Il Sindacato Medici italiani ha lanciato una petizione valorizzare la telemedicina per le certificazioni Inps e per le autocertificazioni dei primi tre giorni di malattia che ha raggiunto le 14mila firme
La carenza di medici di base in Italia è ormai da anni una piaga che affligge il nostro Paese. Un trend destinato a peggiorare come conferma il Segretario del Sindacato Medici italiani Pina Onotri: «Nel nostro Paese è cambiata la condizione e la presenza dei medici di medicina generale. Dal dopoguerra fino a dieci anni fa, lo studio del medico di famiglia era un presidio innanzitutto di civiltà, presente in ogni comune e radicato sul territorio, adesso non è più così. Oggi, infatti, risultano essere quattro milioni di italiani senza i medici di medicina generale. L’Italia è sempre più senza i medici di medicina di famiglia e ne mancano il 30% rispetto al fabbisogno».
Pina Onotri, segretario generale Smi (Sindacato medici italiani) ha parlato al convegno ‘Il declino della sanità pubblica: sfide e prospettive per il territorio e gli ospedali’ a Benevento.
«Per quanto riguarda, ancora, la medicina generale riteniamo che la costituzione delle Case di comunità (CdC) non migliorerà dal punto di vista organizzativo il lavoro dei medici, né i servizi ai cittadini. Anzi l’obbligatorietà di lavorare per 38 ore settimanali di lavoro per i nuovi incarichi all’interno delle Case di comunità e con l’obbligo di apertura degli studi periferici, da parte dei giovani medici, allontanerà ancora di più le nuove leve, in maggioranza donne, dalla professione in quanto si andrà ben oltre le 40ore settimanali di lavoro».
Fra il 2019 e il 2022 oltre 11mila medici hanno lascito il servizio pubblico medici di famiglia
«In ambito ospedaliero – prosegue – la situazione non è migliore. In due anni (dal 2020 al 2022) sono stati tagliati 32.500 posti letto e fra il 2019 e 2022 oltre 11mila medici hanno lasciato le strutture pubbliche, mentre 95 ospedali sono stati chiusi in 10 anni. Chiediamo che la Legge di bilancio contenga nei suoi provvedimenti collegati norme per sburocratizzare il lavoro nella medicina generale, valorizzando la telemedicina per le certificazioni Inps e autocertificazioni dei primi tre giorni di malattia. Queste misure, che stiamo proponendo anche con una petizione pubblica che ha raggiunto 14mila firme in poco tempo, potrebbero essere a costo zero per lo Stato. In questo modo si migliorerebbero, di molto, le condizioni di lavoro dei medici di famiglia che avrebbero più tempo per la cura dei pazienti».
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