti per i lavoratori della sanità.

Secondo il sindacato, il sistema degli incarichi non può continuare a rappresentare soltanto un’opportunità teorica, ma deve diventare un reale percorso di crescita professionale ed economica per il personale sanitario.

Il nodo degli incarichi: «Sistema ancora troppo rigido»

La FIALS ha preso atto che la bozza presentata dall’Aran recepisce quanto discusso nel tavolo tecnico monotematico dedicato alla semplificazione del sistema degli incarichi. Tuttavia, il sindacato evidenzia come l’attuale struttura continui a essere “ingessata” nelle diverse realtà territoriali, con effetti negativi sulla motivazione dei professionisti.

A sostegno della propria posizione, la sigla cita i dati del conto annuale: solo 93 incarichi dell’area ad elevata qualificazione risultano conferiti e, di questi, appena 39 assegnati ai professionisti della salute. Numeri che, secondo FIALS, dimostrano la mancata diffusione omogenea degli incarichi e la necessità di interventi correttivi per evitare applicazioni diseguali del contratto.

Le proposte: più chiarezza su gerarchie e responsabilità

Tra le richieste avanzate, la FIALS ritiene prioritario individuare formalmente il dirigente responsabile delle rispettive professionalità. Per gli incarichi attribuiti alle professioni sanitarie, tale ruolo dovrebbe essere affidato al dirigente delle professioni sanitarie, così da garantire coerenza nella linea gerarchica e nella gestione delle responsabilità.

Il sindacato chiede inoltre maggiore chiarezza sul tema della sovraordinazione interna degli incarichi, in particolare per quanto riguarda gli incarichi professionali e le loro ricadute organizzative. Secondo la FIALS, l’incarico professionale non dovrebbe dipendere funzionalmente da quello organizzativo: entrambi dovrebbero avere pari dignità in termini di competenze, funzioni e responsabilità.

Indennità e valorizzazione economica

Sul piano economico, la FIALS sostiene che il valore minimo dell’incarico di posizione non possa essere inferiore al valore massimo dell’incarico di organizzazione, oggi fissato a 13.500 euro. Una soglia che, secondo il sindacato, deve essere coerente con il livello di responsabilità richiesto.

Critiche anche sul tema delle indennità. La sigla segnala infatti una criticità interpretativa riguardante l’assorbimento dell’indennità di coordinamento prevista dal contratto del 2018, chiedendo un chiarimento esplicito per evitare futuri contenziosi e difformità applicative.

Progressione professionale: la proposta dei 5 anni

Particolarmente netta la posizione della FIALS sull’aumento dell’indennità per l’incarico professionale di base, definito “solo potenziale” e privo di reali garanzie di esigibilità.

Per questo il sindacato propone un percorso alternativo: dopo cinque anni di servizio nel Servizio sanitario nazionale e in presenza di valutazioni positive, l’incarico professionale di base dovrebbe trasformarsi automaticamente in incarico professionale, con il riconoscimento di un’indennità economica pari a 4.000 euro.

La FIALS chiede inoltre che le aziende siano obbligate ad attribuire l’incarico dopo la verifica del Collegio tecnico, il cui procedimento dovrebbe iniziare almeno 90 giorni prima della scadenza del quinquennio.

Straordinari e pronta disponibilità

Sul fronte del lavoro straordinario, il sindacato respinge la proposta di introdurre un plafond economico di 5.000 euro per il riconoscimento delle ore aggiuntive, ritenendo che tale limite possa comprimere un diritto dei lavoratori.

La richiesta è quindi quella di eliminare la soglia, consentendo ai titolari di incarico di funzione di scegliere liberamente tra pagamento dello straordinario e riposi compensativi.

FIALS considera inoltre imprescindibile che non venga introdotto alcun obbligo di pronta disponibilità per i titolari di incarico di funzione, poiché tale istituto non può essere automaticamente collegato alla titolarità dell’incarico.

Sostituzioni e specifiche responsabilità

In materia di sostituzioni, la sigla propone regole più precise: la nomina del sostituto dovrebbe scattare per assenze superiori a 15 giorni, mentre per periodi inferiori la sostituzione dovrebbe avvenire in modo fisiologico.

L’incarico di sostituzione, inoltre, dovrebbe essere attribuito a dipendenti appartenenti alla stessa area e allo stesso profilo professionale, nel rispetto di criteri oggettivi e della continuità dei servizi.

Sul tema delle specifiche responsabilità, FIALS chiede infine che la contrattazione integrativa definisca con chiarezza le risorse economiche da destinare a questo istituto, confermando il limite massimo del 12% degli incarichi attribuibili alle aree degli operatori e degli assistenti rispetto a quelli destinati ai professionisti della salute e ai funzionari.

«Servono scelte coraggiose»

In conclusione, la FIALS conferma la propria partecipazione al negoziato con spirito costruttivo, ma avverte che il rinnovo del contratto non può limitarsi a una semplice revisione formale del testo.

Secondo il sindacato, servono invece “scelte coraggiose” capaci di superare le rigidità attuali e di trasformare il sistema degli incarichi in uno strumento realmente accessibile, motivante e in grado di riconoscere il valore professionale di chi garantisce ogni giorno il funzionamento del Servizio sanitario nazionale.

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