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Obesità cresce tra i più giovani e tra le donne. E la Garante per l’Infanzia propone di abbassare il prezzo dei cibi sani

Nel 2023 sono l’11,8 per cento gli adulti con obesità in Italia. Il lieve aumento registrato rispetto al 2022 (0,4 punti percentuali) non risulta statisticamente significativo nel complesso della popolazione adulta, ma dall’analisi per età emerge un incremento importante tra i più giovani tra gli adulti

Più obesi, soprattutto tra i giovani, e sempre più donne. Secondo i dati Istat, nel 2023 il numero di persone con obesità ha registrato un incremento del 38% rispetto al 2003, dove a pesare è soprattutto il notevole aumento registrato tra i giovani adulti. In particolare, nella fascia di età 18-34 la percentuale di persone affette è passata dal 2,6 al 6,6%, raddoppiando tra gli uomini e triplicando tra le donne, mentre in quelle 35-44 è passata dal 6,4 al 9,8%. 

I dati dell’Istituto nazionale di statistica fotografano la situazione attuale del fenomeno sovrappeso e obesità nel nostro Paese.

«L’obesità è una sfida complessa che va ben oltre l’aspetto individuale, impattando profondamente sulla salute pubblica, sui sistemi sanitari e sull’economia di un Paese. Il costante aumento dei casi anche in Italia, associato a malattie croniche come diabete e patologie cardiovascolari, ci impone di agire con decisione e coerenza. Il ministero della salute, consapevole dell’urgenza, ha posto la lotta all’obesità tra le sue priorità. Le nostre strategie, in linea con le raccomandazioni internazionali e con gli obiettivi del Piano Nazionale della Prevenzione, mirano a promuovere stili di vita sani fin dalla più giovane età, incentivando l’attività fisica e una dieta equilibrata», spiega il ministro della Salute Orazio Schillaci nella prefazione dell’Italian Barometer Obesity Report 2024.

Tante le complicazioni dell’obesità sulla salute

L’obesità è associata a oltre 200 complicazioni, inclusi tumori, malattie cardiovascolari, diabete tipo 2 e malattie respiratorie croniche con conseguenze sulla morbilità e mortalità. L’obesità grave è stata associata a una diminuzione dell’aspettativa di vita e ad un aumento del tasso di mortalità indipendentemente dall’età, regione geografica, titolo di studio o l’abitudine di fumare. 

«L’obesità è molto più di un semplice eccesso di peso, basti pensare che il 41% tutta la mortalità cardiovascolare negli Stati Uniti corrisponde a un alto indice di massa corporea (Imc). Esiste, infatti, una chiara associazione tra Imc e ipertensione alla base delle principali malattie cardiovascolari, come infarto, ictus e insufficienza cardiaca. È stato osservato in Italia che l’ipertensione è presente nel 45% delle persone con un Imc normale, nel 67% di quelle con sovrappeso, fino ad arrivare all’87% in coloro che soffrono di obesità», dice Paolo Sbraccia, Presidente di Ibdo Foundation. 

«Secondo le stime Istat più aggiornate, nel 2023 sono l’11,8 per cento gli adulti con obesità in Italia. Il lieve aumento registrato rispetto al 2022 (0,4 punti percentuali) non risulta statisticamente significativo nel complesso della popolazione adulta, ma dall’analisi per età emerge un incremento importante tra i più giovani tra gli adulti, ovvero quelli compresi nella fascia di età 18-34 anni. Infatti, anche se la percentuale di persone con obesità in questa fascia di età rimane sempre inferiore rispetto alle altre, si è passati dal 5% nel 2022 al 6,6% nel 2023.Si conferma dunque la tendenza all’aumento dell’obesità tra i giovani adulti registrata nel lungo periodo. La quota più elevata di obesità si registra come sempre tra gli anziani di 65-74 anni, dove si stima che oltre 1 persona su 6 abbia la malattia (15,9%) nel 2023», spiega Roberta Crialesi, Responsabile del Servizio Sistema integrato salute, assistenza e previdenza dell’Istat. 

«Restano invece del tutto stabili rispetto all’anno precedente i livelli complessivi di eccesso di peso, che continua a riguardare complessivamente quasi un adulto su due in Italia (46,3%)», aggiunge Crialesi.

La proposta della Garante per l’Infanzia: «Abbassare i prezzi dei cibi sani»

Contro il cibo spazzatura ma soprattutto per prevenire l’obesità infantile, arriva la proposta della Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza Carla Garlatti che ha proposto durante un’audizione in Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza di abbassare i prezzi dei cibi sani, in particolare di frutta e verdura per renderli alla portata anche delle famiglie meno abbienti. 

Garlatti ha anche sottolineato la necessità di mettere al bando i siti che promuovono comportamenti che “spingono all’anoressia o al binge eating” ed anche qui ha rammentato i dati Istat del 2022 che indicano l’anoressia come la seconda causa di morte tra le ragazze tra i 12 e i 17 anni. Un problema però in crescita anche tra gli adolescenti maschi. «Siamo sempre molto concentrati sui siti pornografici – ha sottolineato – ma ci sono altri tanti siti dannosi per ragazzi e tra questi ci sono anche quelli che istigano all’anoressia che possono provocare altrettanto danno». 

Inoltre, per la Garlatti va data la possibilità ai ragazzi con più di 14 anni di chiedere la rimozione di foto pubblicate da altri, genitori inclusi, nelle quali si percepiscano come in sovrappeso.

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