Dal report del Ministero della Salute emerge un quadro di luci e ombre. Solo otto Regioni pubblicano gli esiti del monitoraggio ‘ex ante’ delle prestazioni di specialistica ambulatoriale, disponibile per classe di priorità e per ambito territoriale
Le liste di attesa sono uno dei problemi più seri della sanità italiana. Il Ministero della Salute, nell’ultimo report “Monitoraggio della presenza sui siti web di Regioni e Aziende sanitarie di sezioni dedicate ai tempi e alle liste di attesa” bacchetta le Regioni accusate di mostrare poca trasparenza.
Il report ha passato in rassegna (nel 2024) le pagine Internet delle Regioni, con una ‘check list’ per la rilevazione dei contenuti, nei siti web, su tempi e liste di attesa. Ne esce una fotografia a luci e ombre.
«Per tutte le Regioni che ne sono dotate, la sezione liste di attesa è facilmente identificabile all’interno del portale Salute regionale e pubblica il Piano regionale di governo delle liste di attesa e i Piani attuativi aziendali, anche se non sempre per tutti gli ambiti territoriali e non sempre in formato accessibile. Solo 8 Regioni pubblicano gli esiti del monitoraggio ‘ex ante’ delle prestazioni di specialistica ambulatoriale, disponibile per classe di priorità e per ambito territoriale», si legge nel rapporto.
Regioni opache su diritti dei cittadini in caso di prestazioni oltre i limiti
Andando a valutare la chiarezza e la completezza delle informazioni utili al cittadino al momento della prenotazione delle prestazioni, si nota che «solo per 6 Regioni sono chiaramente definiti i percorsi di tutela che vengono attivati nel caso in cui al cittadino non possa essere assicurata la prestazione entro i limiti previsti dalla Regione – si evidenzia nel report -. La maggioranza delle Regioni e Province autonome fornisce il link al sistema Cup e indicazioni relative alle modalità di prenotazione, con numeri utili e informazioni circa i diversi canali attivati (farmacie, medici di famiglia e pediatri di libera scelta)».
Nelle conclusioni si legge che «rispetto alla situazione al 31 dicembre 2022, rilevata col precedente monitoraggio, si osserva una maggiore presenza di informazioni dettagliate, relative per esempio ai percorsi di tutela e alle modalità di prenotazione di visite e prestazioni ambulatoriali. Il dato ex ante pubblicato è quello riferito alla rilevazione ministeriale, che rappresenta la percentuale di prestazioni garantite nei tempi, per classe di priorità. Inoltre, i documenti messi a disposizione sono nella quasi totalità dei casi scaricabili e in formato accessibile».



